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Ex stazione Santa Lucia, Rossi e Torresi:
“In maggioranza si arrampicano
sugli specchi, incredibile”

FERMO - Massimo Rossi e Maria Giulia Torresi dopo aver sollevato il caso ex stazione Santa Lucia che ha tenuto banco in queste settimane a Fermo, e che ha infiammato l'assise di lunedì, tornano a far sentire la loro voce
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“Alla luce delle conclusione del Consiglio Comunale di lunedì sera appaiono veramente incredibili i tentativi di vari esponenti della maggioranza di arrampicarsi sugli specchi rivendicando la correttezza dell’operato dell’amministrazione e la paternità della soluzione responsabilmente proposta dalla minoranza allo scopo di limitare il danno. Una soluzione, peraltro, tecnicamente complessa ed ancora tutta da costruire”. I consiglieri comunali de “l’Altra Fermo” e “Fermo Migliore”, Massimo Rossi e Maria Giulia Torresi dopo aver sollevato il caso ex stazione Santa Lucia che ha tenuto banco in queste settimane a Fermo, e che ha infiammato l’assise di lunedì, tornano a far sentire la loro voce.

“In realtà, come tutti possono facilmente capire dai fatti concreti, le cose stanno in modo completamente diverso da quanto costoro si sforzano inutilmente di sostenere: la scelta dell’amministrazione comunale di non esercitare il ‘diritto di opzione’ per l’acquisto dell’area della ex stazione Santa Lucia al prezzo di 656.000 euro è stato un gravissimo errore politico che ha fatto rischiare la città di perdere ogni potestà sul futuro dell’area ed ha esposto la Steat al grave rischio, non ancora superato, di dover spendere molto di più della cifra a base d’asta per acquistarla, se all’incanto dovessero partecipare altri operatori privati.
E’ semplicemente ridicolo parlare di insostenibilità della spesa per l’acquisto dell’area al prezzo offerto da Demanio in quanto anche un bambino comprenderebbe la sostanziale neutralità dell’impatto di una rata annuale di circa 36.000 euro su un bilancio comunale complessivo di circa 60 milioni. Una rata che peraltro sarebbe stata coperta abbondantemente dal canone della Steat sino a suo trasferimento. Non solo. Se paradossalmente l’amministrazione avesse perseverato nella scelta di lasciar consolidare l’attuale destinazione dell’area a deposito corriere, avrebbe potuto recuperare la somma investita cedendo successivamente l’area stessa alla società di trasporto, di cui è socio, senza farle correre il rischio di cui parlavamo.
Nessuno ha mai ipotizzato il trasferimento immediato della Steat. Al contrario è stato contestato all’amministrazione il mancato avvio di un percorso concertato per individuare una diversa dislocazione del deposito in zona più compatibile, lavorando gradualmente, come chiede a gran voce l’intera città; per destinare l’area attuale a funzioni che supportino e qualifichino il polo scolastico.
In conclusione, gli esponenti della maggioranza, oltre a doversi compiacere per la battaglia ingaggiata con successo dalla minoranza e dalle associazioni ambientaliste per far ravvedere almeno parzialmente l’amministrazione Comunale dall’errore politico commesso, invece di autocelebrarsi, dovrebbero augurarsi che sia possibile l’attuazione degli indirizzi definiti dal dispositivo della delibera approvata, ed infine ‘accendere un cero a Sant’Antonio’ per ottenere la grazia di non farci trovare il 15 ottobre, in occasione dell’asta, a fare in conti con qualche privato a suon di sperpero di denaro pubblico”.

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