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Ex Gigli, Laboratorio civico all’attacco:
“Il sindaco Franchellucci deve dimettersi”

PORTO SANT'ELPIDIO - Il movimento guidato da Alessandro Felicioni: "Quando un amministratore pubblico firma un contratto in cui dovrebbe essere pagata la cifra di 441.000 euro in più, ci pare chiaro e lampante che egli abbia tradito irrimediabilmente la fiducia dei propri cittadini"
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“Il sindaco Franchellucci si deve dimettere”. E’ l’appello, quasi più un imperativo del Laboratorio civico nei confronti del primo cittadino Nazareno Franchellucci. Pomo della discordia? Il prezzo del teatro Gigli con Felicioni e company che non vanno per il sottile.

“Quando un amministratore pubblico firma, a nome di tutti i cittadini che rappresenta, un contratto in cui, come si è scoperto dal Demanio (leggi l’articolo), dovrebbe essere pagata la stratosferica cifra di 441.000 euro in più per l’acquisto di una porzione del teatro Gigli, ci pare chiaro e lampante che egli abbia tradito irrimediabilmente la fiducia dei propri cittadini e, in un ultimo scatto di dignità, dovrebbe coerentemente rimettere il suo mandato.
Franchellucci, nonostante tutti gli appelli a non firmare quell’atto, ha impegnato tutta la città per una somma (1.951.000 euro), destinata all’acquisto di un immobile per il quale avrebbe invece dovuto aspettare un parere di congruità, ovvero un valore, da parte dell’unica autorità abilitata e chiamata,  per legge, ad esprimerlo: l’Agenzia del Demanio.
Egli ha  esposto la città intera ad un rischio incalcolabile e imponderabile, dato che dalla differenza di valore tra quanto da lui pattuito e determinato dal Demanio, ripetiamo 441.000 euro, rischiamo di vedere saltare per aria tutti gli impegni con il costruttore, il quale, non ricevendo il prezzo fissato nel preliminare, potrebbe chiedere proroghe per il pagamento dei lotti di via Mameli e con il rischio concreto che lo “scatolone” in piazza resti vuoto e inutilizzato ancora per chissà quanto tempo.
Inoltre abbiamo pure versato nel frattempo una caparra di 400.000 euro e abbiamo acquistato circa 80.000 euro di arredi destinati al nuovo spazio del Gigli che, se il contratto non verrà concluso, sarebbero un ulteriore e devastante buco nei conti del Comune. Il potenziale danno erariale che sottende a queste condotte è tutto lì da essere rilevato ed analizzato.

Il Demanio, grazie al cielo e con buona pace delle fantasiose spiegazioni del sindaco, ha fatto il suo lavoro e noi del Laboratorio Civico abbiamo la piccola presunzione di pensare che lo abbia fatto anche grazie al dettagliato esposto che abbiamo depositato prima dell’estate e che, a tutti gli effetti, dopo quanto già ampiamente denunciato in campagna elettorale già nel marzo/aprile 2018, è stato nelle conclusioni demaniali completamente recepito.

Ora il dubbio su quello che succederà ci preoccupa e non poco ed è per questo che il sindaco dovrebbe dignitosamente ritirarsi dal ruolo che occupa.

Se avessimo una amministrazione capace di tutelare l’interesse della città si potrebbe suggerire che al costruttore dovremmo a questo punto proporre di spendere la stessa cifra (1.951.000) per acquistare definitivamente tutto il Gigli e non solo un pezzo, soluzione che, probabilmente, converrebbe anche a lui..

Del primo cittadino chiediamo a gran voce il ritiro dalla scena politica locale, a cui ha lasciato e lascerà un enorme peso di mutui ed impegni che sarà difficilissimo o impossibile sostenere in futuro. Prima che sia troppo tardi questo amministratore pubblico deve lasciare ogni suo incarico. La misura appare ben più che colma.

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