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Nomina del primario di Anestesia,
il giudice del lavoro dà ragione al direttore
Av4 Livini: rigettato il ricorso di Strovegli

FERMO - Il giudice del lavoro, ieri ad Ancona, ha respinto il ricorso presentato dal dottor Daniele Strovegli sulla nomina, da parte del direttore Av4, Licio Livini, della dottoressa Luisanna Cola
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La direzione dell’Area vasta 4 di Fermo, guidata da Licio Livini, la spunta nel ricorso presentato dal dottor Daniele Strovegli sulla nomina, a primario del reparto di anestesia e rianimazione dell’ospedale di Fermo. Ieri il giudice del lavoro, infatti, con sentenza di primo grado, ha rigettato il ricorso presentato da Strovegli sulla nomina della dottoressa Luisanna Cola, riconoscendo così di fatto la bontà dell’operato della direzione dell’Av 4 nella persona del suo direttore Licio Livini. E ha anche condannato il ricorrente alle spese legali per l’Av4  e per la Cola, come parte interessata dalla vicenda giudiziaria. Il tutto in attesa di conoscere i dettagli del pronunciamento della magistratura del lavoro.

 

Il direttore Licio Livini

Un salto indietro di due anni per partire dalle origini della vicenda sanitaria finita al cospetto della magistratura: nel 2017, a seguito di una selezione di idoneità, Livini ha assegnato alla Cola, arrivata seconda dopo Strovegli nella graduatoria, l’incarico di guidare la struttura complessa di anestesia e rianimazione del nosocomio fermano. La scelta di Livini non è stata accettata da Strovegli che, infatti, ha presentato ricorso al giudice del lavoro. La nomina ha anche dato vita a una ferma presa di posizione da parte dell’assessore regionale Fabrizio Cesetti che, all’epoca dei fatti, ha contestato l’operato del direttore Livini (leggi l’articolo). “La determina del Direttore dell’Area Vasta n. 4 del 27/04/2017, con la quale viene conferito l’incarico di ‘Direttore Medico di Struttura Complessa Disciplina Anestesia e Rianimazione’ disattendendo la graduatoria della apposita Commissione preposta alla valutazione dei candidati – scrisse a fine aprile 2017 Cesetti – è un atto assunto in evidente violazione degli indirizzi concernenti i criteri e le modalità per il conferimento degli incarichi di direzione di struttura complessa per la dirigenza medica veterinaria e sanitaria in applicazione dell’art. 15, comma 7 bis, del decreto legislativo n. 502/1992 definiti dalla Giunta Regionale della Regione Marche.

Infatti, le motivazioni addotte per estromettere il vincitore del concorso che ha conseguito il maggior punteggio attribuito dalla apposita Commissione appaiono all’evidenza inadeguate e contraddicono il giudizio della Commissione stessa sicuramente più titolata del Direttore dell’Area Vasta 4 per valutare le capacità di figure professionali chiamate a dirigere strutture dove è in gioco la vita stessa delle persone. In definitiva, la determina viola il sacrosanto principio che gli incarichi vengano conferiti ai migliori e questo non può essere tollerato. Né risulta vi siano precedenti a livello regionale di una tale deroga alle graduatorie stilate dalle Commissioni preposte alla valutazione di candidati”. L’assessore regionale andò anche oltre: “Nell’esercizio delle mie prerogative istituzionali – ha avuto a dire il delegato regionale al bilancio – formalizzerò una richiesta al Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Unica Regionale, Dott. Alessandro Marini, affinché lo stesso verifichi se nella fattispecie ricorrano gli estremi per l’annullamento dell’atto in autotutela, anche per evitare di esporre l’Azienda a danni di credibilità e di immagine, nonché a danni economici derivanti da eventuali azioni giudiziarie che potrebbero scaturire dalla suindicata vicenda”.

 In quella stessa data il direttore Licio Livini difese, però, il suo operato con parole altrettanto chiare: “La candidata – il punto del direttore Av4 – mostra un profilo soggettivo più aderente a quello richiesto da questa Area Vasta, così come previsto e specificato nel Bando di selezione, orientato prevalentemente alla ricerca di un professionista con consolidata esperienza nella programmazione delle sedute operatorie in elezione delle specialità chirurgiche presenti nel Presidio Unico di Area Vasta, con conoscenze e competenze in ambito anestesiologico nelle varie patologie e branche, oltre ad una esperienza nelle altre specialità richieste ad un anestesista-rianimatore nonché a competenze in ambito gestionale come la conoscenza ed utilizzo di elementi di governo clinico, degli strumenti di budget, del conto economico, esperienza nella redazione di Pdta e gestione di gruppi di lavoro multidisciplinari”.

Ed oggi, a distanza di due anni, la magistratura del lavoro, con sentenza di primo grado, riconosce la bontà dell’operato del direttore Av4 condannando il ricorrente anche al pagamento delle spese. Dunque la Cola può continuare a lavorare alla guida dell’Anestesia e Rianimazione del Murri come fatto fino ad oggi, con professionalità e serietà. E oggi anche con il verdetto della magistratura del lavoro dalla sua parte e dalla parte di chi l’ha nominata, il direttore Livini.

Luisanna Cola nuovo primario di anestesia al Murri, Cesetti congela tutti: “Si verifichino gli estremi per l’annullamento dell’atto”

 

 

 


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