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Pokerissimo della polizia,
dopo i quattro del bar Blasco
‘beccato’ anche il clandestino
con una sfilza di precedenti

FERMANO - La polizia della questura di Fermo, nel corso delle ricerche del quarto uomo ritenuto corresponsabile dell'aggressione al bar Blasco, ha rintracciato anche un marocchino che aveva provato a evitare il rimpatrio nel Paese di origine richiedendo la protezione internazionale ma gli approfonditi accertamenti condotti dal personale dell’Ufficio Immigrazione hanno consentito di ricostruire la sua pericolosità sociale incompatibile con la richiesta di protezione. L‘uomo è stato, pertanto, trasportato presso il Cpr di Roma, dal quale verrà prossimamente riportato in Marocco
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Il bar Blasco la sera dell’aggressione

di redazione CF

Poker della polizia di Stato. Anzi pokerissimo. Sì perché dopo i quattro arresti eseguiti per i fatti di sangue avvenuti il 6 dicembre scorso al bar Blasco di Porto Sant’Elpidio, la polizia della questura di Fermo ha acciuffato anche un clandestino con una sfilza di precedenti. Ma andiamo per ordine, partendo con il resoconto dell’ultimo arresto effettuato dalla Squadra Mobile della questura di Fermo in merito alla sanguinosa aggressione consumatasi nel pubblico esercizio di via Faleria.

Dopo i primi tre soggetti arrestati dalla polizia di Stato a seguito delle immediate attività investigative seguite alla violenta rissa avvenuta al bar Blasco e dei provvedimenti emessi dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Fermo – spiegano dalla polizia di Stato di Fermo – anche per il quarto ed ultimo uomo, un tunisino ventunenne, clandestino sul territorio nazionale, si sono aperte le porte del carcere.

Lo straniero, braccato dagli uomini della Squadra Mobile della questura ha tentato inutilmente di far perdere le proprie tracce ma non gli è servito utilizzare un’altra autovettura, altri cellulari né cambiare abitudini di vita, spostandosi dalle zone di Lido Tre Archi nelle quali era solito dimorare. Il personale della Squadra Mobile – aggiungono dalla questura – ha fatto terra bruciata attorno al fuggitivo, cercandolo in ogni luogo dove veniva segnalata la presenza di soggetti che gli assomigliavano ed analizzato tutte le possibilità per il suo rintraccio. Il timore, fondato anche sullo stato di clandestinità del giovane, era che potesse allontanarsi dalla provincia ma soprattutto che potesse emigrare in un altro Stato.

E alla fine di accertamenti, controlli ed appostamenti, lo straniero è stato rintracciato in un appartamento di Porto Sant’Elpidio ed immediatamente condotto nella Casa Circondariale di Fermo“.

Ma le ricerche hanno prodotto un ulteriore risultato, un altro tassello importante per la sicurezza degli abitanti del Fermano.

“Nel corso delle incessanti ricerche, la polizia – aggiungono sempre dalla questura – ha rintracciato un marocchino di circa 40 anni clandestino con a carico numerosi precedenti di polizia per reati contro il patrimonio, anche gravi, e contro la persone commessi in stato di clandestinità sia in altre parti d’Italia che nel Fermano.

Lo straniero, che da pochi anni si era trasferito nel Fermano, aveva provato a evitare il rimpatrio nel Paese di origine richiedendo la protezione internazionale ma gli approfonditi accertamenti condotti dal personale dell’Ufficio Immigrazione hanno consentito di ricostruire la sua pericolosità sociale incompatibile con la richiesta di protezione. L‘uomo è stato, pertanto, trasportato presso il Cpr di Roma, dal quale verrà prossimamente riaccompagnato in Marocco”.

 

 

Sangue e paura al bar Blasco, la Squadra Mobile della polizia arresta anche il quarto uomo


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