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Processo ex-Bcc Fermano:
le difese degli imputati
iniziano la ‘controffensiva’

FERMO -Per tutti i capi di imputazione tutti i difensori hanno preannunciato una serrata battaglia “tecnica” in dibattimento
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Si è tenuta oggi 23 gennaio, davanti al GUP (Giudice per l’udienza preliminare) di Fermo, dott.ssa Mila Bondi Ciutti, una nuova udienza preliminare del processo che vede alla sbarra, a vario titolo, ben 22 imputati tra ex amministratori, membri del Collegio Sindacale e figure direttive ed amministrative della ex-Bcc Banca Credito Cooperativo del Fermano (nel 2017 fusasi con la Bcc Ripatransone).

Gli imputati sono difesi dagli avvocati Francesco De Minicis, Savino Piattoni, Fulvia Bravi, Daniele Cardinali, Matteo Restuccia, Pierfrancesco Torresi (nell’udienza sostituito dall’Avv. Alessandro Luciani), Ilaria Teodori, Filippo Polisena, Luigi Recchioni, Leonardo Bochicchio, Stefano Chiodini, Anna Indiveri, Villeado Craia, Michele Andreano e Fabio Freddi. La Banca d’Italia si era già costituita Parte Civile alla scorsa udienza con l’avv. Donato Salomone, mentre n. 27 soci della Banca si sono già costituiti Parte Civili con l’avv. Massimo Di Bonaventura.

Due posizioni sono state stralciate per la richiesta degli imputati di procedere con il rito abbreviato.

“Come noto – spiega l’avvocato Daniele Cardinali – dopo una complessa indagine partita nel 2016, dopo varie denunce di un socio ‘dissenziente’ riguardo a presunte irregolarità delle deleghe per la rappresentanza in assemblea, l’indagine si era allargata sino all’analisi dei bilanci e delle modalità di erogazione del credito. Nel 2018 la Procura di Fermo, dopo una corposa attività investigativa ed aver già optato per l’archiviazione per alcuni fatti (i più gravi, dal punto di vista penale), ha poi chiesto il rinvio a giudizio degli imputati per le plurime ipotesi di reato ora in discussione. In particolare, la Pubblica Accusa contesta degli asseriti falsi in bilancio relativi agli esercizi 2014, 2015 e 2016 della Banca in relazione ai ‘crediti verso la clientela’ che non sarebbero stati correttamente svalutati, delle violazioni del testo unico bancario, delle asserite condotte di ostacolo alla vigilanza di Banca d’Italia nonché alcune presunte irregolarità nel rilascio delle deleghe per la partecipazione alle assemblee. Di tale indagine è stato più volte dato un importante eco mediatico locale”.

Nell’udienza il Pubblico Ministero dott. Pazzaglia, insieme ai difensori delle Parti Civili, ha chiesto il rinvio a giudizio di tutti gli imputati, per tutti i fatti contestati, riportandosi agli atti acquisiti dalla Polizia Giudiziaria e dai Consulenti del Pubblico Ministero.

Sono poi iniziati gli interventi delle difese, dal punto di vista processuale  protagoniste (chiuse le indagini preliminari condotte dalla Pubblica Accusa) e pronte a dimostrare, a loro dire, la totale infondatezza delle imputazioni contestate.

Il primo a prendere la parola è stato l’avv. Daniele Cardinali, difensore di uno degli ex-membri del Collegio Sindacale, che, oltre a censurare alcune modalità degli accertamenti svolti durante le indagini ed a rivendicare la correttezza del comportamento proprio assistito, che contesta tutte le condotte ipotizzate, ha eccepito che: ” Per l’ipotizzato falso in bilancio relativo all’anno 2014 risulta già evidente in questa fase che il fatto non sussiste, per il mancato superamento delle così dette ‘soglie di punibilità’ previste dalla normativa applicabile al bilancio in discussione (ovvero la disciplina delle false comunicazioni sociali prevista dall’art. 2621 del Codice Civile prima dell’ultima riforma del 2015)”.

All’uscita dall’aula lo stesso avv. Cardinali ha commentato: “A sostegno della nostra eccezione ho depositato anche una memoria difensiva con alcuni importanti precedenti giurisprudenziali sul punto, perfettamente calzanti con il nostro caso. Ritengo infatti che per tale bilancio sia già davvero evidente che il ‘fatto non sussiste’, poiché la percentuale di errore contestata è davvero minima e sotto soglia penale. Attendiamo dunque di conoscere l’orientamento del Giudice sul punto. Siamo comunque fiduciosi, sia in ordine a questa eccezione che di poter dimostrare in dibattimento l’infondatezza di tutte le ipotesi accusatorie”.

Tutte le altre difese di sono associate a tale eccezione, con l’avv. Fulvia Bravi, difensore di uno degli ex-amministratori, che ha anche sottolineato: “Il procedimento sotteso alla stima/valutazione  del valore di possibile realizzo dei crediti bancari, come noto soggetti a plurime variabili e non adeguatamente analizzato dagli inquirenti”.

Gli avvocati Filippo Polisena, Matteo Restuccia, Anna Indiveri, Michele Andreano, Villeado Craia e Stefano Chiodini hanno invece eccepito la già maturata prescrizione in relazione ad alcune condotte di  mendacio bancario ipotizzate dalla Procura, contestando anche la conseguente possibilità di sostenere in giudizio l’accusa di ostacolo alla vigilanza di Bankitalia.

In ogni caso, per tutti i capi di imputazione tutti i difensori hanno preannunciato una serrata battaglia “tecnica” in dibattimento, che per alcuni dei fatti di reato contestati risulta necessario per il dovuto accertamenti dei fatti ed a riprova o smentita delle ipotesi accusatorie.

Il procedimento è stato poi aggiornato al 14 maggio 2020 per le discussioni di altri legali e la fase di replica.

“In seguito – conclude Cardinali –  il Giudice si pronuncerà su tutte le eccezioni sollevate dalla difesa, nonché sul rinvio a giudizio dei reati non stralciati a seguito delle eccezioni difensive già formulate, se accolte. Per tale data è prevista anche la sentenza per gli imputati che hanno chiesto il rito abbreviato. Come già segnalato, tale procedimento si preannuncia lungo e complicato, anche dal punto di vista tecnico”.

 




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