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Piaga ‘case occupate’: caccia agli abusivi,
giro di vite della polizia
tra blitz e raccomandazioni

FERMANO - Nella lista della questura diversi appartamenti a Lido Tre Archi ma anche alcuni casolari nelle campagne fermane e elpidiensi. 'Tetti' per balordi e clandestini ma anche base logistica per spaccio e ricettazione. La polizia di Stato sottolinea, nella sua operatività, la differenza tra il reato di invasione da quello di danneggiamento
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foto di repertorio

di Giorgio Fedeli

Case occupate abusivamente. Un triste, preoccupante, fenomeno in cima alla lista delle priorità della questura di Fermo. La polizia di Stato di Fermo, infatti, è seriamente intenzionata a debellare quello che sulla costa, in particolar modo a Lido Tre Archi, è diventato un ‘grattacapo’ per i proprietari immobiliari e un tassello logistico da non sottovalutare nel puzzle della criminalità. E i costanti riferimenti su interventi ad hoc negli ultimi comunicati stampa diramati dalla questura stessa, ne sono la riprova.

Sì perché balordi, tossicodipendenti, clandestini ma anche spacciatori e malviventi sono ormai avvezzi, anche con una certa facilità e spregiudicatezza, a sfondare porte e finestre a qualsiasi ora del giorno e della notte, e a trovare riparo in appartamenti o da tempo inoccupati e sfitti, o temporaneamente chiusi. Molte infatti sono le case che i legittimi proprietari, residenti fuori città o fuori regione, usano per il periodo estivo. Così d’inverno, quelle dimore,  in un quartiere dalle mille problematiche, inevitabilmente finiscono nel mirino dell’illegalità rendendola di fatto ‘stanziale’. Quegli appartamenti, infatti, una volta occupati, non diventano solo un ‘tetto’ per la notte per balordi, clandestini e malviventi, ma anche crocevia e basi logistiche di traffici di sostanze stupefacenti, al riparo da occhi indiscreti e soprattutto dai controlli in strada delle forze dell’ordine, rifugio per clandestini e latitanti, angoli ‘tranquilli’ per il consumo di droga. O anche, come se non bastasse, magazzini e depositi per refurtiva e merce rubata chissà dove.

Questo le forze dell’ordine lo sanno. Ma certo non è facile estirpare un fenomeno che è molto più radicato di quanto non sembri. Ecco perché la polizia ha deciso di imprimere un giro di vite. Togliere un rifugio ‘abusivo’, illegale potrebbe contribuire a portare allo scoperto i malviventi, e magari a spingerli ad allontanarsi dal Fermano. Terza via? Trovare rifugio in altre case, magari di parenti, amici o conoscenti. Ma quei nuovi alloggi potrebbero già figurare nella ‘black list’ delle forze dell’ordine. E da lì a ritrovarsi un paio di agenti alla porta è un attimo. E anche ospitare personaggi poco di buono non è mai una scelta indolore per proprietari o locatari.

Al momento sembra che nella lista della polizia ci siano circa venti appartamenti. La questione è anche sul tavolo del comune di Fermo anche perché il ‘fenomeno’ non contribuisce certo alla riqualificazione di Lido Tre Archi, su cui proprio l’ente sta lavorando con fondi e progetti. E non fa nemmeno avvicinare potenziali nuovi residenti o acquirenti di immobili. Tornando alle divise, la questura sta disponendo controlli, blitz e irruzioni quasi ogni giorno. Con qualche rincuorante riscontro: in case segnalate come ‘occupate’, nelle ultime ore la polizia non ha trovato nessuno, e nemmeno segni particolari di abusivismo. Ma mai abbassare la guardia. Sì perché, d’altro canto, c’è anche chi, nonostante sia stato sorpreso ‘in casa altrui’ e sia stato ovviamente allontanato, ha provato a rientrare nell’alloggio ‘prediletto’ anche se l’ingresso nel frattempo era stato addirittura murato dal proprietario.

E qui, però, scatta una differenza sostanziale, che in questura mutuano in un appello ben preciso. I proprietari, oltre che segnalare possibili violazioni immobiliari, dovrebbero intervenire concretamente: il reato di invasione di edificio è perseguibile a querela (se non è aggravato dal bene pubblico), il reato di danneggiamento (aggravato dall’esposizione alla pubblica fede) è perseguibile, invece, d’ufficio. Certo, è vero che blindare la propria casa equivale a dire mettere la mano al portafogli e spendere del tempo per qualcosa, di fatto, a cui nessuno sarebbe tenuto. Ma purtroppo, a mali estremi spesso si può reagire solo con estremi rimedi.

Ma non finisce mica qui. I controlli non sono certo circoscritti al complesso urbano di Lido Tre Archi. Subito fuori, infatti, c’è tutta una serie di casolari, disabitati o addirittura fatiscenti, a cavallo tra i territori comunali di Fermo, Porto Sant’Elpidio e Sant’Elpidio a Mare, anche questi molto appetibili per gli abusivi. Stesso fenomeno, stessa strategia d’azione quella delle forze dell’ordine che, nel perlustrare campagne e colline, si è avvalsa più volte anche dell’occhio dal cielo dell’elicottero. Un braccio di ferro lungo, complesso, quello tra divise e abusivi anche perché questi non si fanno certo scrupoli a tornare più volte sui loro passi, anche all’interno di case già controllate, sgomberate e ‘marcate’. E i fatti di cronaca lo dimostrano. Un tiro alla fune, dunque, logorante ma che la questura e, più in generale le forze dell’ordine, i tutori della legge insomma, non hanno certo intenzione di mollare. Non possono mollare.

Case occupate, non basta più nemmeno murare l’ingresso: clandestino in fuga all’arrivo della polizia


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