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Tentato omicidio a colpi di katana
Blitz della polizia di Stato:
catturati due fratelli latitanti

FERMO - Questa mattina, alle ore 7, è scattato il blitz della Squadra Mobile. I poliziotti, dopo essersi introdotti nell’abitazione, sono riusciti a rintracciare i latitanti che in un primo momento hanno anche tentato di darsi alla fuga rifugiandosi sul tetto.
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di redazione CF

E’ durata nemmeno tre settimane la latitanza di due dei tre malviventi che il 31 gennaio scorso si sono resi protagonisti di una spedizione punitiva in un casolare di Torre di Palme. Dopo aver incastrato da lì a poche ore il primo dei tre, la polizia della questura di Fermo ha chiuso il cerchio sul terzetto. Questa mattina, infatti sono scattate le manette anche per gli altri due latitanti che, il primo febbraio, dopo un rocambolesco inseguimento a Grottammare, erano riusciti a dileguarsi. Ma ormai avevano il fiato sul collo della polizia. E questa mattina l’epilogo con il blitz degli agenti della questura di Fermo.

LA SPEDIZIONE PUNITIVA

“La Squadra Mobile della questura di Fermo insieme alla Squadra Mobile di Ascoli Piceno – fanno, infatti, sapere proprio dalla questura fermana – ha dato esecuzione oggi a due ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse del Gip di Fermo, su richiesta della Procura fermana per tentato omicidio e lesioni personali aggravate”.

La misura fa seguito all’incisiva e simultanea attività di indagine condotta dalla Polizia di Stato dopo l’efferato fatto di sangue verificatosi a Fermo il 31 gennaio quando un cittadino di origine straniera è stato gravemente ferito da numerosi colpi d’arma da taglio inferti con una katana, uno dei quali gli aveva reciso l’arteria femorale tanto da procurargli un arresto cardiaco. Il ferito, in quella notte di sangue e terrore, era stato trasportato, date le sue gravissime condizioni, all’ospedale Torrette di Ancona dove era stato rianimato e nella nottata sottoposto ad un delicato e lungo intervento chirurgico nel reparto di chirurgia d’urgenza.

L’INSEGUIMENTO E LA FUGA
Dei tre autori della spedizione, uno era stato subito fermato, a seguito del rocambolesco inseguimento in auto avvenuto nei comuni di Grottammare e di San Benedetto del Tronto, e condotto in carcere. Lì gli era stata notificata la misura cautelare.
Nella stessa circostanza gli altri due autori dell’aggressione erano riusciti a fuggire scavalcando la massicciata ferroviaria.

“Dei due fuggitivi – i dettagli forniti dalla questura di Fermo – uno era proprio il soggetto che aveva inferto il colpo che poteva causare la morte della vittima.
Subito dopo il tentato omicidio, le Squadre Mobili hanno battuto a tappeto il territorio alla ricerca dei due autori dell’efferato delitto che avevano fatto perdere le proprie tracce, la fuga dei quali è stata coperta per giorni da alcuni soggetti che hanno anche diffuso notizie false sulla loro partenza per altre zone. Le ricerche della Polizia di Stato si sono rivolte subito verso i confini dello Stato, interessando tutte le zone della Polizia di frontiera, marittima, terrestre e aeroportuale, trasmettendo le fotografie dei due fuggitivi per la loro cattura nel caso avessero tentato di varcare i confini nazionali.

LE INDAGINI
Tutte le Squadra Mobili italiane sono state allertate perché i due soggetti erano stati identificati, in precedenza, in varie città del nord e centro Italia.
Sono state analizzate le immagini degli impianti di videosorveglianza cittadina dei luoghi dove è avvenuto il gravissimo fatto di sangue, delle località dove la Polizia sapeva che potessero contare su amicizie per sottrarsi alla giustizia; centinaia di ore di immagini analizzate. Sono state anche sottoposte a verifica tutte le segnalazioni di cittadini che riferivano di aver visto i due latitanti passare presso una stazione ferroviaria, in un esercizio pubblico, per una strada, ma senza risultati positivi”.
Dunque Lido Tre Archi, costantemente controllata dalle forze dell’ordine e nella quale avevano spesso trovato riparo, non poteva essere per loro più un luogo sicuro. Ma il personale delle due Squadre Mobili non si è mai perso d’animo.
“La perfetta sinergia operativa con la Squadra Mobile di Ascoli Piceno, i controlli costanti e le mirate tecniche investigative, hanno consentito – aggiungono dalla polizia – di focalizzare l’attenzione dapprima sul comune di Grottammare, dove si erano nascosti, e poi anche sull’abitazione, a nord della città, il palazzo dove avevano trovato rifugio nella vana attesa che la Polizia di Stato si arrendesse e potessero allontanarsi dal territorio marchigiano tentando di espatriare, anche in considerazione dello stato di clandestinità dei due soggetti“.

IL BLITZ E GLI ARRESTI
E così questa mattina, alle 7, è scattato il blitz degli operatori delle due Squadre Mobili che si sono recati sul luogo individuato e, dopo essersi introdotti nell’abitazione, sono riusciti a rintracciare i latitanti che in un primo momento hanno tentato di darsi alla fuga rifugiandosi sul tetto.
Ma il tentativo di fuga è stato immediatamente stroncato dall’intervento degli agenti che hanno così proceduto all’arresto dei due latitanti, rispettivamente di 44 e 30 anni, fratelli, di nazionalità tunisina, clandestini sul territorio nazionale.
“All’interno dell’abitazione – concludono dalla questura – sono stati inoltre individuati il proprietario dell’appartamento ‘rifugio’, un italiano pregiudicato, ed una rumena anch’essa pregiudicata, fidanzata di uno dei due latitanti. Entrambi sono stati deferiti all’autorità giudiziaria per favoreggiamento personale. Gli arrestati sono stati trasferito presso la casa circondariale di Fermo a disposizione dell’autorità giudiziaria stessa. L’attività odierna ha consentito, in breve tempo, di assicurare alla giustizia i tre pericolosissimi criminali particolarmente inclini all’uso delle armi e gravitanti nel mondo dello spaccio di stupefacenti”.

 

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