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”Il calcio può attendere,
priorità all’emergenza sanitaria”

CORONAVIRUS - Lettera aperta dell'Afc Fermo, Olimpia Porto San Giorgio, Polisportiva Umberto Mandolesi, Real Altidona, Save The Youths Montepacini e C.S.R. Tirassegno '95 rivolta ai vertici della Federazione Italiana Giuoco Calcio. "Precedenza alla salute collettiva, disponibili a chiudere qui la stagione 2019/20" il messaggio delle stesse
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In primo piano Giuseppe Malaspina, delegato dello sportello federale fermano. Al microfono Paolo Cellini, presidente del Comitato Regionale Marche

di Paolo Gaudenzi

 

FERMO – Una lettera indirizzata, per competenza territoriale, al delegato della Federazione Italiana Giuoco Calcio, Giuseppe Malaspina, ma che non tralascia di informare però i relativi vertici della stessa, come il presidente del Comitato Regionale Marche, Paolo Cellini, il capo della Lega Nazionale Dilettanti, Cosimo Sibilla fino a risalire la gerarchia nazionale raggiungendo la scrivania di Gabriele Gravina, numero uno della Figc a tinte tricolori.

Nella stessa le società Afc Fermo, Olimpia Porto San Giorgio, Polisportiva Umberto Mandolesi, Real Altidona, Save The Youths Montepacini e C.S.R. Tirassegno ’95, oltre a ringraziare tutto il personale sanitario impegnato nell’emergenza Covid 19, danno piena disponibilità alla Federazione, nonché alla Lega Nazionale Dilettanti, caldeggiando l’interruzione definitiva della stagione 2019/20, irrimediabilmente intrisa di complicate problematiche logistico-sanitarie e del tutto periferica alla questione di interesse preminente, vale a dire la salute collettiva.

“Caro Giuseppe Malaspina, come lei saprà siamo sei delle tante squadre che rappresentano il vasto movimento calcistico della provincia di Fermo. Sei realtà nate in momenti e con dinamiche diverse, ma che poggiano la loro essenza sugli stessi obiettivi: la condivisione e la crescita collettiva attraverso lo sport. Come tutto il Paese, stiamo attraversando una fase totalmente inattesa e complicata, sia da un punto di vista personale che societario”, apre la missiva indirizzata al delegato federale provinciale.

“Sin dall’inizio dell’emergenza, ben prima delle drastiche e legittime decisioni prese dal Governo, avevamo optato per un’interruzione degli allenamenti. Troppi, a nostro parere, erano e restano i rischi connessi all’attività calcistica, considerata la tipologia della disciplina (che come noto prevede un contatto fisico e una prossimità costante tra giocatori) e le strutture nelle quali settimanalmente prepariamo le nostre partite (spogliatoi troppo ridotti per mantenere la distanza di sicurezza prevista dall’attuale normativa)”, prosegue la stessa.

“Abbiamo fatto quelle scelte in autonomia perché consapevoli dei rischi, soprattutto sanitari, ai quali potevamo esporre i nostri tesserati ed i rispettivi staff tecnici, oltre ad eventuali avversari in occasione di amichevoli che, in quel periodo e a campionati sospesi, sembravano essere l’unica metodologia per mantenere una forma fisica accettabile in vista dell’ipotizzata ripresa delle gare ufficiali. Fermarsi, per tutti noi, è stato molto doloroso – l’inciso delle sei società -. Perché il calcio è passione, dentro e fuori dal quel rettangolo. È un collante tra individui, tra quartieri, tra storie che oggi sempre più provengono da ogni parte di questo pianeta”.

Il desiderio di tornare a correre è incredibilmente forte, ma in questi mesi abbiamo avuto modo, pur se confinati nelle nostre abitazioni, di osservare i numeri di una tragedia inimmaginabile. E abbiamo compreso, come mai prima, che i veri campioni sono quelli che lavorano senza sosta dentro le corsie di un ospedale, quelli che salgono 24 ore al giorno sulle ambulanze e quelli che visitano i contagiati in casa. Tutti mettendo a rischio la propria vita e quella dei propri cari. Il mondo sanitario ha dato prova di avere una passione più grande ed intesa della nostra: quella per la vita. Di tutti, nessuno escluso”, il focus sul doveroso aspetto sanitario.

“È per questa serie di motivi che le vogliamo manifestare la nostra piena disponibilità a qualsiasi scelta vogliate fare per la stagione in corso a tutela della salute di tutti anche se questo volesse dire interrompere definitivamente il campionato 2019/20. Lo facciamo indipendentemente dalle posizioni di classifica maturate prima dello stop e dagli obiettivi (oltre che dai necessari investimenti) di inizio stagione”, la richiesta.

“Lo facciamo perché crediamo, nel nostro piccolo, che oggi le priorità siano altre. E che anche tre squadre di calcio di una minuscola ma dinamica provincia possano dimostrare, insieme a tutta la collettività ed al suo sistema istituzionale, di avere piena consapevolezza della gravità della situazione, agendo di conseguenza e nel rispetto di tutte le normative in atto. Sapremo aspettare – la conclusione -. E quando quel pallone ricomincerà a tenerci uniti nel divertimento, vorrà dire che avremo fatto il massimo per costruire quel futuro che oggi, pur facendo fatica a scorgere, vogliamo immaginare. Buon lavoro. Abbiamo bisogno anche della sua determinazione, la stessa che ha sempre dimostrato in questi anni”.

 

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