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Buoni pasto, più di 700 domande per la seconda tranche, accede chi non ha nessun altro reddito

PORTO SANT'ELPIDIO - Rimangono fuori 388 richieste di famiglie che hanno altre entrate, Marcotulli:"Spesi male e in fretta i fondi statali nel primo bando"
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Sono state più di 760 le domande per il secondo bando emesso dal comune di Porto Sant’Elpidio per la fornitura di buoni spesa in questa fase di emergenza coronavirus. La somma complessiva a disposizione sfiora i 47.000 euro. Una cifra che parte dai 33mila euro residui del contributo arrivato dallo Stato per tutti gli enti locali, corroborata dai 12.000 euro comunali prelevati dal fondo per l’indigenza e da circa 1.500 euro di donazioni per solidarietà alimentare nel conto aperto dal Comune.

Una cinquantina le richieste rigettate dagli uffici, dopo aver riscontrato che si trattava di nuclei familiari che avevano già avuto accesso ai fondi del primo bando di inizio aprile. Le domande valide, invece, si dividono in due tronconi. Le prime, 325 unità, sono state presentate da famiglie che in questa fase non hanno accesso ad alcuna altra forma di reddito. Restano per il momento fuori altre 388 istanze, presentate da cittadini che godono di qualche sostentamento, che si tratti di attività lavorativa, o ammortizzatori sociali, cassa integrazione, reddito di cittadinanza o altre forme di contributo pubblico.

Condivide la scelta, ma rimpiange i metodi adottati nel primo bando, il capogruppo di Fratelli d’Italia Giorgio Marcotulli. “E’ giusta e naturale la scelta di privilegiare chi non ha nessun’altra fonte di reddito in questo periodo così difficile, rispetto a chi comunque ha qualche entrata – commenta il consigliere di minoranza – Resta l’amarezza per una gestione dei fondi arrivati dallo Stato, utilizzati in gran parte con la prima erogazione dei buoni spesa, che avrebbe dovuto essere più oculata. Quel bando è stato emesso in modo a mio avviso troppo frettoloso, molti non hanno avuto il tempo di fare domanda, tanto che le richieste per la seconda tranche sono state molte di più, ma con minori risorse a disposizione. Tra quelli che hanno usufruito dei primi buoni spesa, la priorità è stata data a chi non aveva niente, ma sono rientrati anche cittadini con altri redditi. Rispetto alle previsioni, visto il numero non altissimo di richieste, si sono erogati importi fino al triplo della somma prevista nel bando. Sarebbe stata opportuna maggiore parsimonia per riuscire a dare risposte anche a chi ha ancora bisogno di sostegno. Tra quelle 388 famiglie che sono rimaste fuori ci sarà anche chi riesce ad andare avanti senza troppi problemi, ma credo ci siano soprattutto nuclei che pur avendo qualche forma di sostentamento, si trovano in grave e crescente difficoltà. Ad oggi a queste persone non siamo in grado di dare una risposta”.

P.Pier.


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