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Maltempo, prosegue la conta dei danni: chiesto lo stato di emergenza e di calamità naturale

DANNI - Nell'entroterra sono stati colpiti i Comuni di Monte San Pietrangeli, Torre San Patrizio, Montegranaro. Chiesto lo stato di emergenza dai Comuni di: Belmonte Piceno, Monsampietro Morico, Montegiorgio, Monteleone di Fermo, Montelparo, Montottone e Santa Vittoria in Matenano.
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Il giorno dopo la conta dei danni è il momento rialzarsi e proseguire. Dopo l’ondata di maltempo che si è abbattuta due notti fa sul territorio fermano partone le prime richieste ufficiali da parte dei comuni dell’entroterra e della Provincia di Fermo. Dopo la grandinata che ha distrutto raccolti, oltre che provocato una serie di ingenti danni a tetti e strutture privati i comuni di Belmonte Piceno, Montegiorgio, Montelparo, Santa Vittoria in Matenano, Monsampietro Morico, Montottone e Monteleone di Fermo hanno chiesto  lo stato di emergenza.

Anche la Provincia di Fermo, con una lettera inviata al Presidente Luca Ceriscioli, ha chiesto alla Regione Marche di attivarsi presso il Governo nazionale ai fini della dichiarazione dello stato di emergenza e dello stato di calamità naturale per tutto il territorio provinciale, in conseguenza dei gravissimi danni provocati dagli eccezionali eventi meteorologici del 20 maggio scorso.

Copiose grandinate nelle zone interne, forti precipitazioni piovose e potenti raffiche di vento hanno flagellato la costa e le prime aree collinari, determinando così una situazione di estrema criticità diffusa, con pesantissime ripercussioni sull’intera rete viaria provinciale e conseguenti disagi alla cittadinanza. In diversi tratti si sono, infatti, verificati frane, smottamenti ed allagamenti, che hanno causato ingenti danni alle infrastrutture pubbliche e private della Provincia, mentre in alcune aree del territorio provinciale le intense grandinate hanno provocato danni estesi alle produzioni agricole, agli impianti produttivi ed alle infrastrutture collegate all’esercizio delle attività agricole, tra cui quelle irrigue e di bonifica. In particolare, nell’entroterra sono stati colpiti i Comuni di Belmonte Piceno, Santa Vittoria in Matenano, Montelparo, Monsampietro Morico, Francavilla d’Ete, Monte San Pietrangeli, Torre San Patrizio, Montegranaro e Monteleone di Fermo sono stati interessati da chicchi di grandine di straordinaria portata. Nella strada provinciale tra Francavilla d’Ete e Monte San Pietrangeli, così come in prossimità del territorio del Comune di Montelparo, è stato necessario l’intervento di mezzi eccezionali per rimuovere grossi accumuli di grandine. Grave la situazione anche sulla costa con Porto San Giorgio invasa dal fango.

“La Provincia di Fermo – scrive la Presidente Canigola nella richiesta inviata alla Regione Marche e per conoscenza alla Prefettura di Fermo – ha immediatamente messo in campo tutte le risorse umane e strumentali disponibili, tuttavia insufficienti a fronteggiare una situazione di emergenza che, per intensità ed estensione, eccede le capacità e le potenzialità di questo Ente. Da una prima ricognizione dei danni accertati e dalla quantificazione dei pronti interventi realizzati e di quelli in corso di esecuzione – prosegue la Presidente Canigola nella missiva – si prevede di sostenere una spesa che non può essere fronteggiata con i normali mezzi, organizzativi e soprattutto finanziari, di cui questa Provincia dispone”.

Per quanto riguarda la viabilità provinciale la Provincia spiega di aver messo in atto interventi che:  “Hanno riguardato la S.P. n. 104 Ponte Maglio – Ponte Ortezzano, dove si è lavorato a lungo per liberare la carreggiata ostruita da copiosa terra e grandine. Uomini e mezzi della Provincia hanno operato anche sulle Strade Provinciali Matenana e Montottonese per riattivare la circolazione. Rilevanti criticità si sono registrate sul tratto della Strada n. 193 San Pietro Martire. Richiesta un’azione di ripristino di grande intensità la Strada Provinciale n. 214 Valditenna nel Comune di Servigliano, completamente invasa da rami e fango, provenienti dai fossi e dai terreni limitrofi, riaperta al transito solo nel pomeriggio di ieri. Una ingente attività di uomini e mezzi è stata necessaria anche per la S.P. n. 87 Valdete, all’altezza del Cimitero di Porto San Giorgio, dove notevoli quantità di fango hanno coinvolto abitazioni private e magazzini di aziende”.

Prosegue ora la rilevazione dello stato dei danni, che verrà inviata al più presto agli Enti competenti.

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