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Dpcm, controlli nelle palestre
e piscine anche del Fermano:
in campo anche i Nas

FERMANO - Partiti anche nel Fermano i controlli in quelle attività, come palestre e piscine, a cui il premier Conte ha dato tempo una settimana per adeguarsi ai protocolli. Con le verifiche in corso cresce l'attesa di conoscere quali saranno le intenzioni del Governo: chiusura generalizzata o continuazione dell'attività nel pieno rispetto della normativa?
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Mondo delle palestre e delle piscine in fibrillazione. In queste ore, infatti, dopo le ultime disposizioni governative, in tutto il territorio nazionale, e dunque anche nel Fermano, sono scattati i controlli per la verifica dell’adeguamento ai protocolli da parte di palestre e piscine. Le prime verifiche sono già in corso. I Nas dei carabinieri, ossia i Nuclei Antisofisticazione e Sanità dell’Arma, sono impegnati su tutto il territorio, insieme alle altre forze di polizia e ai sanitari, per controllare il rispetto delle normative. I Nas  stanno lavorando ad ampio raggio sul rispetto delle norme anticontagio anche tra gli esercizi commerciali, i pubblici esercizi e, appunto, palestre e piscine. Con loro, le altre forze dell’ordine, l’ispettorato del lavoro e le varie Asur. Per ciò che concerne le verifiche igienico-sanitarie, invece, i Nuclei Antisofisticazione e Sanità hanno competenza esclusiva insieme all’Asur. Verifiche e tempi tecnici per gli adeguamenti, alla lettera, ai protocolli, si diceva. Ma dall’universo delle palestre e delle piscine chiedono chiarezza proprio sulle regole da rispettare. E lunedì cosa avverrà? Una domanda che si pongono in tanti nel mondo del fitness e dello sport.

Il Governo disporrà una chiusura generalizzata? Anche perché in assenza di nuovi protocolli rispetto a quelli emanati prima di lunedì, considerando del tutto improbabile un eccessivo permissivismo dell’ultima ora da parte dei proprietari di palestre e piscine, oltretutto dinanzi alla nuova ondata di contagi, chi non è oggi in regola con ogni probabilità lo era nemmeno prima di lunedì. Anzi, molti di quelli che già erano in regola si stanno progressivamente affidando a iniziative autonome tese a ulteriori restrizioni, a partire dall’utilizzo dei macchinari per la pesistica, da un distanziamento rigoroso, dalla suddivisione per compartimenti stagni degli spogliatoi, di sacchetti per i cambi, di un incremento di dispenser, di una disinfezione ciclica di attrezzistica e armadietti, di corsi e accessi contingentati. Insomma si fa del tutto per evitare il contagio e, ovviamente, per poter continuare a lavorare in sicurezza. Il tutto in attesa del nuovo pronunciamento del premier Conte che, però, giocoforza, tiene tutti con il fiato sospeso, anche e soprattutto chi di sport e di fitness ci campa. E così, il sistema informativo più gettonato tra gli addetti ai lavori, in queste ore, è un moderno ‘telefono senza filo’ fatto di chat e di contatti frenetici tra colleghi e federazioni. Il countdown è già partito e, stando a quanto annunciato dal premier Conte, dovrebbe trovare una risposta proprio ad inizio settimana prossima. Molto, comunque, nell’indirizzo che vorrà assumere il Governo, dipenderà dalla lettura dei dati raccolti a seguito dei controlli in corso in queste ore, in questi giorni. Le palestre e le piscine tirano i muscoli, per adeguarsi al massimo alla normativa, anzi in molti casi anche oltre le regole, a tamponare con la coscienza e la responsabilità possibili vulnus e dubbi interpretativi. E forse anche per questo motivo c’è già chi, tra quelli che si diceva prima, ossia di quelli che di fitness e sport ci vivono, promette di essere pronto a passare dai muscoli agli artigli in caso di chiusure ‘urbi et orbi’.

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