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Il genio fotografico di Eriberto Guidi
in mostra al Terminal: “Progetto
partito 5 anni fa, ci teneva molto”

FERMO - Presentata l'esposizione che inaugura il 25 ottobre al Terminal:"L'arte e la cultura non si fermano"
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I suoi lavori fotografici sono stati esposti in tutto il mondo e riportati nelle principali riviste su scala internazionale. Ma ad una mostra nella sua Fermo teneva davvero molto, Eriberto Guidi, ed ora, a 4 anni di distanza dalla morte, quel sogno si concretizzerà. Partirà il 25 ottobre e resterà visitabile fino al 10 gennaio “Eriberto Guidi. Sconfinamenti fotografici”, dedicata al grande fotografo fermano. La location è il Terminal intitolato ad un altro grande maestro, Mario Dondero.

Ci saranno 86 scatti ed altri 101 inediti su Fermo verticale, in un unico pannello. Una mostra curata da Simona Guerra e Lisa Calabrese. “Eravamo legate da una grande amicizia col maestro; per noi era semplicemente Eriberto ed è una grande emozione presentare questa mostra che abbiamo seguito con particolare trasporto. C’è una visione d’insieme dell’autore ma anche la voglia di entrare nella sua storia. Sarà un percorso che illustrerà la sua parte più nota, i racconti fotografici, ma racconterà anche il Guidi che si conosce meno. Lui era capace di lasciar decantare le sue opere anche per 4 anni. Ci saranno diversi inediti, la città verticale che è stata rivista e ultimata nel 2012. Ci piace l’idea di lasciare un testamento per chi vorrà approfondire e studiare l’opera di Guidi. Lui è passato dal racconto fotografico all’astrattismo. Aveva sconfinato nel digitale, pur rimanendo nell’analogico ed elaborando tecniche complesse”.

Daniela Simoni, presidente del Centro studi Osvaldo Licini, rimarca “la lunga gestazione di questo progetto, partito nel 2015, quando Guidi era ancora vivo. Desiderava moltissimo una grande mostra a Fermo; se n’è andato pensandola ed organizzandola mentalmente. Sono contenta che a curarla siano Simona Guerra e Lisa Calabrese. Eriberto considerava Osvaldo Licini come un nume tutelare e lavorava ad un progetto dedicato a lui”.

Achille Roselletti di Sistema Museo sottolinea “la complessità di questo evento, a maggior ragione nel periodo del Covid. Un pensiero a Francesco Trasatti con cui abbiamo apparecchiato questa progettualità, e grazie a tutti i colleghi di Sistema museo che hanno lavorato in condizioni particolari. Il Terminal sarà aperto fino al 10 gennaio da martedì a domenica 10.30-13 e 15-18. Obbligatorio naturalmente l’uso della mascherina, consigliata la prenotazione”.

Si emoziona, il figlio del fotografo, Enrico Guidi:”Lisa, Simona e Daniela erano legate da una forte amicizia con mio padre ed hanno svolto questo lavoro con grandissima passione. Non era facile mettere ordine tra il grande materiale che aveva stipato. Spero che in tanti possano vedere questa esposizione; la bellezza guarisce dal male. Mio padre era molto geloso delle sue cose, era difficile anche per noi figli andare a scoprire a cosa stesse lavorando”.

Il sindaco Paolo Calcinaro esprime “soddisfazione per questa doverosa iniziativa della città verso Eriberto Guidi. L’invito è a scoprire la mostra, come farò anche io personalmente appena possibile. Grazie al settore cultura, all’assessore Micol Lanzidei e alla famiglia di Guidi, con cui siamo sempre stati in contatti per proporre questo importante momento”.

L’assessore Lanzidei evidenzia che “la cultura ha accettato il guanto di sfida del Covid. Abbiamo scelto di far vivere arte e cultura. Dopo Dondero, ecco Guidi, seconda tappa del trittico dedicato ai maestri della fotografia. Anni fa ho avuto il privilegio di sbirciare l’archivio di casa Guidi e fa piacere che quel patrimonio possa essere condiviso”.

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