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Impresa Cobà, violato
il campo di Manfredonia

SERIE A2 - Nel match disputato ieri in terra foggiana l'1-4 che consacra l'ottimo momento dei sangiorgesi. Il dg Bagalini: "Sono commosso, la squadra meriterebbe più seguito per quello che sta facendo"
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MANFREDONIA (FG) – Lo dicevamo sottovoce, ma le premesse c’erano tutte: consapevolezza, gruppo, testa sulle spalle, soluzioni e brillantezza.

Però c’era il Manfredonia e per di più in trasferta. In tempo di Covid magari è tutta un’altra cosa, ma mai una passeggiata. La squadra di mister Monsignori aveva un ruolino di marcia da far tremare i polsi. E’ andata però al di là di ogni previsione. C’è solo da mantenere un profilo basso e continuare così, senza mutare il nuovo orizzonte conquistato con lavoro, sacrificio e bravura. C’era curiosità per vedere all’opera il Manfredonia e per quello che si è visto è sembrata al di là di tutto una squadra che merita la posizione che occupa.

Il primo tempo scorre sul filo dell’equilibrio, con il Cobà a maturare più occasioni, ma i locali colpiscono un palo e una traversa. Però, mentre di Fiuza si può dire bene e non è certo una novità, di Lupinelli va detto che è stato almeno tre volte eccezionale. La gara ha alti contenuti tattici, tecnici e spettacolari, pur chiudendosi senza reti all’intervallo. Nella ripresa, il Cobà raccoglie i frutti della sua organizzazione: dopo un minuto da uno schema su corner è Bernardez a ricevere da Del Pizzo e spedire alle spalle di Lupinelli il gol del vantaggio. Subito dopo arriva il solito gol fondamentale di Guga e qui si inizia a svoltare verso l’impresa. Quando poi Borsato, solo contro due avversari e l’estremo locale, segna in contropiede un gol da antologia, la piccola rappresentanza sangiorgese a Manfredoni esplodono in un tifo delirante.

Il 3 a 0 tramortisce i sipontini che fino a quel momento nulla avevano da rimproverarsi. Il fatto è che la squadra di Ricci è una cassa di risparmio: gli altri giocano, ma alla fine raccolgono meno del seminato. Alla fine arriva la rete del sempre positivo Luan Fiuza, portiere dal rinvio omicida, e di Boutabouz che è l’ultimo ad arrendersi tra gli uomini di Monsignori, valgono solo per la contabilità: 4 a 1 ed è finale.

“Sono commosso – commenta il dg Roberto Bagalini -. Porto San Giorgio ha compiuto un’impresa contro uno squadrone e per di più dove non vince mai nessuno. Penso che la nostra storia, alla quale stasera abbiamo aggiunto un’altra perla, meriti un’adeguata cassa di risonanza nel nostro Comune di appartenenza. Vorrei fossimo più seguiti, magari questa è la premessa giusta”.

“Mister Antonio Ricci invece è più pacato: “Abbiamo gare da recuperare e ci siamo anche noi, da quello che vedo, tra i protagonisti. Però c’è ancora molta strada da fare, il lavoro non manca e intanto chi ci precede i punti li ha già fatti. Sono contento, ma non possiamo permetterci di sbagliare e dobbiamo continuare con questa mentalità, il gruppo e la solita disponibilità”.

 

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