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“Addio Felice, eri simbolo di accoglienza e vitalità”, l’ultimo saluto a Chiesa

FERMO - Oggi pomeriggio le esequie dell'imprenditore fermano, patron del villaggio turistico Verde Mare, spentosi ieri mattina all'età di 90 anni
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Felice Chiesa

di Serena Murri

“Addio Felice, sei stato un grande uomo, un grande imprenditore, un simbolo per il Fermano”. Oggi pomeriggio alle 16,30 al Duomo di Fermo l’ultimo saluto al pioniere dell’accoglienza nel Fermano, Felice Chiesa, patron del villaggio turistico Verde Mare, deceduto ieri mattina all’età di 90 anni. Cordoglio e commozione, durante i funerali di Chiesa. Presenti al funerale, per portare il cordoglio ai familiari, molti dei rappresentanti del turismo dei camping e dei villaggi della zona, fra i quali Andrea Recchioni dello Spinnaker e Daniele Gatti dell’Holiday Village. Nei primi banchi era presente anche il sindaco di Porto San Giorgio, Nicola Loira legato a Chiesa da una profonda amicizia, mentre la prima lettura è stata del vicesindaco Mauro Torresi. All’ingresso della chiesa, ad assicurarsi sugli accessi contingentati e a garantire l’igienizzazione delle mani, gli uomini di Chiesa e del suo team, con mascherina e quell’inconfondibile logo del Verde Mare. La salma è stata poi trasportata al cimitero di Torre di Palme. Chiesa era ben voluto da tutti, per tutti era il patron del Verde Mare, camping a Marina Palmense che negli ultimi anni era stato al centro di una vicenda giudiziaria e aveva riaperto la scorsa estate.

Ad aprire la funzione Don Dario della parrocchia di Santa Maria a Mare, seguito da Don Tony che ha celebrato la messa. “Felice è morto a Pasqua – ha ricordato il sacerdote- nella terza domenica di Pasqua, giorno in cui il Vangelo ci parla di Resurrezione, Cristo è risorto e ha vinto la morte. Noi oggi onoriamo il corpo di Felice ma crediamo che lui sia a contemplare il volto del Signore e la vita eterna. Voi siete testimoni di quello che Felice ha fatto con la sua vita e non dovete avere dubbi che lui sia in Cielo perché se lo è guadagnato. Come Gesù ha sofferto prima di essere risorto. Felice con grinta ha vissuto pienamente tutta la sua esistenza. Forse non ha avuto grandi sofferenze fisiche perché come spesso usava dire aveva una salute di ferro ma ha avuto sofferenza morale e l’ha saputa affrontare come un cristiano, nel modo giusto e senza subirla. Felice ha avuto la capacità d’incarnare i valori cristiani, nel saper affrontare la sofferenza e nel suo modo di essere un imprenditore in grado di vedere oltre. Il Fermano ringrazi il Signore per la sua creatività e la capacità imprenditoriale di quest’uomo che ha saputo crearsi dal nulla”.

Non da ultimo, come ha ricordato il sacerdote “Felice ha saputo accogliere migliaia di persone. Non puoi dare quello che non hai se non hai cose buone dentro. Lui conosceva il valore dell’accoglienza. La sua tristezza più grande è stata quella di non poter fare quello che era stato chiamato a fare ma ugualmente non si è abbattuto. Ora è in cielo a contemplare la beatitudine eterna”. A ricordarlo, uno dei fornitori storici del camping: «Per me è stato un secondo padre. Negli anni ’80 è venuto da me per farsi insegnare ad usare il primo computer da installare nel suo camping». Un delegato degli amici della Repubblica Ceca ha tenuto a rivolgergli queste parole: “Se n’è andato il mio secondo padre. Artefice della relationship con la Boemia Centrale. Ricordato da tutti per la sua umiltà ed esperienza. Non sarà facile colmare il vuoto che lascia. Un uomo unico, un gentiluomo, pieno di energia e di vita. Vivrà per sempre nei nostri pensieri”.

E’ morto Felice Chiesa, patron del Verde Mare: “Imprenditore dalla grinta e sorrisi impagabili”


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