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Ancora “passeggiate per la libertà” contro il coprifuoco, a Porto Sant’Elpidio interviene la Digos

PROTESTA - Dopo il corteo di lunedì scorso in cui centinaia di manifestanti avevano sfilato sul lungomare di via Faleria, ieri sera, una decina di nuovi individui hanno scelto il giorno della Festa del Lavoro per far sentire le proprie ragioni. Peccato che tra di loro non vi fosse alcun esercente, bensì qualche negazionista stando alle loro parole: «Il Covid è un'invenzione dello Stato per tenerci sotto controllo»
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di Leonardo Nevischi

Che la conferma da parte del Governo Draghi di prolungare il divieto di spostamento dopo le ore 22 fino al 31 luglio fosse un provvedimento che in molti non avevano digerito era ormai cosa nota. Nello specifico, però, la città di Porto Sant’Elpidio sembra essersi fatta promotrice della protesta contro il coprifuoco scendendo in campo in prima linea.

Di fatto, dopo il corteo di lunedì scorso in cui centinaia di manifestanti avevano sfilato sul lungomare di via Faleria, ieri sera, una decina di nuovi individui hanno scelto il giorno della Festa del Lavoro per far sentire le proprie ragioni. Peccato che tra di loro non vi fosse alcun esercente, bensì qualche presunto negazionista stando alle loro parole. «Il Covid è un’invenzione di laboratorio da parte dello Stato per tenerci sotto controllo – è stata una delle tante asserzioni pronunciate da chi guidava la protesta -. L’obbligo di indossare la mascherina sia all’aperto sia al chiuso ed il divieto di uscire di casa dopo le 22 è anticostituzionale. Il popolo italiano si deve svegliare e deve iniziare a ribellarsi per regalare un futuro migliore ai propri figli: non può sottostare a questi decreti legge che ci stanno massacrando – rincalzano i manifestanti sventolando un papier di fogli contenenti alcune presunte dichiarazioni di 44mila medici e psicologici che confermerebbero le loro tesi -. Lo Stato accoglie i migranti offrendo loro i migliori comfort, mentre a noi cittadini italiani ci perseguita multandoci per il semplice fatto che rivendichiamo la nostra libertà».

La manifestazione dal titolo “Io esco” era stata annunciata nei giorni scorsi attraverso una locandina che raffigurava un paio di catene tricolori che si spezzavano ed era ben presto diventata “virale” nelle chat di Whatsapp e Facebook. Forse però non abbastanza, perché, come detto, hanno aderito alla protesta solo una decina di persone, le quali si sono radunate intorno alle ore 22 in via Cesare Battisti per poi sfilare fino in piazza Garibaldi.

Tuttavia la “passeggiata per la libertà” è stata bloccata sul nascere da parte delle forze dell’ordine intervenute sul posto con polizia locale e carabinieri: mentre gli agenti della Digos hanno filmato ed identificato tutti i presenti, una volante dei carabinieri e due pattuglie della polizia hanno provveduto ad infliggere le multe per la violazione del coprifuoco.

 

 

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