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L’opposizione di Amandola chiede le dimissioni del primo cittadino: l’ultimo consiglio comunale al centro delle polemiche

AMANDOLA - Secondo l' accusa mossa dalla minoranza, a cui ora si attende la replica da parte della maggioranza cittadina,  non sarebbero stati rispettati tempi previsti dalla legge per il deposito degli atti
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Nuovo scontro ad Amandola tra opposizione e maggioranza guidata dal sindaco Adolfo Marinangeli. Questa volta al centro della discussione le convocazione del consiglio comunale che si è tenuto il 18 giugno scorso.  Secondo l’ accusa mossa dalla minoranza, a cui ora si attende la replica da parte della maggioranza cittadina,  non sarebbero stati rispettati tempi previsti dalla legge per il deposito degli atti: “Trattandosi di questioni di bilancio, ed in particolare del rendiconto 2020 – spiegano i consiglieri Vittori e Del Gobbo –  la legge prevede che tutti gli atti siano depositati almeno per 20 giorni, completi di tutti gli allegati previsti dall’ordinamento, per poter essere attentamente visionati stante l’argomento delicato. Il deposito che ci era stato comunicato mancava di tutti gli atti propedeutici, ed in particolare della relazione del revisore dei conti. Lo abbiamo fatto notare nei giorni scorsi in una Pec inviata al Comune, al Prefetto ed al revisore. Quindi la decisione di non presentarsi era stata già comunicata, anche perché andare in Consiglio avrebbe significato sanare l’errore dell’amministrazione”.

Vittori e Del Gobbo fanno il punto in merito alla loro assenza dal consiglio comunale: “Ogni volta che andiamo ai Consigli ne esce una nuova. Siamo un po’ stanchi di vedere amministrato il paese che amiamo a tal maniera e crediamo sia stufa anche Sua Eccellenza il Prefetto, alla quale inviamo continuamente segnalazioni. Sapevamo che non presentandoci il nostro primo cittadino non avrebbe perso occasione per attaccarci”.

Per Vittori e Del Gobbo è: “Necessario a questo punto l’intervento delle Istituzioni. Dopo gli innumerevoli fallimenti politici: dal reparto di medicina, al nuovo ospedale (che a detta anche dell’assessore Baldelli non era in origine un vero ospedale e solo grazie alla minoranza ora può considerarsi tale), alla ricostruzione nel centro storico, alla variante ancora in alto mare, il buonsenso direbbe: dimissioni immediate. O sfiducia da parte di chi compone la maggioranza. Un segnale forte garantirebbe il ritorno alla serenità per un territorio che ne ha passate tante, troppe”,


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