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Alla Fermana completato lo staff tecnico

SERIE C - Conferme e volti nuovi nel gruppo di lavoro di mister Domizzi, con Vadacca, Ripa, De Luce e Costi salvaguardati dal recente passato. La novità, oltre Saggiomo, riguarda l'ormai ex bomber Cremona, nominato responsabile dell'area scouting. Il lungo saluto dell'attaccante all'ambiente appese le canoniche scarpette al chiodo
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Luca Cremona vira il proprio impegno in gialloblù: da attaccante a responsabile dello scouting

FERMO – Con l’arrivo della firma sul contratto che lega Maurizio Domizzi alla panchina gialloblù in vista della stagione alle porte, la Fermana ha provveduto a completare il resto dello staff tecnico della squadra che sarà impegnata nella rinnovata avventura in Serie C. 

Per il campionato di Lega Pro 2021/22, la società gialloblù ha infatti reso noto, tramite i propri canali web ufficiali, che Massimiliano Vadacca sarà il vice di mister Domizzi, con Fabio Saggiomo nelle vesti di collaboratore tecnico.

Conferma anche per Francesco Ripa nelle vesti di preparatore dei portieri, e per Roberto De Luce in qualità di preparatore atletico.

Saldo anche il ruolo di Walter Costi, granitico al suo posto di affidabile fisioterapista. La novità riguarda invece l’ormai ex bomber Luca Cremona, dal futuro prossimo impegnato all’ombra del Girfalco come responsabile dell‘area scouting canarina.

“Le sensazioni sono tante – ha commento lo stesso Cremona sulle pagine social della Fermana Football Club al momento dei consuntivi da calciatore -. L’infortunio al ginocchio mi ha fatto pensare molto a quello che avrei fatto perché addirittura si parlava di dover prima di tutto tornare a camminare. Ho passato un periodo molto duro, ma non volevo assolutamente chiudere in quel modo: volevo tornare a calcare il campo di gioco. Con tutti i limiti che ci potevano essere, chiudere una carriera con un infortunio non era nelle mie intenzioni. Ho fatto quest’annata pensando già a quello che poteva essere e guardando al mio futuro. Lo scorso anno mi ero iscritto a scuola per ottenere la maturità, un percorso che avevo interrotto anni fa; ho fatto questo passo per me, per la mia famiglia e anche per il mio futuro professionale”.

“Un percorso incredibile quello con la Fermana, durato 6 anni. Il primo anno con Jaconi è stato l’inizio di tutto: con il gruppo già presente in quella rosa ci siamo conosciuti e abbiamo anche sofferto il giusto. Poi con Destro siamo riusciti a tirarci fuori da una situazione brutta, arrivare ai playoff di Fano è stato fantastico. Da li è cambiato tutto, si è creato uno spirito che è sempre rimasto fedele e ben presente in quel gruppo. Poi con il passare degli anni, a quella struttura, ognuno ha posto il proprio mattoncino per costruire quella Fermana che è ora. Un gruppo e una società solida, che non fa mai passo più lungo della gamba e capace di regalare grandi soddisfazioni”, ha illustrato nel merito l’ormai ex attaccante.

Il picco di massima? Direi quelle gare in vetta alla classifica di Serie C. Pur non avendo i mezzi di altre piazze, abbiamo sempre tirato fuori il massimo. Siamo stati davanti, abbiamo fatto i playoff, disputato per quattro anni la Serie C e la prossima sarà la quinta di fila. Sono cose importanti che non si raggiungono per caso. Un percorso straordinario in primis del patron Maurizio Vecchiola, del presidente Umberto Simoni, dell’intera società, a partire dai direttori Fabio Massimo Conti e Massimo Andreatini ma anche a tutti coloro che lavorano quotidianamente con grande spirito di sacrificio”.

Cremona in gol nel marzo del 2017, in foto insieme a Valdes e Gregonelli

I tifosi meritano un discorso a parte, perché Fermo sa darti qualcosa di unico. Il tifoso fermano chiede che chi scende in campo lo faccia dando il massimo, fino all’ultima goccia di sudore. Ma loro sono incredibili anche nei momenti in cui le cose non andavano bene, hanno saputo darci la sveglia e sono stati spesso determinanti – il focus sui tifosi, prima di virare sugli aspetti di massima emotiva vissuta sul campo -. “Ce ne sono diverse. Penso ai match con il San Nicolò e con la Vastese in Serie D, nell’anno della vittoria: con quelle prestazioni abbiamo messo in chiaro che non ce n’era per nessuno. Penso allo scontro diretto con il Matelica con la rimonta nella ripresa o anche il gol di Ferrante contro la Vis Pesaro, con lo stadio che esplode. In quel modo abbiamo detto a tutti che non ce n’era per nessuno. Con quel gruppo si era creato qualcosa di incredibile: l’intesa con Hernan Molinari, nata fin dalla prima partita con l’Amitermina in trasferta, ma anche tutti gli altri come Pedro (Andrea Petrucci, ndr), il capitano Comotto, Urbinati, D’Angelo, Misin, Forò e Ferrante. Cito questi ma l’elenco sarebbe lunghissimo perché quei ricordi non svaniscono”.

“Frammenti di calcio vissuto che mi riguardano? Dico al volo al vittoria con la Samb, in quella gara giocata praticamente in due giorni e a quel gol che per le statistiche non mi è stato assegnato ma che sento mio e al raddoppio di Ilario Iotti in contropiede. Quella gara ci ha fatto capire realmente che eravamo in Serie C, in quella categoria che avevamo voluto a tutti i costi. Poi tutte le vittorie contro squadre più blasonate e ricche di noi: abbiamo sempre dato oltre le nostre possibilità per dimostrate di essere al loro stesso livello. Anche se erano più attrezzati ed esperti noi eravamo un corpo unico, disposto a tutto”.

“Gol che non posso dimenticare? Non ce n’è uno solo, per fortuna. Discorso a parte quelli in rovesciata: in quei casi ci provi e devo dire che mi è andata bene. Forse in D dico quello con il Matelica: ricordo la pesantezza della palla e il boato della gente, quella gioia incredibile, era tutto perfetto. Ma anche quello con la Vis Pesaro e quelli di Vasto: anche li era un momento cruciale. Poi ci sono gol che si ricordano meno come la doppietta contro l’Avezzano o quello, dopo appena sette secondi, contro l’Amitermina. Hanno tutti in comune la bellezza di essere l’apice del lavoro fatto in settimana. Ma ho sempre pensato a portare a casa punti: preferivo non fare gol se questo significava portare a a casa quel maledetto risultato”.

Per Cremona si chiude dunque una capitolo di vita vissuta e si apre una nuova possibilità.

“Ringrazio di cuore per l’opportunità di fare parte dello staff tecnico, occupandomi dell’area scouting. Non è affatto scontato che quando si decide di smettere, trovi immediatamente l’opportunità di fare una grande esperienza come questa. Il mio grazie va al presidente, al patron e al direttore Conti che hanno mostrato grande fiducia in me. E’ un’esperienza che approccio come quando mi allenavo: darò il 200% ogni giorno e in ogni momento. Lo sto già facendo, seguendo molte gare di giovanili e non solo, attenendomi alle linee guida della società. Iniziamo così e poi vedremo cosa porterà con sé questa nuova fase della mia vita. Ho conosciuto mister Domizzi lunedì e ho visto grandissima voglia, entusiasmo e la grande capacità di trasmetterlo a chi gli sta intorno. Vediamo cosa succederà, mi sto aggiornando e sto vedendo molte partite per fare al meglio quanto mi è stato chiesto”.

p. g. 

 

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