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Omicidio Marini: al vaglio profili social, chat e cellulari. Il sindaco Bascioni: “Fatto destabilizzante per la nostra comunità”

BELMONTE PICENO - Il primo cittadino: "La nostra è una piccola comunità che non è abituata non dico a episodi del genere ma nemmeno a una rissa. Faccio un esempio, fino a pochi giorni fa si discuteva su alcuni bambini che avevano mandato in frantumi un vetro. Questo per dare il polso della percezione che la nostra comunità ha della cronaca, anche di quella nazionale. Fatti gravi sono percepiti come lontanissimi. Non c'è il benché minimo rischio di un qualsivoglia pericolo. E invece ci si è trovati all'improvviso a doverci confrontare con qualcosa di, appunto, destabilizzante"
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Il sindaco Ivano Bascioni

di redazione CF

“Non posso ovviamente entrare nel dettaglio di quanto accaduto perché è una situazione gravissima, non ne conosco i dettagli e non sarebbe nemmeno corretto nei confronti dei diretti interessati e di chi sta conducendo le indagini ma certo è che quanto accaduto domenica notte è un fatto a dir poco destabilizzante per la nostra piccola comunità”. Questo il commento del sindaco Ivano Bascioni, primo cittadino di Belmonte Piceno, scenario domenica notte di una violenta lite tra il 57enne Paolo Finucci e il 53enne Marzio Marini, costata la vita, a seguito di alcune coltellate, a quest’ultimo. Entrambi di Montegiorgio, imprenditori edili, con la passione per i cavalli, si conoscevano bene, c’è chi sostiene anche che avessero trascorso buona parte della serata insieme prima che si consumasse la tragedia proprio a Belmonte dove da tempo risiedeva Finucci, ora in stato di fermo con l’accusa di omicidio.

“La nostra – la costernazione di Bascioni – è una piccola comunità che non è abituata non dico a episodi del genere ma nemmeno a una rissa. Faccio un esempio, fino a pochi giorni fa si discuteva su alcuni bambini che avevano mandato in frantumi un vetro. Questo per dare il polso della percezione che la nostra comunità ha della cronaca, anche di quella nazionale. Fatti gravi sono percepiti come lontanissimi. Non c’è il benché minimo rischio di un qualsivoglia pericolo. E invece ci si è trovati all’improvviso a doverci confrontare con qualcosa di, appunto, destabilizzante”.

La vittima, Marzio Marini

Il fatto di sangue, infatti, ha portato il piccolo borgo dell’entroterra fermano alla ribalta delle cronache locali e nazionali. Poco prima della mezzanotte di domenica, infatti, tra Marini e Finucci è scoppiata una furibonda lite. Da lì le coltellate costate la vita al 53enne, spirato poco dopo i disperati soccorsi da parte dei sanitari della Misericordia Montegiorgio. Dopo il drammatico epilogo, con Marini a esalare l’ultimo respiro, Finucci non si è allontanato dal luogo della tragedia. E’ rimasto sul posto, in via dei Sibillini, sotto shock. E lì i carabinieri del Radiomobile di Montegiorgio lo hanno trovato. L’uomo è stato accompagnato in caserma dal Radiomobile, mentre i colleghi della compagnia di Montegiorgio, guidata dal capitano Massimo Canale, anche lui sul posto insieme al comandante provinciale dell’Arma, il colonnello Antonio Marinucci, iniziavano i rilievi. Al vaglio degli investigatori dell’Arma ogni dettaglio o elemento utile alle indagini, a partire dai profili social dei due, e dai cellulari. Gli inquirenti, infatti, sperano di trovare qualche elemento utile alla ricostruzione dell’accaduto o, quantomeno, a chiarire i motivi alla base dell’accaduto, della furibonda lite. Si stanno ascoltando anche tutti i testimoni.

Paolo Finucci

Con Finucci e Marini, infatti, sembra che in via dei Sibillini ci fosse una terza persona, forse anche una quarta. Ma i carabinieri vogliono andare a ritroso nella serata di domenica, magari ascoltando anche chi ha notato i due insieme poco prima della tragedia. Al momento gli inquirenti non escludono alcuna pista, alcuna ipotesi, nemmeno quella che ricondurrebbe il litigio a questioni personali, private. Nel frattempo, Finucci, in caserma, è stato ascoltato dal pm Francesca Perlini, che ha in mano il caso. Ora in stato di fermo, Finucci è assistito dall’avvocato Antonella Natale, e si è avvalso della facoltà di non rispondere dinanzi al pubblico ministero: “E’ sotto shock – il commento del legale – ma ci siamo resi disponibili a rilasciare dichiarazioni al momento opportuno. I familiari di Marini, invece, sono assistiti dall’avvocato Gabriele Cofanelli. Sulla salma di Marini è stata disposta l’autopsia e questa mattina la nomina dei consulenti tecnici, ossia Alessia Romanelli dell’istituto di medicina legale di Fermo, e Rino Froldi di quello di Macerata.




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