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Scogliere emerse a Porto Sant’Elpidio, il Pd incalza: “La Regione ci anticipi 3 milioni così i lavori possono iniziare”

PORTO SANT'ELPIDIO - La somma stanziata dall'amministrazione Ceriscioli (4,5 milioni) unita ai fondi del Rendis (2,9 milioni) basterebbero per finanziare tutto il primo stralcio: dalla zona del Veliero (zona Orfeo Serafini) fino al fiume Tenna. La città elpidiense è prima in graduatoria per il finanziamento, pertanto sarebbe necessaria solamente un'anticipazione del fondo da parte della regione così che ci consentisse di partire con la gara d'appalto entro la fine del 2021
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di Leonardo Nevischi

Dopo il botta e risposta a mezzo stampa, sfociato anche sui social, tra la capogruppo del Partito Democrartico in consiglio comunale Annalinda Pasquali e l’assessore regionale alla Costa Stefano Aguzzi, i dem tornano nuovamente a fare il punto sulla tematica dell’erosione costiera.

“Negli ultimi giorni sono state dette delle inesattezze e noi teniamo a precisarle – ha esordito la segretaria cittadina Patrizia Canzonetta dall’emblematica terrazzina della Trattoria 37, uno degli stabilimenti maggiormente debilitati dalle mareggiate nel corso degli anni -. Sappiamo tutti che i primi 4,5 milioni di euro sono stati stanziati dalla giunta Ceriscioli ed inoltre stanno arrivando i 2,9 milioni della piattaforma RenDIS, anche quelli frutto di un suggerimento di Ceriscioli. Questi sono fondi ministeriali che non possono essere usati per scopi diversi da quelli per cui sono stati destinati. La campagna elettorale è finita a settembre: è tempo che la nuova governance chiarisca come vuole portare avanti la difesa della costa. Noi terremo sempre alta l’attenzione su questa tematica e non vogliamo abbassare la guardia”.

“Provo un profondo dispiacere e mi auguro che l’interrogazione guidata dal Pd Provinciale insieme al consigliere Fabrizio Cesetti e alla capogruppo Pasquali che verrà fatta in consiglio possa rappresentare l’occasione per fare definitivamente chiarezza. Ciò che davvero gli operatori balneari come Stefano Alessandrini (titolare di Trattoria 37, ndr) non meritano è che ogni volta che si mette mano da un punto di vista tematico a questa questione arrivino informazioni distorte – sottolinea il sindaco di Porto Sant’Elpidio Nazareno Franchellucci, scendendo poi nei particolari tecnici della questione -. Per poter mettere in piedi il progetto esecutivo definitivo e dare l’appalto, c’è la necessità che la regione dia il via libera allo screening di via. Noi abbiamo chiesto un approfondimento legato alle acque di prima pioggia e agli aspetti della conservazione più squisitamente qualitativi delle acque: è una parte progettuale che i nostri uffici non riescono a fare direttamente, ma per per la quale da una ventina di giorni abbiamo incaricato un tecnico esterno. Qui si completa l’attività comunale, ci sono poi aspetti sui quali la regione deve essere molto chiara e altrettanto celere. La regione ha chiesto all’amministrazione come intende completare il finanziamento del primo stralcio: questa è una cosa davvero incredibile. I 4,5 milioni ci hanno consentito di affidare studi ed incarichi che ci hanno permesso di arrivare fino a questo punto, ma che oggi i tecnici regionali chiedano al comune come intendono coprire la parte restante è veramente assurdo. I 2,9 milioni del RenDIS rappresentano già un ausilio importante e rappresentano la prima risposta. A prescindere dal fatto che i soldi arriveranno in tempi utili e potranno essere utilizzati subito per l’appalto, se i tempi non dovessero allinearsi, l’amministrazione regionale cosa intende mettere sul piatto per far sì che nel momento in cui saremo pronti per l’appalto noi avremo la copertura economica definitiva? Il comune da solo non può permettersi di anticiparli e togliere 3 milioni di euro a tutti gli altri lavori che competono la città”.

La parola passa poi al consigliere regionale Fabrizio Cesetti, che nella giunta Ceriscioli sopracitata ricopriva il ruolo di assessore al bilancio e per l’appunto ricorda: “Nell’ultimo bilancio prima di andare alle elezioni, nel territorio fermano, erano state inserite due priorità: le scogliere a Porto Sant’Elpidio ed un ulteriore finanziamento di 30 milioni per l’ospedale di Fermo, quindi non possiamo essere accusati di non aver messo al primo posto la problematica dell’erosione costiera – sottolinea Cesetti che poi spiega come l’interrogazione predisposta da lui e dalla Pasquali, insieme al sindaco Franchellucci e a tutto il Pd da Pesaro ad Ascoli Piceno (consiglieri Mangialardi, Biancani, Bora, Carnacini, Casini, Mastrovincenzo, Vitri), sia necessaria per fare chiarezza -. L’assessore Aguzzi o il presidente Acquaroli dovranno rispondere con gli atti formali, basta frottole. Se le risposte saranno soddisfacenti noi tramuteremo questo atto in una mozione che impegnerà la giunta a determinati comportamenti e in quel momento ‘il re sarà nudo’, perché chiederemo il voto nominale e ognuno si dovrà assumere le proprie responsabilità politiche”.

“Il progetto di Porto Sant’Elpidio può e deve partire subito, perché le risorse ci sono e la regione ha il dovere, se necessario, di metterci risorse proprie, anche perché è stato inserito all’interno della progettualità dell’area di crisi – seguita Cesetti -. C’è bisogno di una progettualità complessiva per attingere alle altre risorse del Pnrr (Piano nazionale ripresa resilienza). Oggi le opportunità di ottenere queste risorse aggiuntive ci sono. A settembre ci sarà la variazione di bilancio e quella sarà l’occasione per per inserire le risorse entro il 2023. Il finanziamento di 2 milioni e mezzo di euro per il collegamento tra il casello di Porto Sant’Elpidio e la Lungotenna, l’ho fatto come consigliere di minoranza insieme ad Andrea Putzu (consigliere di maggioranza) e in quel caso tutto il Partito Democratico votò a favore. In quell’occasione ci abbiamo impiegato 72 ore per mettere quel collegamento ed un ulteriore milione per il ponte di Rubbianello nella variazione di bilancio: questa volta dovremo fare la stessa cosa. Se chi governa la regione si opporrà sarà perché vuole fare melina e non dare finanziamenti per questioni prettamente politiche”.

“Noi chiediamo collaborazione da parte della regione e non metterci sempre in una posizione di scontro – ribadisce la capogruppo in consiglio comunale Annalinda Pasquali -.  Sappiamo che è la regione che si deve occupare della difesa della costa e del dissesto idrogeologico, però non ci stiamo ad essere bacchettati perché nel riportare i fatti non pensiamo assolutamente di essere in difetto. Noi abbiamo dato ampia dimostrazione, come amministrazione, di aver contribuito in maniera importante alla difesa della costa – sottolinea la Pasquali facendo riferimento alla manutenzione delle scogliere soffolte -. Il nostro comune è stato sempre attento alle risorse e pronto alle progettazioni, non affidandosi ad enti privati bensì alle eccellenze regionali come l’Università Politecnica delle Marche. L’attenzione che noi abbiamo avuto nei confronti dell’erosione costiera non è stata sporadica ma abbiamo agito in maniera continuativa secondo le potenzialità e le possibilità che una amministrazione locale può esprimere. Quello che si poteva fare lo abbiamo fatto: dalla manutenzione agli studi finanziati in autonomia. Ci aspettiamo dalla regione collaborazione e non un atteggiamento critico e stigmatizzante. Ci aspettiamo che Aguzzi conosca tutti i passaggi propedeutici alla difesa di tutta la costa e che interagisca e interloquisca meglio con i tecnici regionali e tenga sotto controllo la situazione, senza assegnare a pioggia i finanziamenti, perché abbiamo bisogno di una visione complessiva che scaturisca dal piano regionale già approvato e che si capiscano quali sono le priorità. Infine ci aspettiamo che i comuni che già hanno presentato dei progetti in stato avanzato ricevano delle risposte di tipo adeguato – conclude la Pasquali -. Preciso che non è una guerra tra comuni: tutti hanno bisogno di mettere in campo opere di difesa e di attenzionare la qualità della costa. Noi abbiamo sia il problema del dissesto idrogeologico dell’entroterra sia il problema dell’erosione costiera e già alla precedente giunta regionale noi abbiamo chiesto che i capitoli sulla difesa della costa fossero adeguatamente implementati, quindi non ne facciamo una questione di governo politico. Ci aspettiamo risposte chiare e siamo disponibili ad incontri”.

L’affondo finale è quello del segretario provinciale Fabiano Alessandrini: “Chi ha governato prima ha messo i soldi (4,5 milioni della giunta Ceriscioli), chi governa ora solo chiacchiere e pochi fatti. Se hanno più volontà politica di chi li ha preceduti è ora che lo dimostrino. Alla variazione di bilancio, la giunta regionale coprirà la cifra mancante per apporre le scogliere?”

In attesa di ulteriori repliche da parte dei vertici regionali a tali interrogativi, l’analisi dei dem è chiarissma: “La somma stanziata dall’amministrazione regionale precedente (4,5 milioni) unita ai fondi del Rendis (2,9 milioni) basterebbero per finanziare tutto il primo stralcio: dalla zona del Veliero (zona Orfeo Serafini) fino al fiume Tenna. Quindi, assodato che la città di Porto Sant’Elpidio è prima in graduatoria per il finanziamento, sarebbe solamente necessaria un’anticipazione del fondo da parte della regione così che ci consentisse di partire subito con l’appalto. I fondi ministeriali sono sicuri, pertanto la regione potrebbe tranquillamente rincassarli non appena arriveranno”.

Pertanto, qualora ci fosse la copertura finanziaria da parte della regione, l’iter sarebbe il seguente: dall’autorizzazione ambientale si dedurrebbero le prescrizioni che consentirebbero in 15 giorni di fare il progetto definitivo ed esecutivo. Una volta approvato il progetto si potrebbe partire con la gara d’appalto. In definitiva: se la copertura finanziaria ci sarà entro la fine di settembre, già a dicembre 2021 si potrebbe fare la gara d’appalto, altrimenti il comune di Porto Sant’Elpidio nel bilancio del 2022 dovrà mettere i 3 milioni di euro che mancano e approvare il bilancio di previsione 2022 e solo successivamente partire con la gara d’appalto.

 

 

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