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INTERVISTA Primo anno del Calcinaro Bis: «Campiglione, Fermo Tech e turismo prossimi caposaldi» Su Tre Archi replica: «Basta dire che i problemi sono solo lì»

FERMO - Il primo cittadino spinge anche sulla campagna di vaccinazione: "Non voglio più sentire parlare di lockdown, di coprifuoco, di zone gialle o arancioni, anche perché poi tutto va sulle spalle dell'economia e della socialità"
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di Andrea Braconi

Quel lunedì di un anno fa, pochi minuti dopo la chiusura dei seggi, il risultato iniziava a prendere forma, per concretizzarsi in un 71.41% di consensi che chiudeva in maniera eclatante la disfida al primo turno. Un plebiscito per Paolo Calcinaro e il suo gruppo, dopo un mandato vissuto anche tra terremoto e pandemia.

Che anno è stato per il primo del Calcinaro Bis?

“Purtroppo c’è ancora il tema Covid che sta tarando tutto il resto dell’azione amministrativa. Diciamo che però da questo punto di vista la luce in fondo al tunnel si vede, ce lo dicono i numeri, sia sulle vaccinazioni che crescono che sulla pressione ospedaliera che diminuisce. Però, questo anno si è sentito e l’ho sentito anche sulla mia pelle”.

La vaccinazione è un tema sul quale ti stai battendo molto, quel fruire di un servizio che vede Fermo al centro della programmazione provinciale.

“Rispetto tutti, ma vedo purtroppo toni da guerra santa. Da amministratore dico che per ritornare a normalità su aspetti economici e sociali della nostra realtà, ad oggi l’unica strada effettiva e riconosciuta e che anche i numeri in qualche modo dimostrano un effetto su questa pandemia, è appunto la vaccinazione. Altro non c’è. Non voglio più sentire parlare di lockdown, di coprifuoco, di zone gialle o arancioni, non è possibile anche perché poi tutto va sulle spalle dell’economia e della socialità. Se oggi il modo per non affrontare più queste fasi veramente difficili è il vaccino, dobbiamo fare la nostra parte.”

Amministrare significa soprattutto confrontarsi con il cittadino. Dalla prospettiva di sindaco la comunità fermana come ha reagito e come sta reagendo a questa fase storica?

“Con molta responsabilità e dignità. Purtroppo dal punto di vista economico qualche difficoltà c’è stata, qualcuno ha abbassato la saracinesca e questo comunque è un dolore, come ogni licenziamento o riduzione del personale. Però non ho mai avuto cittadini che si sono organizzati per una protesta, non tanto contro il sindaco, ma contro leggi e normative. Questa credo sia una cosa veramente apprezzabile, poi magari privatamente si può dissentire o essere arrabbiati, ma non è stata fatta con quella platealità che ho visto altrove. È un segno di grande maturità della nostra comunità fermana.”

Un anno fa cambiava, in parte, la squadra di governo della città. Non facciamo pagelle, ma un bilancio dell’azione svolta sì.

“Alcuni settori hanno particolarmente sofferto, è ovvio, ma la continuità di forte lavoro c’è stata. È mancata tutta quella parte iniziale di inizio del quinquennio scorso, che era quella di recuperare tante situazioni, non tutte, un po’ da zero. Questo perché si arriva, non si conosce bene quello che c’è, si hanno anche programmi magari ben differenti da chi ti precedeva ed è una fase che ti toglie molte energie. Oggi chi entra lo fa su una rotta abbastanza segnata, con progetti che richiedono tempo e che si accavallano tra la scorsa e questa consiliatura. Devo dire che ci sono entrati con convinzione, come con convinzione avevamo aderito ad un programma che era chiaro. Lo spirito di squadra c’è, si è formato come si formò allora, con quella stessa necessità di affiatamento. Per fare un esempio, il 13 settembre mi hanno fatto una sorpresa per il mio compleanno e rivedo questo gruppo di amici che viene prima di una coalizione civica e politica.”

Andiamo sul concreto, sui risultati raggiunti e sulle cose già messe in cantiere.

“Sul programma c’erano 3 punti di novità. Una prima parte lo sviluppo come nuova possibilità per Campiglione e su questo siamo oramai alle porte della presentazione di una variante, condivisa con tantissimi incontri territoriali con i vari stakeholder. Questa variante renderà Campiglione un motore per tutta la città, portando soprattutto lavoro. Sull’Università abbiamo già lavorato per l’implementazione della magistrale di ingegneria, per la partenza di logopedia e spero a breve con l’introduzione della magistrale di infermieristica: su questo stiamo già dialogando con la Politecnica e la Regione. Un altro passaggio che va avanti è la creazione del Fermo Tech, un centro di ricerca che potrà essere un trait d’union tra aziende, territorio e la nostra università.”

E il terzo caposaldo?

“È quello sul turismo, con la manifestazione di interesse per alcune aree ad uso turistico che si è appena chiusa con un risultato eccezionale. Adesso si dovrà lavorare per una mappatura generale per portare questo surplus alla città. Veniamo da stagione turistica veramente incredibile, ancora in questi giorni continuano ad essere numeri discreti e questa deve essere un ulteriore economia di cui il territorio deve beneficiare.”

Dal punto di vista dei progetti in essere?

“Stiamo andando avanti con le grandi progettazioni, come quella del Mercato Coperto ed il ridisegno di Lido con il compimento dell’APR38, appena realizzato con il passaggio all’Amministrazione dei terreni che saranno la base per i nuovi parcheggi, che non faranno perdere posti auto con l’inserimento della ciclabile sul lungomare. Parliamo anche del Fontevecchia e di edilizia scolastica con il nuovo polo scolastico in Via Salvo D’Acquisto. Sono tutti percorsi già avviati che vanno per conto loro. C’è qualche problema con la ditta per il ponte tra Marina Palmense e Porto San Giorgio, ma anche lì si va avanti.”

Altri obiettivi raggiunti?

“La valorizzazione con la vendita della casina del custode al Girfalco, per un’altra attività ricettiva o commerciale che darà lustro all’area, oltre all’importanza di riprendere un bene oramai in disuso. C’è anche il finanziamento pressoché certo che permetterà con 15 milioni la rigenerazione di una zona importante come l’ex conceria, su cui in passato si erano accesi più fari di interesse.”

C’è un ultimo e importante risultato chiamato Fendi.

“L’arrivo è il frutto di un clima positivo che c’è in città. Non si tratta semplicemente di uno spostamento, ma di un ampliamento fino a quasi triplicare la produzione, oltre a tante altre attività che stanno cercando di aprire tramite i nostri uffici.”

Sul tavolo resta il problema della sicurezza. Dopo i drammatici fatti dell’ultimo weekend, il sindaco di Porto San Giorgio chiede un deciso cambio di passo su Lido Tre Archi.

“Intanto faccio un focus su Tre Archi: capisco che è la cosa che si porta a volte per contrapporsi al sindaco o all’Amministrazione per fare caciara, ma da avvocato quale sono ricordo che quel quartiere in passato esprimeva molto di peggio dal punto di vista criminale e criminogeno. Oggi c’è una situazione da tenere assolutamente sotto controllo, ci sono condotte delinquenziali ma non c’è solo quello nel nostro territorio, non si può riportare tutto lì. Anche perché poi noi tutti amministratori, per tenere a bada fenomeni sgradevoli, abbiamo lo strumento delle ordinanze, che possono limitare la vendita dell’alcol o del vetro, l’orario sulla vendita degli stessi alcolici, come ho fatto nei confronti dei minimarket. Ecco, qualcosina possiamo farla.”

È un tema che però non può essere circoscritto ad un quartiere.

“Le forze dell’ordine fanno il possibile, facendo anche i conti con la normativa italiana che a volte è troppo farraginosa: penso a quella sulle espulsioni, che sarebbe il vero modo di agire di fronte a condotte reiterate di alcuni soggetti. Detto questo, come Amministrazione proprio nelle ultime settimane abbiamo passato fisicamente tutto il nostro impianto di video sorveglianza a Questura e Carabinieri, consapevole com l’occhio che può avere un agente di polizia o un carabiniere è sicuramente diverso. A questo cerchiamo di mettere anche presidi sociali, per dare delle alternative positive quantomeno ai ragazzi e a quelle fasce che possono scegliere ancora quale strada prendere. Dobbiamo cercare di far capire che ci sono alternative alla noia, al nichilismo o addirittura alla violenza e all’illegalità.”

 

Dopo la maxirissa Loira torna a chiedere controlli mirati: “Su Lido Tre Archi pretendo un cambio di passo“


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