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Ricordare chi ha perso la vita a causa del Covid: inaugurato il monumento al cimitero

PORTO SANT'ELPIDIO - L'opera rappresenta un uomo solo e sofferente sorretto da una grande mano. Il sindaco Franchellucci: "Abbiamo voluto tenere nella memoria tre elementi che hanno caratterizzato la pandemia: la sofferenza fisica, la solitudine e, paradossalmente, anche la grande solidarietà e vicinanza di chi, nonostante il distanziamento sociale imposto, ha operato a stretto contatto con coloro che stavano vivendo quei tragici momenti"
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di Leonardo Nevischi

Vorremmo fare in modo che l’inaugurazione possa avvenire nella settimana dei festeggiamenti del nostro patrono San Crispino con la consapevolezza di aver sconfitto il virus“. Parlava così, lo scorso 20 marzo, il sindaco Nazareno Franchellucci quando al cimitero di Porto Sant’Elpidio venne apposta la prima pietra in ricordo delle vittime del Covid 19 ed oggi, sebbene la pandemia non sia ancora del tutto alle spalle, quella promessa è stata mantenuta.

Questa mattina, infatti, nella nuova ala del cimitero è stato inaugurato il monumento ad opera di Nazzareno Rocchetti dedicato a quanti hanno perso la vita a causa della pandemia, al dramma delle loro famiglie, allo straordinario impegno ed al sacrificio del personale che opera nella sanità – medici, infermieri, operatori e volontari.

“Oggi è un giorno importante per la nostra città – ha esordito il primo cittadino di Porto Sant’Elpidio – perché si esaudisce una promessa che avevamo fatto a tutti quei 35 cittadini che in quei terribili giorni nei quali la pandemia esplodeva se ne andavano soli nel momento del dolore, dell’estrema unzione e persino della tumulazione, quando eravamo presenti solo io, i parroci e gli operatori delle pompe funebri. Pertanto ci eravamo presi l’impegno di ricordare in maniera degna queste persone e far sentire loro e alle rispettive famiglie la vicinanza di tutta la comunità”.

“Con questa scultura – seguita Franchellucci – abbiamo voluto tenere nella memoria tre elementi caratterizzanti di questa pandemia: la sofferenza fisica di coloro che hanno vissuto la malattia, la solitudine di chi ha sofferto in solitaria ed ha vissuto la morte senza il sostegno dei propri cari e paradossalmente anche la grande solidarietà e vicinanza di chi, nonostante il distanziamento sociale imposto, ha operato a stretto contatto con coloro che stavano vivendo quei tragici momenti. Per questo l’opera riproduce un uomo sofferente e solo ma sorretto da una grande mano: essa rappresenta la mano dei medici, degli infermieri, dei volontari, degli operati di Polizia e delle altre forze dell’ordine che, rischiando la propria salute e la propria vita, non hanno fatto mai mancare il loro apporto e il loro supporto a chi in quel momento stava soffrendo”.

Come si diceva, una mattina importante per la comunità elpidiense alla quale nessuno è voluto mancare: dalla Croce Verde alla Protezione Civile, dalle associazioni cittadine come “San Crispino Eventi” ai consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione, passando per la giunta comunale, fino ad arrivare a Don Paolo Canale, il quale ha dato la sua benedizione al monumento ricordando come “nella cristianità la simbologia della mano che sorregge l’uomo può essere vista anche come la mano di Dio che sostiene e non abbandona il malato”.

“Le sculture non si spiegano – ha chiosato invece l’artista che ha realizzato l’opera, Nazzareno Rocchetti – ma una cosa è certa: questa mano ci deve ricordare che è un dovere di ognuno di noi elargire e stendere la mano al prossimo. Porto Sant’Elpidio è una città fortunata perché ha un sindaco che dispone di una sensibilità fuori dal comune, basti pensare che è stato il primo sindaco in Italia a pensare ad un monumento in memoria dei caduti vittime del Covid. Questa scultura rimarrà per sempre a testimonianza della brutale pandemia che abbiamo vissuto”.

 

L’artista Nazzareno Rocchetti ed il sindaco Nazareno Franchellucci


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