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Medicina Amandola: “No, ad un pericoloso senso di rassegnazione Uniamo le forze”

SANITA' - Il gruppo consiliare di opposizione, che ha acceso il dibattito sul futuro del reparto, tende la mano al sindacato Spi Cgil di Fermo, pronto ad una mobilitazione per riportare il servizio nella zona montana 
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Il sindacato pensionati Spi Cgil di Fermo annuncia una mobilitazione se non verrà subito riportato ad Amandola il reparto Medicina, dal sisma 2016 appoggiato all’ospedale “Murri” di Fermo. Continua il dibattito sulla struttura provvisoria, realizzata con fondi della Protezione Civile, acceso dall’opposizione consiliare del Comune di Amandola, con una “scottante” interrogazione.

E sono proprio i consiglieri di minoranza “Amandola è dei cittadini” a rispondere a Paolo Filiaci e Libero Cipollari, segretario generale provinciale e segretario della Lega Spi Cgil Fermo,  chiedendo un tavolo per condividere obiettivi comuni, come il contrasto allo spopolamento delle aree montane per la mancanza di servizi.

Ecco cosa scrivono i consiglieri comunali di Amandola:

“Con attenzioni abbiamo letto le vostre considerazioni in merito alla situazione della sanità nella zona montana, soprattutto per quanto riguarda il reparto di Medicina e costatato il vostro interesse e la vostra posizione a riguardo. Ci spinge a scrivere questa lettera la volontà di collaborare per ottenere il fine del bene comune, anche perché́ parlando con tanti lavoratori del settore e con i cittadini sentiamo spesso dire che le cose non cambieranno mai perché tanto è tutto inutile.

La sensazione che possa diffondersi un pericoloso senso di rassegnazione che toglie la voglia di impegnarsi, anche soltanto nelle piccole battaglie quotidiane, è ormai realtà quindi riteniamo sia il momento di unire le forze, pensando che la soluzione dei problemi si trova nel momento in cui capiamo che il nostro problema è il problema di tutti.

Dobbiamo affermare la cultura dei diritti collettivi per uscire dalla logica del ‘favore’ e della penalizzazione delle realtà poco popolate, soprattutto per contrastare efficacemente l’espandersi del fenomeno dello spopolamento delle zone montane dovuto anche alla mancanza di servizi.

Per questo le chiediamo un incontro e la costituzione di un tavolo di lavoro sulla questione Sanità della zona montana”.

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