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Liste di attesa, i posti si vedono con un click: va peggio nelle terre di confine

SANITA' -  E' possibile conoscere le disponibilità inserendo il tipo di esame, il codice di priorità ed il luogo di residenza. Ascoli condivide i posti con Fermo, che a sua volta può espandersi nell'Ascolano e nel Maceratese. Le maggiori criticità, in regione nel post Covid, sono le visite specialistiche. Prima erano gli esami diagnostici
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di Maria Nerina Galiè

Liste di attesa nel post Covid: tanti soldi in campo per cercare di accorciarle. Nelle Marche, dove il problema non è più sentito che altrove, sono 13 milioni di euro le risorse da impiegare, di cui poco meno di 7 milioni e mezzo per l’Asur (gli altri per Torrette, Marche Nord e Inrca).

 

Come è noto le prestazioni possono essere visite mediche oppure esami strumentali. Sono contraddistinte da un codice di priorità “U” (urgenti), da eseguire nelle 72 ore, “B” (breve) entro 10 giorni, “D” (differita) 30 giorni se si tratta di visita e 60 per l’esame strumentale, “P” (programmata) entro 180 giorni.

 

Gli addetti ai lavori, nelle Marche, rilevano che, mentre prima del Covid le maggiori criticità riguardavano gli esami diagnostici, adesso sono per le visite specialistiche, cardiologiche e pneumologiche in particolare, a causa della carenza di medici specializzati.

 


La novità è che dall’emergenza Covid è stato eliminato il “Malus”. Questo prevedeva il pagamento per intero della prestazione per il cittadino che, inserito e prenotato nei tempi, non si presenta all’appuntamento.
Le liste di garanzia, istituite a giugno 2019 dalla Regione Marche al fine di garantire all’utente la prestazione nella propria Area Vasta o in quella limitrofa nei tempi prescritti, sono ancora attive. Ma anche con tale misura, sempre causa Covid, non c’è adesso la certezza che i tempi vengano rispettati.

 

Lasciando da parte le prestazioni urgenti, che vengono garantite, e le programmate, dalla tabella dell’Ars (Agenzia regionale sanitaria), dai dati rilevati ai primi tre mesi del 2022 si deduce che c’è un’alta percentuale di richieste soddisfatte entro i tempi. Si parla dell’80-90%, con picchi del 100% per alcuni esami.

 

Quello che non compare nella tabella, redatta secondo criteri ministeriali, sono le richieste non evase: cioè i tentativi di prenotazione del cittadino che, non trovando soddisfazione nei tempi oppure nel luogo dell’appuntamento, rinuncia alla visita o alla prestazione tramite il servizio sanitario pubblico.

 

Esempio, a marzo 2022, su 882 visite cardiologiche prenotate, ce n’erano 273 brevi e 350 differite, 500 sono state fatte nei tempi, altre 123 fuori tempo. Su 266 prenotazioni per visite pneumologiche, su 99 brevi ne sono state garantite 66 in 10 giorni, 56 sulle 98 differite. Su 361 colonscopia con endoscopio flessibile, 93 su 108 sono rientrate nei tempi della breve e 100 su 134 in quelli della differita.

Nel periodo rilevato, sempre dalla tabella regionale di marzo 2022, e compreso tra il 7 -11 febbraio, risulta – ad esempio – che nell’Area Vasta 5 le visite cardiologiche sono state, con codice breve: 58, di cui 12 fuori tempo. Delle differite: 72 di cui 30 fuori tempo. Le visite pneumologiche brevi: 56 di cui 30 fuori tempo. Le differite, in quei giorni non sono state fatte Le visite neurologiche brevi: 45 di cui 14 fuori tempo. Delle differite 38 di cui 7 fuori tempo.

In Area Vasta 4, sempre tra il 7 e l’11 febbraio (rilevato dalla tabella di marzo), le visite cardiologiche brevi sono state 30 di cui 7 fuori tempo, delle differite 37 di 9 fuori tempo.

 

Il cittadino, prescrizione in mano, dal sito della Regione Marche alla voce “Disponibilità Cup”, può conoscere se e quanti posti ci sono per la sua esigenza, in una struttura pubblica o privata convenzionata delle Marche, specificando il tipo di esame ed il codice di priorità. Volendo si può anche inserire l’Area Vasta di residenza in modo tale che il sistema seleziona le località più vicine.

Curioso vedere che Ascoli divide e condivide i posti con Fermo, mentre Fermo può espandersi nell’Ascolano e nel Maceratese.

 

Alla data del 3 maggio, mettendo la residenza nell’Area Vasta 5 (il raggio di ricerca copra anche il vicino Fermano) ed il codice di priorità Breve, per una colonscopia con endoscopio flessibile ci sono 2 posti nella clinica Villa San Marco di Ascoli. Per un eco addome completo ci sono 38 posti, di cui 9 nel Fermano. Per una prima visita cardiologica, ci sono 5 posti al Poliambulatorio di Ascoli e 1 a Montefiore. Per l’ecografia ginecologica 2 posti al Poliambulatorio di Ascoli, 2 al “Mazzoni”, 6 al centro “Radiosalus”, 2 a Petritoli. Non ci sono posti per la risonanza magnetica encefalo, addome o colonna. Va molto meglio per chi, tra Ascoli e Fermo, avesse bisogno di una ecografia mammaria bilaterale, addirittura 31 posti tra “Mazzoni”, Amandola, Montegranaro e le cliniche convenzionate. Nessuna disponibilità per l’ecografia ostetrica. Sono 6 i posti per un elettrocardiogramma.

Con ricerca effettuata sempre il 3 maggio per prestazioni con codice breve, inserendo come residenza l’Area Vasta 4,  viene prodotta anche la disponibilità su Macerata. Ed ecco che i posti per l’ecografia mammaria bilaterale, che sono 31 tra Ascoli e Fermo, ora diventano 52, perché se ne aggiungono 29 del Maceratese (ma non c’è il Poliambulatorio di Ascoli).

Per una colonscopia con endoscopio flessibile, 6 posti ma nessuno nel Fermano: 2 ad Ascoli e 4 nel Maceratese. Così pure per una prima visita cardiologica, dove i posti sono 15, ma 5 nel Piceno e 9 a Macerata. Per l’ecografia ginecologica 20 posti, di cui 2 a Petritoli, 10 ad Ascoli e 8 a Macerata.  Per la risonanza magnetica encefalo abbiamo 13 posti, di cui 10 a Macerata e 3 ad Ascoli. Per un eco addome completo i posti  sono 50, di cui 15 ad Ascoli, 9 nel Fermano e gli altri nel Maceratese. Per l’elettrocardiogramma, tra Ascoli  (6) e Macerata, nessuno a Fermo e provincia. Anche per i fermani nessun posto per l’ecografia ostetrica.

 

Il sito viene aggiornato in automatico tutti i giorni, compresi i festivi, alle ore 7. In molti casi, già nel corso della mattinata, la possibilità di prenotazione si affievolisce, rendendo impossibile accaparrarsi il posto nei principali centri ospedalieri pubblici, oppure nel posto scelto, per vicinanza territoriale o per preferenza della struttura.

 


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