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«Una mamma ci ha detto di un incidente, siamo corsi sul posto ed era Fabrizio. Una persona rara, sempre col sorriso»

TRAGEDIA - I quindici ragazzini della categoria Esordienti della Invictus Fc di Grottazzolina lunedì pomeriggio stavano aspettando al campo d’allenamenti il loro mister, Fabrizio. Ma i minuti passavano e non si vedeva. Qualcuno allora ha provato a chiamarlo al cellulare, senza risposta
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L’incidente sulla strada Faleriense (foto Simone Corazza)

di Gianluca Ginella

I quindici ragazzini della categoria Esordienti della Invictus Fc di Grottazzolina lunedì pomeriggio stavano aspettando al campo d’allenamenti il loro mister, Fabrizio. Ma i minuti passavano e non si vedeva. Qualcuno allora ha provato a chiamarlo al cellulare, senza risposta. Poi una mamma, arrivata per l’allenamento del figlio, ha detto di aver visto un incidente sulla Faleriense. Allora sono andati a vedere e hanno scoperto che coinvolto nell’incidente era proprio il mister della squadra, Fabrizio Calcabrini.

Fabrizio Calcabrini

Il 57enne di Morrovalle, che viveva con la compagna e i loro due figli a Sant’Elpidio a Mare, ci aveva messo poco a entrare nel cuore della società. «Era con noi da 7 o 8 mesi ma è come se fosse con noi da 10 anni – racconta Pierluigi Paolini, il presidente della Invictus -. Una società in cui si è subito inserito e in cui è entrato in punta di piedi per dare una mano ad un altro allenatore e poi è diventato lui stesso allenatore di calcio, anche se prima non l’aveva mai fatto. Una persona così è rara da trovare nel calcio. Una persona di grande valore: umiltà, professionalità, capacità. Si impegnava, aveva grande voglia, grande curiosità a 56 anni era come un ragazzino. Una persona fuori dai canoni a cui siamo abituati e che lascerà un vuoto, che si potrà colmare con grande difficoltà e in molto tempo». Paolini ieri era al lavoro «quando la mamma di uno dei piccoli calciatori ha detto che c’era stato l’incidente a quel punto sono andato anch’io. Purtroppo era Fabrizio». Una persona, continua «a cui non riesco a trovare un difetto. Sempre disponibile, sempre con il sorriso. Una persona leale, corretta. Sapeva capire i bambini, sapeva parlarci, sapeva interfacciarsi».

Il funerale deve essere fissato «sicuramente andremo tutti con la divisa della squadra» aggiunge Paolini. Calcabrini era un uomo, dai racconti di chi lo conosceva, dai tanti interessi. Se a Grottazzolina faceva l’allenatore di calcio, a Morrovalle lavorava come osteopata nella palestra Sole e acciaio, del fratello Claudio (aveva anche altri due fratelli Sergio e Sandro). Inoltre collaborava anche nell’azienda di apicoltura della compagna, Samuela.

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(foto Simone Corazza)

Un collega osteopata, Francesco Cirasino, lo ha ricordato su Facebook «Ciao Walter (come usavano chiamarlo, ndr), fratello, amico e collega. Mi chiamavi fratellone e lo siamo stati veramente. Grazie di aver permesso alla mia anima di condividere con la tua un percorso bellissimo di questa vita terrena. Non incontrerò, mai più una persona più sincera, leale, buona, comprensiva, vera, generosa, unica come te». Marco Battistoni lo ricorda invece così: «Se n’è andato, improvvisamente, un sognatore, un visionario, un essere speciale». «La persona migliore che incontrerò mai» dice di lui uno dei nipoti, Andrea Calcabrini, che racconta su Facebook, in un bellissimo messaggio (di cui riportiamo alcuni passaggi), come a soli 7 anni ha iniziato «a riconoscere quanto il tuo amore verso il mondo e la cura dell’essere umano fossero per te erano valori imprescindibili. Io quei valori se li ho dentro è perché sei stato capace come un maestro di farmi sentire me stesso senza mai mostrarmi la tua grandezza. La gratitudine, il rispetto, la resilienza, la forza di lottare e non mollare mai, il cambiamento la riconoscenza, la saggezza, la semplicità e l’altruismo erano il tuo cammino terreno. Avevi l’oro nel cuore, insieme a te sono cresciuto e mi sono confidato fino a ieri, ti sei portato via tutto in un attimo, ed hai avuto ragione anche questa volta sulla vita. La rendevi leggera e sorridente la vita, con i tuoi racconti che duravano ore di conversazione e condivisione quando sono cresciuto e che mi incantavano quando ero piccolo. Sei stato l’esempio e la persona più bella che abbia mai incontrato e che incontrerò lungo il mio cammino. Ti sarò sempre grato, zio, per avermi insegnato i più importanti valori della vita ed i tuoi principi che faranno parte di me per sempre e quando non potrò chiamarti, parlarti, abbracciarti, almeno so quale sarebbe stata la tua risposta. Seguirò con orgoglio quel sentiero che mi hai mostrato ed indicato giorno per giorno».

L’incidente in cui ha perso la vita Fabrizio Calcabrini è avvenuto lunedì pomeriggio intorno alle 17 lungo la strada Faleriense a Piane di Magliano di Tenna. Lui era in scooter e si è scontrato con un furgone (i carabinieri stanno accertando la dinamica dell’incidente). Nonostante i tentativi di salvargli la vita, il 57enne non si è ripreso.

Impatto mortale con lo scooter, la vittima è il 57enne Fabrizio Calcabrini

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