Festa della Repubblica, l’ultima, a Sant’Elpidio a Mare, da primo cittadino per Alessio Terrenzi. E così, questa mattina, il primo cittadino, nel congedarsi, dopo aver reso omaggio ai caduti, ha colto l’occasione per invitare tutti i suoi concittadini, quelli ovviamente aventi diritto al voto, a recarsi alle urne il prossimo 12 giugno. Perché? Per Terrenzi il motivo è chiaro e semplice: «Recarsi alle urne ed esercitare il proprio diritto di voto vuol dire non solo dare concretezza a quanto previsto dalla nostra Costituzione ma vuol dire onorare, con le proprie azioni, il sacrificio di chi si è battuto per l’affermazione dei nostri diritti e delle nostre libertà».
Il 2 giugno 1946, gli italiani scelsero la Repubblica come forma di Stato e di Governo, ispirandosi ai valori di libertà e democrazia. Fu l’inizio di un nuovo capitolo per la storia dell’Italia. Un anno e mezzo dopo, il primo gennaio 1948, entrò in vigore la Costituzione della Repubblica Italiana.
«Oggi – le parole di Terrenzi – sono qui con voi emozionato più del solito per via delle sensazioni dovute alla consapevolezza di essere sul punto di salutare la collettività, in qualità di sindaco, per via della fine del mio mandato. Non è questo il momento né il contesto di tirare le somme – le parole del sindaco – di ciò che è stato ma mi sia concesso di guardare con emozione agli anni vissuti rappresentando questa collettività, facendo scelte non sempre semplici, a volte impopolari ma sempre volte al bene comune. A questo è tenuto un sindaco: a fare delle scelte, su mandato degli elettori, per il bene della collettività. Un sindaco è chiamato a gestire l’ordinario così come le emergenze consapevole di aver ottenuto dal popolo, dai cittadini, il mandato a svolgere un importante compito di rappresentanza che è anch’esso espressione di quella democrazia che, con sacrificio, venne conquistata dai nostri avi.
Proprio nel primo articolo della nostra Carta fondamentale è trascritta la scelta che fu fatta dal popolo italiano nella consultazione referendaria: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. La Repubblica è certamente una delle più alte manifestazioni di democrazia di un popolo, che dimostra la sua maturità nella capacità di autodeterminarsi, di darsi regole certe da rispettare, di sentirsi un popolo unico e unito. Un popolo, insomma, che non vuole delegare la sovranità a nessun altro al di fuori di se stesso. Un popolo che sceglie, con il proprio voto, i suoi rappresentanti chiamati, poi, ad operare per il bene comune».
E così Terrenzi, passa a lanciare il suo appello ai cittadini: «Ecco, dunque, che alla vigilia di nuove elezioni e nel giorno in cui celebriamo la democrazia, non posso esimermi dall’invitare tutti gli aventi diritto a recarsi alle urne. Qualunque sia la propria tendenza politica, qualunque sia il progetto ritenuto più credibile degli altri, qualunque siano le persone che si ritengono meritevoli della propria fiducia, recarsi alle urne ed esercitare il proprio diritto di voto vuol dire non solo dare concretezza a quanto previsto dalla nostra Costituzione ma vuol dire onorare, con le proprie azioni, il sacrificio di chi si è battuto per l’affermazione dei nostri diritti e delle nostre libertà, il sacrificio che ricordiamo oggi, davanti a questo monumento così significativo per tutti noi.
Oggi più che mai, poi, vorrei invitare a pensare a questa ricorrenza con uno sguardo rivolto verso il futuro perché la democrazia va coltivata e curata ogni giorno. Nuove sfide attendono oggi questa nostra Repubblica, sfide che, spesso, sottopongono il nostro paese a diversi stimoli e sollecitazioni soprattutto alla luce dei delicati rapporti internazionali che, come tutti noi sappiamo, in alcune circostanze sono sfociati in terribili conflitti.
Mai avremmo voluto contemplare la parola “guerra” nel nostro quotidiano eppure e ciò che siamo costretti a fare, vista l’attualità.
Con l’auspicio che il buonsenso e la diplomazia, il dialogo e la tolleranza possano aprire definitivamente una breccia verso l’affermazione della pace, verso il rispetto della libertà e dei diritti di tutti i popoli, ringrazio tutti voi per la presenza in questa mia ultima cerimonia istituzionale da sindaco e auguro a questa città di avere un futuro fatto di ulteriore slancio e concretezza. Grazie a tutti voi, grazie a tutti gli elpidiensi che sono stato onorato di rappresentare in questi anni. Viva la libertà, viva la Repubblica!».

















