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Jova Beach Party, la replica al vetriolo del Tag Costa Mare a Calcinaro: «Sito naturalistico distrutto per la seconda volta»

JOVA BEACH PARTY - Il Tag Costa Mare torna sulle dichiarazioni di ieri del sindaco di Fermo, Paolo Calcinaro: «La vicenda del "Jova Beach Party" ha assunto contorni surreali»

La spiaggia di Casabianca dopo l’azione delle ruspe

«A Fermo la vicenda del “Jova Beach Party” ha assunto contorni surreali» esordisce così il Tag Costa Mare a seguito del post di ieri del sindaco di Fermo, Paolo Calcinaro, riguardo la questione legata al Jova Beach Party previsto a Casabianca il 5 e 6 agosto. È una vicenda che parte da lontano «esattamente il 16 dicembre 2017, momento della costituzione a Porto San Giorgio di un Comitato tra le maggiori Associazioni di Protezione Ambientale di interesse nazionale, presenti nelle Marche, dal nome “Torri a Guardia della Costa e del Mare Adriatico” (Tag Costa Mare) – spiegano -. Si tratta di un coordinamento tra Italia Nosta, Fiab, Legambiente, LIPU, MareVivo, Marche Rifiuti Zero, Ornitologi Marchigiani, Slow Food, Società Operaia “Garibaldi” e WWF, oltre a tanti nominativi singoli di esperti e luminari, volto promuovere la istituzione di siti Natura 2000 costieri e marini lungo la costa marchigiana. Nei primi mesi del 2019 inizia a circolare la notizia che per un evento promosso dal cantante Jovanotti, che si sarebbe svolto sulle spiagge con temi in difesa dell’ambiente, e che il Comune di Fermo aveva espresso l’interesse ad ospitare l’evento. Il TAG Costa Mare si muove rapidamente per evitare che gli unici spazi liberi lungo la costa fossero interessati da un evento che si preannunciava assolutamente incompatibile con i progetti di tutela appena presentati. Il Comune di Fermo, insieme alla Trident Music srl organizzatrice dell’evento, dopo aver fatto credere anche al WWF, che aveva scelto di supportare la manifestazione, che si sarebbe svolta in un luogo non delicato da un punto di vista naturalistico, delibera l’affidamento proprio dell’area di Casabianca per lo svolgimento dell’evento».

Lo stesso tratto di spiaggia prima dell’intervento delle ruspe

Dalla programmazione il Comune di Fermo è poi passato all’azione: «Il 21 luglio 2019 le ruspe entrano sulla spiaggia di Casabianca, area di tutela del Fratino, dove era vietato, per ordinanza dello stesso Sindaco, persino il normale calpestio, e spianano completamente le dune embrionali presenti livellando il piano dell’arenile per la preparazione del concerto. Tutta la vegetazione dunale viene completamente distrutta e, il giorno del concerto più di 30mila persone si accalcano su quegli stessi spazi dove qualche giorno prima era interdetto l’accesso. Nel 2020 il Comune di Fermo, resosi conto di quanto accaduto su quella spiaggia, affida ad un botanico l’incarico di avviare un restauro ambientale dell’area. Il tecnico incaricato, ricercatore dell’Università di Pisa, per poter ricreare l’ecosistema originario, che si potesse il più possibile avvicinare a quello che era andato distrutto, richiede al Comune di Fermo di avviare le pratiche per la traslocazione di piante, talee e semi di specie vegetazionali rare ancora presenti in alcune aree protette in Abruzzo e nelle Marche».

Si arriva allora al 2021 quando «è stata avviata un’importante opera di restauro ambientale per ripristinare la vegetazione dunale scomparsa e grazie alla minore mobilità derivata dalle varie forme di lockdown, sono arrivati i primi risultati. Nel corso degli anni la spiaggia di Casabianca sarebbe potuta tornare ad essere quello che era prima del Jova Beach Party del 2019 e invece si è ripresentato di nuovo questo evento a forte impatto ambientale in quel sito naturalistico». «Con una convocazione urgente del 2-04-2022 il Tag Costa Mare si riunisce in Assemblea e il 29-04-2022 a Porto San Giorgio (FM), alla presenza di tutte le Associazioni facenti parte il Comitato ed altre che si aggiungono, fino a 15 associazioni, si approva una mozione contro lo svolgimento del JBP sulla spiaggia di Casabianca al Lido di Fermo e si chiede la delocalizzazione in struttura adatta ad accogliere tali manifestazioni. Hanno firmato il documento contro il Jova Beach Party al Lido di Fermo: Italia Nostra, Legambiente Marche, Fiab costa Macerata Fermo, Lipu Marche, MareVivo, Marche Rifiuti Zero, Slow Food Fermano, Società Operaia “G.Garibaldi”, WWF Natura Picena odv, Questione Natura, Gruppo Friday for Future Macerata-Fermo, Ambiente Basso Molise, Comunità SlowFood Cerrano, Stazione Ornitologica Abruzzese, Pro natura Marche».

«Il 12 maggio 2022 il Sindaco del Comune di Fermo con Ordinanza n.27 rinnova la necessità di porre sotto massima tutela l’area di Casabianca perchè sito di nidificazione del Fratino vietandone l’accesso a piedi e/o con qualunque mezzo e vietando l’accesso ai cani e ad ogni forma di potenziale disturbo fino al 20 luglio 2022 e soli 5 giorni dopo, con la Delibera n. 164, approva lo svolgimento del maxi evento» spiegano increduli dal Tag. «Nonostante diffide, esposti, comunicazioni stampa, pressioni di ogni tipo, il Comune di Fermo è andato avanti, dritto per la propria strada e, ieri le ruspe sono di nuovo entrate sulla spiaggia di Casabianca distruggendo tutto il lavoro di restauro ambientale avviato e confermando che un evento come il Jova Beach Party è più importante di qualunque norma di tutela, programma di conservazione, progetto di valorizzazione naturalistica possibile». «Questo è un evento privato che utilizza il suolo pubblico demaniale a fini commerciali gravando sul patrimonio naturale indisponibile dell’area – concludono -. Le competenze dello Stato sono superate da una delibera della Giunta dell’Ente Locale».


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