
In alto la spiaggia all’altezza di via Curtatone divorata dal mare. In basso la spiaggia de Le Mimose, intatta grazie alle scogliere. A destra i cumuli di detriti portati dalla mareggiata di ieri
di Leonardo Nevischi
L’inverno sta arrivando. No, specifichiamo per gli amanti delle serie tv che non ci troviamo all’interno di Game of Thrones bensì a Porto Sant’Elpidio. Come vi avevamo raccontato nel servizio di ieri (clicca qui per leggere l’articolo), con l’arrivo della cattiva stagione, a sud della costa elpidiense è tornato a suonare l’allarme mareggiate. Storicamente il tratto sud che va da via Curtatone al camping Le Mimose rappresenta un serio rischio per il litorale e ieri la situazione non si è discostata molto dal recente passato.
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Puntuali, infatti, le onde hanno divorato metri di spiaggia, fino a lambire gli stabilimenti balneari e a penetrare all’interno delle strutture. I balneari sono tornati a mettersi le mani tra i capelli anche se, almeno questa volta, sembrerebbero essere stati risparmiati – per usare un eufemismo – da danni ingenti. Tuttavia i segni della devastazione sono arrivati fin sulla pista ciclabile, proprio a ridosso della strada, dove la carica esplosiva del mare ha portato con sé ghiaia, sabbia e detriti di vario genere.
Eppure la situazione non è stata così disastrante in maniera omogenea su tutto il lungomare Faleriense. Di fatto, se da un lato il tratto che da via Curtatone va verso sud è stato ridotto a un colabrodo, dall’altro quello che dall’incrocio con via Marina arriva a Le Mimose è stato ampiamente risparmiato (vedere per credere). E questo non è un caso: infatti il tratto più a sud è stato il primo ad essere interessato dalla posa delle scogliere emerse. Il cantiere era stato predisposto a giugno, poi c’è stato il fermo a Ferragosto e il 14 settembre è iniziato il posizionamento dei primi scogli in mare. Dunque il vero crash test è stato quello di ieri e, dato il confronto tra le due zone di litorale interessate, l’esame sembrerebbe superato a pieni voti: le scogliere emerse sono l’unica soluzione concreta all’erosione costiera.
Finalmente, dopo anni di buio passati a fare sacrifici e a dover sistematicamente riassestare le strutture, i concessionari di spiaggia intravedono uno spiraglio di luce e possono guardare al futuro con speranza. Le ditte Carmar Sub ed Eurobuilding sono a lavoro per completare il primo stralcio che si estende dal fiume Tenna fino a via del Palo, ma il sindaco Nazareno Franchellucci ha comunicato che «le coperture finanziarie ci sono e a breve verrà appaltato anche il secondo tratto che va dal Fosso del Palo all’ex Orfeo Serafini». Dunque c’è di che essere ottimisti.
Tuttavia, in attesa di vedere le chiatte in mare e i primi scogli fuori dall’acqua anche nei pressi del Veliero, trascorrerà all’incirca un anno e mezzo. Ancora troppo per sentirsi fuori pericolo e tirare un sospiro di sollievo. Negli animi dei balneari, infatti, resta forte il timore per ciò che potrà accadere nei prossimi giorni. Già nella notte appena trascorsa la Protezione Civile aveva diramato l’allerta meteo di colore giallo ed è facile auspicare che quelli che verranno saranno i mesi più critici per la sopravvivenza della costa.
A seguire le immagini del tratto di lungomare sud di Porto Sant’Elpidio dove vi sono già state apposte le scogliere emerse e quelle relative al tratto dove, invece, la mareggiata ha sferzato l’arenile portando con sé ghiaia, sabbia e detriti di vario genere.
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