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Nuovi vertici alla Sgds, Loira mette in guardia il sindaco «No ad un Cda, soddisfa gli appetiti della politica»

PORTO SAN GIORGIO - Nuova governance per la Sgds Multiservizi. L'ex sindaco Nicola Loira invita il primo cittadino a fare scelte oculate e a non riproporre l'ipotesi di un CdA per la municipalizzata. «Significherebbe esclusivamente soddisfare gli appetiti della politica reintroducendola all’interno della governance della società».
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di Sandro Renzi

Sgds in cerca di un nuovo direttore dopo le dimissioni di Marco Ceccarani. Fatto un bando e corretto a distanza di qualche ora, l’Amministrazione Vesprini è alle prese con la nuova governance della società a capitale pubblico che si occupa, tra le altre cose, anche della raccolta dei rifiuti e della gestione delle reti del gas. Dal centrosinistra, l’ex sindaco Nicola Loira invita il primo cittadino a scegliere con attenzione chi dovrà guidare per i prossimi anni la municipalizzata.

«Giorni particolarmente delicati questi per la governance della Sgds Multiservizi che, in un solo colpo, si trova a sostituire il direttore e l’amministratore unico. Il dott. Marco Ceccarani si è dimesso per intraprendere un percorso professionale diverso; l’avv. Maria Gabriella Caliandro invece, sarà sostituita, per ragioni esclusivamente politiche, con un rappresentante della nuova maggioranza che amministra la città» scrive il consigliere comunale del Pd, Nicola Loira. «La Sgds costituisce per la città, in tutti i settori in cui opera, un inestimabile patrimonio di competenze, esperienze, professionalità che non può essere disperso né svenduto. La politica, anche in questo frangente, deve limitarsi a creare le condizioni perché la società possa operare al meglio a vantaggio della comunità cittadina, nella consapevolezza che nessuna città del territorio (escluso il capoluogo, 37mila abitanti su un territorio di 124 kmq) ha la forza di gestire in proprio servizi essenziali, a cominciare dall’igiene urbana».  Loira mette in guardia Vesprini invitandolo a non disperdere il lavoro fatto da Ceccarani e Caliandro, ripercorrendo la storia della Sgds. «La situazione odierna è paradossalmente più delicata di quella del 2012 quando una violenta crisi politica spiegò i suoi effetti sulla partecipata minandone pericolosamente la stabilità. La società venne presto rimessa in sesto, liberandola dai quei condizionamenti politici che l’avevano presa in ostaggio. L’eccellente lavoro di Ceccarani, amministratore prima e direttore poi, impreziosito negli ultimi anni dal contributo appassionato e competente dell’avv. Caliandro, è stato accompagnato in questi dieci anni da un atteggiamento di grande responsabilità della politica che ha dato indirizzi, ha prefissato obbiettivi ma non si è mai permessa di interferire nella la gestione dei servizi, creando così le condizioni per il raggiungimento di importanti traguardi: il passaggio dal porta a porta spinto all’introduzione delle isole tecnologiche (investimento realizzato con il conseguimento di un finanziamento senza ricorrere alla garanzia del Comune socio), l’azzeramento del debito di un milione di euro con l’Asite, il rilancio della farmacia comunale, la nuova gestione della mensa con l’introduzione del biologico ed altro».

Da qui l’appello rivolto al sindaco Vesprini che è stato testimone e protagonista di quella che Loira definisce una fortunata stagione per la Sgds e che «sa benissimo come muoversi perché permangano le condizioni migliori per l’operatività della partecipata multiservizi». «Al di là della doverosa correttezza del procedimento di selezione del nuovo direttore, l’importante per la città è che scelga bene, senza condizionamenti, senza interferenze, fuggendo la tentazione di pericolosi ritorni al passato. Il Sindaco sa bene quali rischi nasconde la riproposizione del CdA, come chiesto dall’ex sindaco Agostini per ragioni di mero risparmio economico. Significherebbe esclusivamente soddisfare gli appetiti della politica reintroducendola all’interno della governance della società, con la concreta possibilità che venga riproposto ai sangiorgesi un film già visto: pessima la trama, tragico il finale» chiosa l’esponete dem.


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