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Lacrime e commozione all’ultimo saluto a Mauro De Angelis: «Grazie per aver contribuito al bene della comunità»

LIDO DI FERMO - Cordoglio questo pomeriggio al funerale dell'imprenditore fermano titolare ed amministratore delegato della Ecoelpidiense srl che si è spento ieri mattina all'età di 75 anni a causa di una violenta malattia. Il figlio Francesco: «Ci hai permesso di vivere una vita serena, circondati dall'affetto e facendoci crescere in un ambiente famigliare sano, trasmettendoci i valori fondamentali per la nostra formazione»
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di Leonardo Nevischi

In centinaia e centinaia oggi pomeriggio nella chiesa di San Norberto di Lido di Fermo per dare l’ultimo saluto a Mauro De Angelis, l’imprenditore fermano titolare ed amministratore delegato della Ecoelpidiense srl che si è spento ieri mattina all’età di 75 anni a causa di una violenta malattia.

La sua perdita ha fatto calare un velo di profondo dolore e costernazione sull’intera comunità fermana, nella quale è stato in grado di costruire una realtà imprenditoriale con più di cento dipendenti, espandendo le sue attività anche fuori provincia. «Tutte le persone che sono qui oggi sono intervenute per dimostrarti la loro riconoscenza» ha esordito Don Vinicio Albanesi nella sua omelia semplice ed essenziale, con la quale ha espresso tutta la sua vicinanza alla famiglia e agli amici, ricordando di non perdere la fede nell’immortalità. E per farlo ha scelto parole ad hoc: le prime tratte dal libro della Sapienza (3,1-9), le seconde dalla prima lettera di San Paolo Apostolo ai Corinzi ed, in ultimo, dalla Parabola dei Talenti derivante dal vangelo secondo Matteo.

Ed è proprio in relazione a quest’ultima che Don Vinicio ha posto l’accento durante la funzione religiosa: «Proprio come uno dei protagonisti del racconto, Mauro aveva diversi talenti. La sua capacità è stata quella di adoperarsi affinché queste doti fossero al servizio di sé stesso, della sua famiglia e della comunità. Ha contributo al bene della collettività e il suo ricordo deve vivere dentro di noi per sempre».

Al termine dell’omelia, il ricordo di De Angelis si è fatto largo nella chiesa attraverso le parole di un amico d’infanzia: «Sei stato un leader e un aggregatore dallo spirito allegro. Lasci un vuoto immenso anche nei cuori dei dipendenti delle aziende che hai creato, fatto crescere e mantenuto anche quando non ne avevi più bisogno. Sei stato in grado di dare un progetto di vita ed un’identità a tantissimi giovani, permettendogli di vivere con dignità: mio figlio è uno di questi e te ne sarò per sempre grato. Con te era impossibile annoiarsi perché avevi sempre argomenti di discussione: dalla politica, all’ambiente, all’economia, alla medicina. Ma sapevi essere anche divertente: indimenticabili le tue barzellette. Tu amavi il mare e mi piace pensare che tu stia navigando a vele spiegate verso la pace, buon vento».

Cordoglio e commozione da parte dell’intera famiglia, dalla moglie Rita ai figli Andrea, Francesco, Alessandro e Federica, ai quali non è mancata la vicinanza da parte delle tantissime autorità locali intervenute. E l’ultimo saluto è stato proprio del figlio Francesco, che con gli occhi lucidi e la voce rotta dal pianto ha ringraziato il padre perché «ci hai permesso di vivere una vita serena, circondati dall’affetto e facendoci crescere in un ambiente famigliare sano, trasmettendoci i valori fondamentali per la nostra formazione. Impossibile descrivere la tua grandezza con poche parole. Sei stato un visionario e un rivoluzionario. Come non ricordare la tua capacità oratoria che ti permetteva di tenere banco in ogni contesto e in ogni situazione oppure la tua scrittura con cui riuscivi sempre ad esprimere con chiarezza concetti complessi ed a comporre poesie armoniose. Che dire delle tue telefonate a Radio Aut in cui facevi satira attirando a te tutti gli ascoltatori. Questi sono solo piccoli aneddoti, ma non osiamo immaginare quante cose hai creato con le tue mani e quante sono semplicemente balenate nella tua testa. Ti promettiamo un’ultima cosa: ci prenderemo cura di mamma, la roccia su cui questa famiglia si basa. Speriamo di renderti orgogliosi».

 

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