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Giardino d’Estate chiuso da mesi, i gestori pronti a riconsegnare le chiavi: «Costi troppo elevati»

PORTO SAN GIORGIO - L'amministratrice della società che aveva in gestione l'area pubblica spiega i motivi alla base della decisione di riconsegnare le chiavi al Comune. Ipotesi nuovo bando
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Il Giardino d’Estate

di Serena Murri

Chiuso da mesi e mesi, e in città è oggetto di discussione. Stiamo parlando del Giardino d’Estate, in viale Cavallotti. A spiegare il motivo della chiusura oggi è l’amministratrice della società che ha, o meglio a questo punto meglio dire aveva, in gestione lo spazio pubblico, Serena Fioravanti. A condizionare la decisione sarebbero state le troppe spese a cui si sono sommate le criticità legate alla pandemia.

«Noi abbiamo creduto nel Giardino d’Estate – racconta – ma non è stato possibile fare altrimenti. Tante, troppe spese. Problemi di allagamenti e poi il Covid che ha praticamente dimezzato la nostra attività. A questo si aggiunga anche il caro bollette. Alla fine dei conti pagavamo un canone d’affitto da 7mila euro all’anno lavorando quattro mesi d’estate. Ci abbiamo speso 50mila euro per sistemarlo. Molti i lavori effettuati, dal tetto che ora è nuovo ma prima ci pioveva dentro. Abbiamo cambiato i giochi, sistemata la fontana. Abbiamo rifatto il campo da football (per circa 10mila euro di lavori) e ci abbiamo anche organizzato eventi sportivi. Abbiamo messo mano allo scivolo, all’illuminazione, alle parti in legno, ai gonfiabili nuovi per un uso gratuito».

Insomma dalle parole di Fioravanti, investimenti che, però alla fine si sono concretizzati in una rimessa. La società che fa capo a Fioravanti ha preso in gestione il Giardino nel 2018 e a fine estate ha mandato la rinuncia via pec al Comune. La restituzione delle chiavi, invece, è in calendario per giovedì prossimo. Fioravanti avrebbe anche trovato le porte chiuse in Comune quando la società ha chiesto aiuto: «Le problematiche sono emerse quando c’era la passata amministrazione al governo della città. Non ci sono venuti incontro nonostante l’importante investimento che abbiamo fatto.  E’ arrivato il Covid e siamo rimasti chiusi per due anni. Nessuna risposta alla nostra richiesta di sostegno. Abbiamo chiesto uno sconto sul canone ma non ci è stato concesso. Ed ecco come siamo arrivati alla decisione di riconsegnare le chiavi»

Ora dunque che ne sarà del Giardino? Beh, l’area comunale potrà essere affidata in gestione a qualcun altro, a seguito di nuovo bando di gestione appunto, sempre che qualcuno, di questi tempi, sia intenzionato a mettersi in gioco. Il pallino, dunque, torna in mano all’amministrazione comunale.


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