Incendio al Luxury, ancora non c’è l’agibilità per le aziende. Rogante: «Non sappiamo se arriverà. È una tragedia»

PORTO SAN GIORGIO - A una settimana dall'incendio Iommi e Rogante attendono la riapertura delle porte per le loro aziende: «E' il periodo in cui si lavora di più. La corrente è stata staccata e non si sa se e quando potrà essere riattivata, essendoci di mezzo l'acqua»

Da sin. Andrea Rogante e Andrea Iommi

 

di Serena Murri

Incendio al Luxury, danni economici anche per gli operatori commerciali vicini, dopo che una settimana fa le fiamme hanno distrutto la nota discoteca in via Cotechini. Ci è voluta tutta la notte per sedare l’incendio, i Vigili del fuoco sono infatti intervenuti con 7 camionette d’acqua che hanno spento sì le fiamme ma che hanno inevitabilmente dato vita a delle copiose infiltrazioni nelle intercapedini delle pareti finendo per allagare i locali sottostanti, sedi di due attività commerciali che ora sono costrette a stare ferme, la Ma.Pa. di Andrea Rogante e la “Andrea Iommi calzature” dell’omonimo titolare.

Andrea Rogante e Andrea Iommi restano al palo in attesa che si sblocchi la situazione ma nel frattempo il danno economico è evidente visto dal punto di vista lavorativo, con le loro attività costrette a rimanere chiuse. «Finché non ci sarà la perizia dell’ingegnere -ha dichiarato Andrea Rogante- è difficile che cambi qualcosa. Poi non si sa se arriverà l’agibilità o meno. Per noi si tratta di una tragedia. Non sappiamo quando ci sarà l’agibilità, né se verrà concessa. Per me e Iommi è una tragedia, visto che siamo anche sotto il periodo natalizio quando si lavora di più. Personalmente, posso dire che con le Forze Armate (Ma.Pa. si occupa di araldica e ha tra i propri clienti anche le divise) si lavora quasi di più in questo periodo che durante l’anno. Per non parlare del problema delle attrezzature che, anche volendo, non possiamo spostare ma non sappiamo nemmeno se sono ancora funzionanti con tutta l’acqua che è arrivata dal piano di superiore. La corrente è stata staccata e non si sa se e quando potrà essere riattivata, essendoci di mezzo l’acqua».

A quanto sembra, la questione andrà ancora per le lunghe, tra perizie e tempi burocratici. Prima dovrà esserci la verifica della struttura colpita dal rogo, quindi i tecnici dovranno valutare se la discoteca è ancora idonea e solo dopo si potrà verificare in quali condizioni si trovi l’impianto elettrico dopo tutta l’acqua distribuita con gli idranti per spegnere le fiamme. «È una tragedia per la mia famiglia – ha affermato Andrea Rogante – di punto in bianco non ti trovi più niente. Io ho quest’azienda che esiste dal 1960. Da 32 anni siamo fornitori ufficiali dell’araldica per il comando dell’Arma». Stessa sorte per l’azienda di scarpe da ballo di Andrea Iommi, con ordini, anche per l’estero, rimasti bloccati e macchinari costretti a rimanere fermi.

 

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