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Incendio al Luxury, non si esclude il dolo. Le attività sottostanti invase dall’acqua

PORTO SAN GIORGIO - Dopo lo spegnimento delle fiamme, sono scattate le indagini del 115 e della Polizia per risalire alle cause del rogo. Acquisite le immagini di videosorveglianza. Le voci del titolare del locale distrutto dal fuoco, attualmente sotto sequestro, e di quelli delle attività sottostanti, invase dall'acqua

I vigili del fuoco e la Polizia Scientifica sul posto

di Serena Murri

Incendio alla discoteca Luxury, indagano Vigili del fuoco e Polizia per risalire alle cause del rogo: al momento non si può escludere il dolo. Il locale è sotto sequestro. Danni anche all’interno delle attività commerciali limitrofe.
Stando a quanto sostengono i Vigili del fuoco, che nella tarda mattinata di oggi, si trovavano ancora sul posto dopo essere riusciti a spegnere le fiamme intorno alle 6,30, pare sia ancora presto per fare qualsiasi tipo d’ipotesi sull’accaduto: «Per questo abbiamo messo la struttura sotto sequestro – ha dichiarato uno dei Vigili del fuoco dopo un sopralluogo – proprio per effettuare ulteriori accertamenti utili a verificare la dinamica dell’incendio. Al momento non possiamo dire se si sia trattato di un corto circuito elettrico. Abbiamo acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza che potranno esserci utili a capire cosa sia successo». La presenza delle videocamere di sorveglianza, potrà escludere, ad esempio, se si sia trattato, si diceva, di un incendio doloso oppure no. Sul rogo indaga anche la Polizia di Stato, presente questa mattina al Luxury prima con le Volanti e poi con la Scientifica, insieme ai tecnici del 115 che hanno effettuato i rilievi e fatto fotografie alla struttura posta sotto sequestro.

L’azienda Andrea Iommi

Il titolare, Andrea Astelli, 26 anni, è stato svegliato nella notte ed è accorso sul posto. Questa mattina si trovava davanti al locale distrutto: «Gestivo questo locale da 6 anni. Era tutto quello che ero riuscito a costruirmi. Sono passato ieri sera, intorno all’una e non c’era traccia delle fiamme. Eravamo aperti il sabato e in qualche serata infrasettimanale. Lavoravamo tanto e questo può aver dato fastidio a qualcuno? È la sorte toccata ad alcuni locali della zona. Non sappiamo cosa sia successo. Attendiamo l’esito delle indagini».

Lo stabile ospita anche altre attività commerciali, come l’azienda di scarpe di Andrea Iommi che si trova al piano sotto la discoteca e che purtroppo ha subìto delle conseguenze. Difatti, all’interno dei locali pieni di materiale e scarpe pronte per la vendita, è filtrata dal piano superiore l’acqua degli idranti utilizzati per spegnere l’incendio. L’entità del rogo e le alte temperature delle fiamme hanno reso necessario, infatti, per lo spegnimento, l’utilizzo di ingenti quantità di acqua che dal pavimento della discoteca sono filtrati nel locale sottostante. «Hanno dovuto allagare il locale per spegnere il fuoco ma purtroppo questa mattina abbiamo trovato questa sorpresa. Siamo preoccupati perché qui abbiamo scarpe di lusso di un certo livello» riferisce una commessa, mentre mostra l’acqua sul pavimento delle stanze del locale.
Andrea Rogante, titolare di Ma.Pa., azienda che produce araldica militare, anch’essa con sede sotto al Luxury, è apparso demoralizzato dopo essere accorso sul posto nella notte: «Per fortuna non siamo stati coinvolti dal fuoco ma ora abbiamo la fabbrica allagata, per via delle infiltrazioni di acqua che grondavano dalle pareti mentre spegnevano l’incendio. Purtroppo, anche l’acqua fa danni, sui materiali come carta e macchinari. Domani ci hanno detto che faranno un sopralluogo anche da noi. Oggi, sono ancora tutti impegnati sul luogo del rogo e sono state spente tutte le utenze, come gas e luce».

L’azienda Ma.Pa.

L’azienda Andrea Iommi

 

Incendio nella discoteca Luxury, le fiamme divampate nella notte (Video e Foto)


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