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Mirco Carloni
Graziella Ciriaci
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Emergenza sicurezza a P.S.Elpidio: dall’escalation al “sommerso”. Provvedimenti, strategie e preoccupazioni

L'ANALISI di Maikol Di Stefano sul nodo sicurezza in città. L'escalation di reati e di "disordine" pubblico. E ancora: spaccio e prostituzione (davvero scomparsa o solo "nascosta"?). I provvedimenti presenti e passati del Comune ma anche il mondo "sommerso" della "accoglienza" e le nuove consulte. Cosa funziona e cosa non ha ancora portato benefici a una città che chiede sicurezza e tranquillità

di Maikol Di Stefano

C’è un’emergenza sicurezza a Porto Sant’Elpidio? Oramai da qualche settimana a questa parte, la domanda che ci si pone in città è questa. L’escalation di episodi legati alla criminalità, in un primo momento, potrebbero dare vita ad una risposta netta: “sì, c’è un’emergenza”. La realtà dei fatti però ci suggerisce che ci si trova dinanzi a qualcosa di leggermente più complesso e che valica il discorso “comune”.

L’escalation
Ad accendere gli animi, soprattutto nelle ultime settimane, sono stati episodi di violenza e furti che hanno bersagliato la realtà cittadina in maniera quasi omogenea. Ebbene sì, perché sa da una parte i fari puntano sul centro città dove gli episodi sono visibili ad un “pubblico” più ampio, dall’altra ci sono quartiere e aree finite nel mirino dei malviventi. Uno degli esempi più calzanti, a riguardo, è il quartiere Corva che nell’ultima settimana è diventata terra di conquista da parte di “ladri improvvisati”. Effrazioni che hanno preso di mira una serie di furgoni da lavoro, ma anche appartamenti. «Colpi confusionari» come li hanno definiti le stesse vittime, dove sono stati sottratti oggetti di valore minore rispetto a quelli lasciati all’interno di veicoli e abitazioni. In questo discorso, il fulcro però resta il centro città. I malviventi hanno preso di mira le attività (in questo periodo alcune sono tagliate fuori dal passaggio delle autovetture per la presenza di un cantiere, e quindi verosimilmente più appetibili per i malviventi). Vetrine spaccate lì, ma così come sul lungomare centro e lungo la strada statale Adriatica. A questi si aggiungono gli episodi di “ordinaria follia” con soggetti che in condizioni psicofisiche precarie creano disturbo nei locali del centro, entrando, minacciando o peggio ancora aggredendo fisicamente personale o clienti. Il tutto sotto la regia del problema centrale che affligge oggi Porto Sant’Elpidio, lo spaccio. Se una volta il problema era la prostituzione (che non è scomparsa, ma si è solo rifugiata lontana dalle strade) la quale era visibile a tutti, oggi allo stesso modo sotto gli occhi di tutti c’è un via vai di figure legate al mondo degli stupefacenti. 

Da sin. Massimiliano Ciarpella ed Enzo Farina

I provvedimenti

Non a caso, una delle prime mosse portate in campo dall’amministrazione Ciarpella è stata quella d’imporre il divieto dell’utilizzo dei monopattini elettrici nel centro città. Un tentativo rivelatosi ad oggi, dopo qualche mese, una manovra spot che sicuramente nulla è costata alle casse comunali, ma che allo stesso modo un’operazione i cui benefici reali alla città non sono evidenti. Un tentativo, nulla più. Una manovra, la quale però conferma senza farlo pubblicamente, che il problema criminalità in centro c’è e va contrastato. Manovra, sicuramente più d’impatto è stata quella dell’incontro con il questore e con il sottosegretario al ministero degli interni Emanuele Prisco per una presenza maggiore delle forze dell’ordine sul territorio comunale. Interventi interforze, pattugliamento e presenza sul territorio che c’è stata, ma che anche qui si va a scontrare poi con una problematica più ampia: «La mancanza di leggi e provvedimenti che permettano alle forze di polizia d’intervenire concretamente» ha dichiarato l’assessore alla sicurezza Enzo Farina. Proprio su questo nodo il problema si “arriccia” su sé stesso. «In tutti gli episodi di degrado e violenza, l’intervento delle forze di polizia è stato più che immediato. Una volta arrivati, però, non hanno potuto far altro che provare a contenere la violenza. Identificare l’eventuale aggressore o ladro, condurlo in caserma e poco dopo rimetterlo in libertà e ripetere lo stesso iter nuovamente solo alcuni giorni dopo. – ha spiegato Farina – Servirebbero dei deterrenti concreti che aiutino le forze dell’ordine nel loro lavoro». Parole che però non servono a calmare gli animi tesi di residenti, ma anche e soprattutto esercenti e commercianti sfiniti. Cosa si può fare allora? Forse ripartire dal controllo costante e scrupoloso di una certa ricettività cittadina.

Realtà e “ricettività” extra alberghiere

Ad oggi è diventato il segreto di Pulcinella dove gran parte delle figure legate al mondo dello spaccio e della microcriminalità elpidiense alloggi. Infatti se una fetta è residente a Lido Tre Archi e attraversando il ponte svolge poi la sua attività criminosa in città, un’altra parte senza fissa dimora poi alloggia all’interno di “tetti” extra alberghieri della città e soprattutto del centro. Il tutto col benestare di chi da loro una camera, in cambio di soldi facili e senza preoccuparsi troppo di chi siano o da dove arrivino quelle somme di denaro. Ci sono realtà che lo fanno tutto l’anno, altre che puntano un’entrata extra senza dare troppe spiegazioni. Contanti immediati e talvolta con l’anticipo totale dell’intero periodo di permanenza. Questo c’è dietro quella parte di ricettività “malata” che colpisce la città e permette a spacciatori e prostituzione di andare avanti serenamente. Infatti, come dicevamo prima, la realtà legata allo sfruttamento della prostituzione a Porto Sant’Elpidio non è scomparsa, ma si è rifugiata negli ambienti chiusi lasciando la strada e dando l’illusione di aver “emarginato” tale problematica tanto che nella scorsa tornata elettorale di tutto si è parlato, tranne che di prostituzione dopo quindici anni di diatriba politica; oggi non ne parla più nessuno. Come si può andare però a colpire queste realtà che danno “casa” alla criminalità in città? Aumentando i controlli e gli interventi, cominciando a minare le sicurezze di proprietari di immobili e clienti. «Come consulta del turismo, abbiamo chiesto all’amministrazione comunale di aumentare i controlli sulle realtà che vivono di “sommerso” e danno un tetto a soggetti legati ad ambienti poco puliti, – spiega il presidente della consulta al turismo, Devis Alesi – evadono imposte e tasse creando un danno a chi lavora in maniera corretta, alla città e anche all’immagine turistica di Porto Sant’Elpidio». 

Le consulte

Tra quelli che possono essere considerati come provvedimenti comunali, ci sono anche le consulte cittadine. La prima legata al turismo, ma che come dichiarato dal proprio presidente ha anche richiesto un lavoro legato alla sicurezza. La seconda, guidata da Giampiero Di Stefano, proprio sulla sicurezza. Nata in un momento “nero” per la città, ma sicuramente più nutrito per il lavoro che ha deciso di svolgere. Anche a questa realtà, e non solo, al momento, toccherà il compito di risolvere un quesito fondamentale: ad oggi c’è un’emergenza sicurezza a Porto Sant’Elpidio.


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