Un ponte tra Fermo e la Baviera: il gemellaggio che forma cittadini europei

FERMO - Presentato, presso la sede della Banca di Ripatransone e del Fermano, il progetto tra il Liceo “Caro-Preziotti Licini” e il Reichsstadt-Gymnasium di Rothenburg ob der Tauber

C’è un filo che lega Fermo alla Baviera e passa per le aule di un liceo. È un filo fatto di storia e relazioni umane, che dal 2018-2019 unisce il Liceo “Caro-Preziotti Licini” al Reichsstadt-Gymnasium di Rothenburg ob der Tauber, proseguendo idealmente il più antico gemellaggio tra Fermo e Ansbach, a pochi chilometri di distanza dalla cittadina tedesca. Un progetto che oggi trova anche il sostegno della Banca di Ripatransone e del Fermano e che è stato presentato ufficialmente a Fermo, nella sede dell’istituto di credito.

All’origine di questa esperienza c’è un’intuizione semplice ma potente: mettere in contatto i giovani attorno a ciò che li accomuna. In questo caso ci riferiamo al latino, lingua simbolo di una radice condivisa e di un’antichità capace ancora oggi di fare da ponte tra culture diverse. È stato Francesco Gismondi, presidente dell’associazione fermana Amici di Ansbach, a promuovere questo incontro, immaginando uno scambio che non fosse solo didattico, ma profondamente umano. 

Da allora il gemellaggio si rinnova ogni anno grazie all’impegno dei docenti, che credono nel valore delle lingue come strumenti di apertura e di crescita. Non si tratta soltanto di studiare, ma di vivere le lingue, di usarle per costruire relazioni, per scoprire l’altro e, in qualche modo, anche se stessi. L’obiettivo è formare cittadini europei consapevoli, capaci di dialogare e di riconoscersi in una comunità più ampia.

La Dirigente Scolastica del Liceo “Caro Preziotti Licini”, Professoressa Sabrina Vallesi, nel ribadire il valore di questo gemellaggio e in generale dei processi di internazionalizzazione che vanno assolutamente potenziati proprio nell’ottica della formazione di cittadini consapevoli, afferma che l’esperienza si deve in particolare alla fattiva collaborazione dei docenti Francesca Ferri e Luca Lattanzi, dei genitori e degli alunni coinvolti nell’ospitalità. «Quando sono arrivata a dirigere questa scuola, il primo settembre del 2025, ho trovato una realtà che aveva già visto la fusione dei licei classico e artistico: la proposta formativa si era arricchita di ben nove indirizzi liceali», ha spiegato. Da lì è nata una domanda naturale: «Perché questa straordinaria tradizione non la arricchiamo con una proposta di condivisione anche per i ragazzi dell’indirizzo di grafica del liceo artistico di Porto San Giorgio?».

Detto fatto: gli studenti del terzo anno di grafica, guidati dalla docente Moira Antonelli, sono stati chiamati a progettare un logo per uno zaino da regalare ai partecipanti al gemellaggio, sia italiani che tedeschi. A spuntarla è stata Ginevra Perotti, la cui opera si ispira a La Danza di Henri Matisse. «La danza di Matisse prevede e immagina un progetto di condivisione di eccezionale importanza per la nostra cultura», ha sottolineato la dirigente.

Il lavoro degli studenti, ha tenuto a precisare la docente referente, non è frutto di pura creatività estemporanea. «I ragazzi sono partiti dalla spiegazione di una docente del classico, che è venuta da noi per presentare il gemellaggio e ha mostrato fotografie della scuola di Rothenburg. Da lì abbiamo iniziato a ragionare sui valori italiani e tedeschi, sui colori delle bandiere», ha raccontato. Un percorso metodico, insomma, che riflette l’approccio con cui si studia la grafica: prima la conoscenza, poi la progettazione. «Molte volte i ragazzi credono che avvicinarsi a un computer significhi esplorare liberamente. Invece no: loro fanno un lavoro molto serio, prima di conoscenza e poi di esplicitazione attraverso le competenze che hanno», ha aggiunto la dirigente Vallesi.

Il sostegno economico è arrivato dalla Banca di Ripatransone e del Fermano. «Siamo orgogliosi di contribuire a perpetuare una tradizione che dura da molti anni», ha dichiarato la presidente Donatella Simonetti, «e che mette al centro l’importanza delle relazioni sociali, soprattutto tra giovani, soprattutto in Europa». Un contributo che ha coperto i costi degli zaini, i materiali per i ragazzi della grafica e una parte delle spese di viaggio per lo scambio. «Il mio primo ringraziamento va alla banca», ha confermato la dirigente, «perché non solo ha intercettato i nostri bisogni, ma ha ritenuto fondamentale sostenere un percorso formativo e lo ha riconosciuto come tale».

Sulla stessa linea Vito Verdecchia, vice direttore generale presso Banca di Ripatransone e del Fermano Credito Cooperativo, che ha ricordato i tempi del suo scambio in Bretagna e la crescita che ha portato con sé. Sia lui che Gianluca Patrizi, direttore della filiale di Fermo, hanno citato anche il programma Finanza epica, con cui la BCC forma gli studenti nelle scuole all’educazione finanziaria.

A preparare questa esperienza c’è stato un lavoro preliminare importante: il corso di tedesco che introduce gli studenti alla lingua e alla cultura del Paese ospitante. Una scelta che risponde a una visione precisa — il tedesco completa la formazione umanistica, è storicamente centrale nella cultura europea ed è oggi una lingua chiave anche nei rapporti economici con l’Italia. «I nostri ragazzi si sono avvicinati a questo percorso anche attraverso le lezioni di tedesco, ampliando così l’offerta formativa con questa lingua, proprio per prepararsi al momento del gemellaggio», ha ricordato Vallesi.

Il cuore del progetto resta però l’incontro diretto. Ogni anno gli studenti trascorrono una settimana a Rothenburg e una a Fermo, vivendo a stretto contatto con le famiglie ospitanti. È nella quotidianità che lo scambio prende forma: nelle conversazioni, nelle abitudini condivise, nella scoperta reciproca. Accanto alla vita familiare, ci sono le attività scolastiche comuni, i lavori di ricerca e le esperienze didattiche che coinvolgono studenti italiani e tedeschi in un percorso condiviso.

Non mancano i momenti di valorizzazione del territorio, con visite ai musei, incontri istituzionali e iniziative culturali. A Fermo, gli studenti tedeschi vengono accolti anche attraverso simboli identitari come la Cavalcata dell’Assunta, mentre dalla Baviera arriva la rievocazione della Meistertrunk, in uno scambio che coinvolge non solo la scuola, ma l’intera comunità.

Gli studenti tedeschi arriveranno a Fermo il 15 aprile. «Il piacere di ospitare i ragazzi si concretizza anche con la possibilità di dare un segno di ospitalità ulteriore: la visita della nostra splendida città», ha anticipato la dirigente. Dopo Fermo, il gruppo si sposterà ad Ancona, con gli studenti italiani nel ruolo di ciceroni. «I nostri ragazzi diventano guide naturali della nostra città e di Ancona», ha detto Vallesi, sottolineando come l’esperienza valga in entrambe le direzioni.

Nell’anno in corso gli studenti fermani hanno già vissuto l’esperienza in Germania, mentre nella primavera del 2026 sono i loro coetanei tedeschi a essere accolti a Fermo. Un percorso che dimostra come l’incontro tra culture non sia soltanto un arricchimento personale, ma un investimento collettivo: rafforza i legami tra comunità, favorisce la comunicazione tra i popoli e contribuisce a costruire una cittadinanza europea più consapevole e aperta.

Silvia Ilari

Da sinistra: Gianluca Patrizi, Moira Antonelli, due studentesse partecipanti al progetto, Vito Verdecchia, Donatella Simonetti, Sabrina Vallesi e altre tre studentesse partecipanti al progetto.

Da sinistra: Gianluca Patrizi, Vito Verdecchia.

La studentessa Emily Moscardelli fa le veci di Ginevra Perotti, vincitrice del contest per il logo

Lo zaino che verrà regalato ai ragazzi in visita e a quelli ospitanti.

Al centro la dirigente Vallesi.


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