di Silvia Ilari
Niente simboli di partito, niente accordi con chi ha in tasca tessere. Alberto Maria Scarfini ha ufficializzato stamattina la propria candidatura a sindaco di Fermo, puntando tutto sulla carta civica: con lui almeno quattro liste, ma nessuna formazione partitica, Forza Italia compresa (resta da definire l’identità della lista Insieme con Scarfini), come invece si ipotizzava nelle scorse ore.
La principale richiesta ricevuta dai fermani? «I cittadini mi hanno chiesto continuità» ha detto il candidato sindaco parlando dei primi incontri che ha avuto.
Incontri rimandati per un po’ solo per mandare avanti la macchina amministrativa, assicura il candidato, visto il ruolo di assessore che ricopre.
E alla domanda sugli eventuali apparentamenti in caso di ballottaggio, la risposta non lascia spazio a interpretazioni: «Io mi alleo solo con i fermani».
Dunque, chi sperava in un’eventuale alleanza, dopo il primo turno, (la più fisiologica, per molti, quella tra lui e il candidato sindaco del centrodestra, Leonardo Tosoni, che verrà presentato ufficialmente domani mattina) rimarrà presumibilmente deluso.
Ma chi teme Scarfini tra gli altri (papabili) candidati? «Solo l’astensionismo». Nella foto di gruppo spiccano, oltre al suo sostenitore della prima ora, il vicesindaco reggente Mauro Torresi, (tra i primi a schierarsi pro-Scarfini insieme all’ex sindaco Paolo Calcinaro) anche gli assessori Micol Lanzidei, Annalisa Cerretani, Alessandro Ciarrocchi, Mariantonietta Di Felice e Mirco Giampieri. Con loro anche la consigliera comunale Eleonora Luciani e Carlo Iommi, referenti della lista ‘Insieme per Scarfini’ che, si diceva, in tanti davano alla guida di una lista a forte trazione Fi, il consigliere comunale Alessandro Bargoni che a Fermo fa rima con Azione. Presenti anche i consiglieri comunali Massimo Tramannoni, Luigi Acito e Stefano Faggio. Insomma Scarfini può vantare, dalla sua, l’appoggio di quasi tutta l’intera compagine di giunta (tranne Ingrid Luciani che, però, non sembra intenzionata a ricandidarsi). In linea col concetto di continuità espresso a chiare note dal candidato sindaco.
Sul metodo di governo Scarfini è stato altrettanto diretto. «Quando abbiamo cominciato nel 2015 eravamo un gruppo di ragazzi innamorati della città», ha ricordato rivendicando undici anni di ascolto sul territorio come cifra distintiva della sua esperienza amministrativa. Un ascolto che, a suo dire, ha prodotto risultati concreti: «Negli ultimi cinque anni abbiamo portato a casa più di 130 milioni di euro». Merito, spiega, «del lavoro degli uffici, del confronto».
Sul programma, Scarfini ha tracciato alcune direttrici: recupero dell’ex collegio Fontevecchia («Ci permetterà di pensare a una Fermo sempre più ambiziosa, immaginando Logopedia e Infermieristica nel centro storico)» e l’ampliamento di Ingegneria in via Brunforte; continuità sulla linea urbanistica del consumo di suolo zero; potenziamento dell’offerta turistica («dando più scelta ai nostri turisti che meritano servizi ancora migliori») e un confronto tra i quaranta comuni del territorio nell’ottica di una governance provinciale più coesa, nel segno di una Fermo capoluogo.
Per farlo, la ricetta è concreta: idee chiare, uffici capaci, risorse intercettate. «Il Comune di Fermo ha un ottimo personale», riconosce, «ed è così che si portano a casa i finanziamenti».
Le liste a supporto
Tutto è cominciato via social, racconta lo stesso Scarfini: «Mi sono presentato per primo online, poi è partito il lavoro di gruppo e continuato quello amministrativo». Un doppio binario — gestire il presente, costruire il futuro — che l’assessore uscente allo Sport e Bilancio rivendica come scelta consapevole.
Le liste sono ancora in via di definizione, ma la struttura di massima è delineata. «Chi c’era, c’è e ci sarà: da Piazza Pulita a Bargoni. Quattro liste di sicuro, vedremo se potremo ampliarle». Su Fermo si Muove, che ha già cambiato logo sui social, Scarfini glissa con diplomazia: «Non metteranno il simbolo, ma il cuore storico ci sarà. Oggi è presente Annalisa (Cerretani n.d.r.) tra gli amici». L’intesa con Eleonora Luciani e Carlo Iommi di “Insieme per Scarfini” dopo qualche scricchiolio sembra trovata: «Abbiamo rivisto il metodo di lavoro e le persone, e abbiamo trovato un’intesa sul mio nome e sul percorso civico».
Presto arriveranno gli appuntamenti pubblici veri e propri, ma ci tiene a specificare la sua campagna è partita da tempo, quartiere per quartiere, a contatto diretto con i fermani. E il riscontro, almeno a suo dire, è incoraggiante: «Ho ricevuto tanto affetto e una richiesta semplice: continuità».
«Per 11 anni ci siamo tirati su le maniche e il fatto di ascoltare i cittadini ci ha permesso di capire cosa fare e dove andare: e questa è una cosa che non mancherà. Se ci saremo noi, e sono convinto che che saremo noi, questo è il primo punto di una continuazione del percorso intrapreso. Quindi eccoci qua, ci conoscete, per noi parlano i fatti. Siamo quelli che hanno capito che quando ci si candida per un Comune, lo si fa per un contenitore amministrativo, non per una regione che legifera. C’è da sporcarsi le mani giorno per giorno, stare in mezzo ai cittadini. Accettare le sfide, affrontare i problemi, dall’intercettare un bando di milioni di euro, seguire i lavori degli edifici, fino all’area verde, al lampione».

Il gruppo a supporto di Scarfini



Alberto Maria Scarfini

Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati