Sdegno per il plasma distrutto. L’Avis provinciale ospita l’assemblea regionale: «Offeso il dono dei nostri volontari, chiederemo conto di questo disastro»

MONTEGIORGIO – Orgoglio per i risultati raggiunti dall’Avis nel 2025 ma sdegno per quanto accaduto nell'Officina Regionale di Torrette nonostante gli allarmi lanciati fin dall'inizio del 2024. È quanto è emerso dall’assemblea regionale dell’Avis Marche ospitata dall’Avis provinciale di Fermo al Teatro Alaleona

Il territorio fermano è stato al centro della solidarietà regionale lo scorso 11 aprile 2026, ospitando presso il Teatro comunale Domenico Alaleona di Montegiorgio la 56esima Assemblea regionale di Avis Marche. L’Avis provinciale di Fermo, nel farsi portavoce del successo organizzativo dell’evento, ribadisce la propria posizione di «fermezza riguardo alle gravi criticità che minacciano la stabilità del sistema trasfusionale».

Un territorio generoso in un sistema al limite che ha visto l’ingresso di 4.900 nuovi donatori nel 2025 (ma il numero complessivo dei soci attivi ha subito una lieve contrazione fisiologica). L’Avis provinciale di Fermo continuerà a investire nella promozione della cittadinanza attiva tra i più giovani, come dimostrato dal successo del progetto R.A.D.I.C.I. e dalla grande partecipazione giovanile al Giubileo dei Donatori celebrato a Loreto.

I dati del 2025 confermano la straordinaria risposta dei donatori: Avis Marche ha superato le 102.601 donazioni totali, garantendo l’autosufficienza regionale e il supporto ad altre aree in difficoltà. Nella provincia di Fermo si è registrato un importante aumento delle donazioni sia di sangue che di plasma (1285 unità raccolte in più rispetto al 2024). Aumento per cui la presidente dell’Avis del Fermano, Elena Simoni, ringrazia tutti i volontari, primario, personale sanitario, gli addetti alla chiamata e i donatori. Tuttavia, l’associazione denuncia come questo impegno sia «messo a rischio da un “incomprensibile immobilismo” burocratico legato al regolamento Dirmt e da una cronica carenza di personale medico e tecnico nelle Ast».

«Lo scandalo del plasma è una ferita per il volontariato. L’indignazione dei donatori fermani è massima per quanto accaduto nell’Officina Regionale di Torrette. Nonostante gli allarmi lanciati fin dall’inizio del 2024, le disfunzioni organizzative – si legge in una nota dell’Avis – hanno portato alla distruzione di ben 323 sacche di plasma. A questo spreco inaccettabile si aggiungono circa 1.250 sacche che, non potendo essere utilizzate per i pazienti, sono state dirottate alla ricerca, vedendo ridotto di circa un terzo il loro valore terapeutico originario». L’Avis provinciale di Fermo definisce l’accaduto una «mortificazione del dono e una ferita che non sarà mai guarita per tutta la comunità dei donatori». L’associazione, considerandosi l’unica vera parte lesa, chiederà «rigorosamente conto di questo disastro a tutti i responsabili».

Le sollecitazioni alla governance sanitaria sono state chiare. Per evitare il collasso del sistema, Avis sostiene con forza le richieste presentate all’assessore Paolo Calcinaro: «Potenziamento del personale: stabilizzazione urgente dei tecnici e separazione dell’Officina dal Centro Trasfusionale locale, sblocco delle normative: rapida approvazione del regolamento Dirmt per ridare slancio al settore, flessibilità per i donatori: ampliamento degli orari di prelievo per facilitare chi sceglie di donare, e autosufficienza del plasma: investimenti mirati in attrezzature e personale, valutando modelli di raccolta mista».


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