«Sull’ex Fim l’amministrazione Ciarpella si conferma campionessa degli annunci, ma la realtà purtroppo è  sempre la stessa: tutto fermo. E oggi, con la notizia dell’ennesima proroga dell’accordo di programma fino  al 31 dicembre 2028, cade definitivamente la propaganda di chi aveva raccontato alla città scorciatoie,  soluzioni facili e tempi rapidi per restituire finalmente quell’area alla collettività. Eppure, durante la campagna elettorale, gli attuali amministratori avevano raccontato tutt’altra storia.  Avevano lasciato intendere di avere già in mano la soluzione, accusando chi li aveva preceduti di  incapacità, immobilismo e addirittura di essere troppo accondiscendenti nei confronti della proprietà. Si  dipingeva un’amministrazione precedente quasi piegata agli interessi privati, mentre bastava, a loro dire,  un cambio di guida politica per sbloccare tutto». E’ quanto si legge in una nota del Pd di Porto Sant’Elpidio, sia come circolo cittadino che come gruppo consiliare.

«La realtà, invece, ha presentato il conto. Dopo tre anni di governo cittadino, nessuna soluzione è stata  trovata, nessuna bonifica è stata completata, nessuna riqualificazione è partita e nessun ampliamento dei  parcheggi è stato realizzato. Riguardo questi ultimi noi del Pd abbiamo sempre detto con chiarezza fin  dall’inizio che senza una concreta attività di bonifica è pressoché impossibile restituire agli usi legittimi la  zona est dell’area Fim e, di conseguenza, procedere all’ampliamento dei parcheggi. Ma mentre noi  invitavamo alla prudenza, altri preferivano i proclami, i comunicati e le promesse. Adesso arriva la certificazione ufficiale di quello che era evidente: con una proroga che porta la scadenza  dell’accordo quasi in coincidenza con la fine della legislatura, questa amministrazione ammette  implicitamente che non sarà lei a chiudere la partita dell’ex Fim. La soluzione viene rinviata alla prossima  amministrazione, che si troverà ancora una volta a dover affrontare una questione che qualcuno aveva  promesso di risolvere rapidamente e che invece rimane irrisolta. A questo punto è quasi superfluo attendere la replica del sindaco, perché la conosciamo già. Dirà che la  colpa è delle amministrazioni precedenti, della proprietà, della burocrazia, dei vincoli o di chiunque altro.  Ma dopo anni di annunci e promesse, una domanda resta inevitabile: che fine ha fatto quella soluzione che  in campagna elettorale sembrava già pronta? Perché se allora si accusavano gli altri di incapacità e si  sosteneva di sapere esattamente come uscire dall’impasse, oggi i fatti raccontano una verità diversa:  l’unica cosa realmente ottenuta è l’ennesimo rinvio.  E i cittadini di Porto Sant’Elpidio meritano più serietà e meno propaganda. Perché i problemi complessi non  si risolvono con gli slogan, e chi si candida a governare una città dovrebbe avere l’onestà di dire la verità,  anziché promettere ciò che poi non è in grado di mantenere». 

 

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