«Ex ospedale di Sant’Elpidio a Mare: il centrodestra litiga sui meriti di una riforma che per anni ha contestato. Il dibattito andato in scena negli ultimi giorni all’interno del centrodestra elpidiense sulla paternità della riconversione dell’ex ospedale di Sant’Elpidio a Mare è piuttosto curioso. Da una parte, per anni, il centrodestra ha indicato nella riforma sanitaria dell’amministrazione regionale guidata da Luca Ceriscioli e nella riconversione dei piccoli ospedali la causa di tutti i mali della sanità marchigiana. Dall’altra, oggi gli stessi esponenti si contendono il merito di una, se non l’unica, delle più significative realizzazioni nate proprio da quella riforma». E’ quanto dichiara il circolo cittadino del Pd guidato da Loredana Marziali.
«A riportare la discussione su un terreno di quasi verità è stato il consigliere di maggioranza, oltre che medico di base operante nel nosocomio elpidiense, dott. Catini, che, nel tentativo di smentire le rivendicazioni avanzate da altri esponenti di centrodestra, ha ricordato, sia pure senza dirlo esplicitamente, come il percorso di riconversione dell’ospedale non sia affatto nato con il centrodestra. Al contrario, il progetto è stato avviato e portato avanti sotto la direzione del dottor Licio Livini, nominato direttore dell’Ast4 dall’amministrazione Ceriscioli, e realizzato grazie a un lungo lavoro condiviso con i professionisti del territorio e con i medici di base, tra i quali ebbe un ruolo fondamentale il dottor Paolo Misericordia. I fatti sono semplici e difficilmente contestabili. Quando il centrodestra si è insediato alla guida della Regione, il percorso era già sostanzialmente concluso. Il successore del dott. Licio Livini, il dott. Grinta, generosamente coinvolto tra i benemeriti dal dott. Catini, in realtà si è trovato a gestire l’inaugurazione della struttura pochi mesi dopo il suo arrivo. Un’inaugurazione a completo appannaggio della nuova maggioranza regionale e dei suoi esponenti, pronti a mettersi in posa per le fotografie di rito, ma certamente non protagonisti del lavoro che aveva reso possibile quel risultato. La contraddizione politica resta tutta qui».
«Quando si parla delle criticità della sanità marchigiana, il centrodestra continua ancora oggi a puntare il dito contro chi governava prima, accusandolo di aver chiuso i piccoli ospedali. Quando invece si tratta di rivendicare un risultato concreto, gli stessi amministratori esaltano il cosiddetto “modello Sant’Elpidio”, dimenticando però di spiegare che quel modello non è altro che la piena attuazione della riconversione prevista dalla riforma sanitaria che per anni hanno attaccato e contro la quale hanno vinto le elezioni 6 anni fa. È difficile sostenere contemporaneamente due tesi opposte, ma a questo centrodestra riesce anche questo: che la riconversione dei piccoli ospedali sia stata un errore (peraltro non legalmente evitabile) e che il modello nato da quella stessa riconversione rappresenti oggi un successo da rivendicare. Ai vari Acquaroli, Putzu e compagnia siamo oramai abituati, sorprende che anche chi rivendica autonomia e indipendenza rispetto alle logiche di partito, come il neo assessore alla sanità Calcinaro, finisca per ripetere lo stesso schema: le colpe vengono attribuite sempre a chi c’era prima, mentre i meriti vengono rivendicati anche quando affondano le loro radici in scelte, investimenti e progettualità costruite da altri. La verità, prima o poi, si impone sempre. E quando la propaganda lascerà spazio ai fatti, il centrodestra dovrà rendere conto ai marchigiani dei risultati prodotti in questi anni di governo regionale, a partire proprio dalla sanità, invece di contendersi la paternità di opere e progetti che hanno origine ben prima del suo arrivo alla guida delle Marche».















