Montefortino ricorda Giorgio Perlasca, Giusto tra le Nazioni. La cerimonia è in programma sabato 27 giugno, alle ore 18, nella frazione Rubbiano (Casa Liberati), a quota mille metri, ai piedi dei monti Priora e Sibilla. Ospite d’onore sarà il figlio, Franco Perlasca.
Nel 2006, a Rubbiano, venne collocato un cippo in pietra con la scritta: “A Giorgio Perlasca, ricordando un Giusto”. A distanza di vent’anni, la comunità locale rende nuovamente omaggio alla sua figura: in occasione del ventennale sarà infatti inaugurato un totem in acciaio corten, realizzato da un artigiano del luogo, che ricorderà Giorgio Perlasca a quanti transiteranno in quel sito, molto frequentato perché inserito nel Grande Anello dei Sibillini.
La manifestazione è organizzata dal Lions Club Amandola-Sibillini, presieduto da Pisana Liberati, con il patrocinio della Fondazione Giorgio Perlasca, di Tennacola Spa e del Comune di Montefortino. Alle ore 18 sarà celebrata la Santa Messa; a seguire si svolgerà la cerimonia in onore di Giorgio Perlasca con gli interventi, tra gli altri, del sindaco Giampiero Lattanzi, del presidente di Tennacola Spa Antonio Albunia e del giornalista Fabio Paci, autore del libro “Il silenzio del Giusto”. Al termine della giornata sarà offerto un aperitivo ai presenti.
Quella di Giorgio Perlasca è la straordinaria vicenda di un uomo che, pressoché da solo, nell’inverno tra il 1944 e il 1945, a Budapest riuscì a salvare dallo sterminio nazista migliaia di ebrei ungheresi, inventandosi il ruolo di console spagnolo, pur non essendo né diplomatico né spagnolo. Tornato in Italia dopo la guerra, non raccontò la sua storia a nessuno, nemmeno ai familiari.
Se non fosse stato per alcune donne ebree ungheresi da lui salvate in quel terribile inverno, la sua vicenda sarebbe probabilmente andata perduta. Furono loro, alla fine degli anni Ottanta, a pubblicare sul giornale della Comunità ebraica di Budapest un annuncio per rintracciare un diplomatico spagnolo, Jorge Perlasca, che aveva salvato loro e molti altri correligionari durante la persecuzione nazista. Al termine delle ricerche scoprirono invece un italiano di nome Giorgio Perlasca.
Il destino volle che la sua storia venisse conosciuta. Oggi il nome di Giorgio Perlasca, deceduto nel 1992 all’età di 82 anni, è inciso tra i Giusti fra le Nazioni a Gerusalemme e un albero in suo onore cresce sulle colline che circondano il Museo dello Yad Vashem. A chi gli chiedeva perché avesse compiuto quei gesti, Giorgio Perlasca rispondeva con semplicità: “Ma lei, se avesse avuto la possibilità di fare qualcosa, cosa avrebbe fatto al mio posto?”.














