«Venerdì 17 luglio, alle ore 21.15, il Castello di Grottazzolina ospita Jacopo Veneziani con la lectio “Non chiamatele Muse”». E’ quanto annunciato dal sindaco di Grottazzolina, Alberto Antognozzi.
Non a Voce Sola, la rassegna culturale itinerante che da anni attraversa i territori marchigiani intrecciando pensiero, letteratura, filosofia, arte e attualità farà infatti tappa anche nella sua città. Il tema che accompagna l’edizione 2026, “Con-essere. Corpi in alleanza”, invita a riflettere sulla necessità di ripensare le relazioni, riconoscere le soggettività rimaste ai margini e costruire nuovi immaginari fondati sulla reciprocità, sull’ascolto e sul riconoscimento dell’altro.
In questo orizzonte si inserisce l’appuntamento di venerdì 17 luglio, alle ore 21.15, nello scenario del Castello di Grottazzolina, dove protagonista sarà Jacopo Veneziani, storico e critico d’arte tra i più autorevoli e apprezzati divulgatori italiani, con una lectio dal titolo “Non chiamatele Muse”.
Per secoli la storia dell’arte è stata raccontata quasi esclusivamente attraverso uno sguardo maschile. Alle donne è stato spesso riservato il ruolo di modelle, ispiratrici, muse, mentre il loro contributo come artiste è stato sistematicamente oscurato, ridimensionato o dimenticato. La conferenza di Veneziani ribalta questa prospettiva, riportando al centro figure straordinarie che hanno saputo affermare il proprio talento nonostante i limiti imposti dal loro tempo.
Da Properzia de’ Rossi ad Angelica Kauffman, da Marie Bracquemond a Lee Krasner, il racconto attraversa secoli di storia dell’arte restituendo voce a pittrici e scultrici che hanno sfidato convenzioni, stereotipi e pregiudizi, dimostrando come la creatività femminile non rappresenti una parentesi marginale, ma una delle colonne portanti della cultura occidentale.
«L’intervento – spiegano dall’organizzazione e il primo cittadino – dialoga profondamente con il filo conduttore della rassegna. “Con-essere. Corpi in alleanza” significa infatti anche riconoscere quelle esistenze che la narrazione dominante ha escluso o reso invisibili. Restituire spazio alle artiste significa ricomporre una memoria collettiva più giusta, capace di accogliere la pluralità degli sguardi e delle esperienze. È un invito a costruire un sapere condiviso, nel quale il valore dell’opera non sia determinato dal genere di chi l’ha creata, ma dalla sua forza espressiva e dalla sua capacità di parlare al presente».
Classe 1994, Jacopo Veneziani è storico dell’arte e divulgatore. Ha vissuto otto anni a Parigi, dove si è laureato in Storia dell’arte presso l’Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne. È autore dei volumi #Divulgo. Le storie della storia dell’arte (2020) e Simmetrie. Osservare l’arte di ieri con lo sguardo di oggi (2021), entrambi pubblicati da Rizzoli. Per tre anni ha curato una rubrica settimanale dedicata alla storia dell’arte all’interno del programma Le parole della settimana su Rai3 ed è oggi ospite fisso della trasmissione In altre parole su La7, condotta da Massimo Gramellini. Insegna all’Università Iulm di Milano ed è presidente della Galleria Ricci Oddi di Piacenza. L’incontro rappresenta un’occasione per interrogarsi sul modo in cui costruiamo la memoria culturale e sul valore di uno sguardo capace di riconoscere, finalmente, tutte le protagoniste della storia dell’arte.
Ingresso libero e gratuito, senza prenotazione.















