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La barca del “Cozzaro nero”
data alle fiamme
(guarda il video e le foto)

venerdì 17 giugno 2016 - Ore 04:54
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La Gladius in fiamme

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L’imbarcazione per la pesca delle cozze “Gladius” di Basilio Ciaffardoni carbonizzata da un incendio. Questa notte, intorno alle ore 2, dal porto peschereccio è partito l’sos ai vigili del fuoco di Fermo che, arrivati sul posto insieme ai carabinieri e alla capitaneria di porto, hanno impiegato, con due camion e altrettanti equipaggi, tutta la notte per domare le fiamme. Sì perché essendo l’imbarcazione di vetroresina, non è stato per niente facile spegnere l’incendio. La barca che Basilio Ciaffardoni, responsabile tecnico del porto, utilizzava per la mitilicoltura (ha un allevamento di cozze al largo della costa fermana) era ormeggiata, come al solito, sul pontile A. Intorno alle 2 qualcuno, almeno secondo l’ipotesi più accreditata, ha dato fuoco alla Gladius per poi scappare. L’imbarcazione, infatti, aveva tutti i circuiti elettrici scollegati e, fortunatamente, non aveva nei serbatoi carburante: “Sì perché ero pronto a portarla in manutenzione – racconta Ciaffardoni – dovevo rifare le carene. Avevo già preso accordi con Carlo Renoglio (anche lui sul posto per facilitare i soccorsi dall’area del cantiere). L’impianto elettrico era scollegato. Un operatore della Marina ha avvisato il capo-ormeggiatore Mauro Cagni che ha sua volta mi ha chiamato. Arrivato al porto l’ho personalmente rimorchiata con un’altra imbarcazione fino allo scalo di alaggio del cantiere. Lì è stato più semplice intervenire e, in caso di affondamento, si tira facilmente a terra. Non so chi possa essere stato. Io non ho ricevuto alcuna minaccia. Non ho mai dato fastidio a nessuno. L’incendio probabilmente è partito dalla sala macchine. Il danno potrebbe aggirarsi almeno sui 100 mila euro. L’avevo rifatta da poco, a partire dai motori. La Gladius era praticamente nuova. Comunque – conclude un impassibile Ciaffardoni – la procedura dei soccorsi ha funzionato alla perfezione”. Insomma il “Cozzaro nero” non piega la schiena e, anzi, parla da tecnico più che da parte lesa con una freddezza disarmante. Lui, infatti, in caso di incidenti o incendi al porto, svolge sempre un ruolo fondamentale nel team dei soccorsi. Ma questa volta l’imbarcazione è sua e i danni sono sulle sue spalle. La barca è stata riempita d’acqua per abbassare la temperatura della vetroresina e posta sotto sequestro in attesa di una perizia a bordo. Intanto i carabinieri hanno avviato subito le indagini, ascoltando anche alcuni testimoni, per risalire a colui che ha dato fuoco alla Gladius.

di Giorgio Fedeli

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