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Paniconi e Bordoni in tribunale,
i legali: “Sono sconvolti”

giovedì 21 luglio 2016 - Ore 11:22
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Martino Paniconi e Marco Bordoni all'ingresso secondario del palazzo di giustizia

Martino Paniconi e Marco Bordoni all’ingresso secondario del palazzo di giustizia

La linea difensiva per Marco Bordoni e Martino Paniconi, i due uomini arrestati con l’accusa di essere gli autori delle bombe davanti alle chiese del Fermano (leggi l’articolo) sembra essere comune. E i due avvocati difensori, rispettivamente Stefano Chiodini e Alessandro Bargoni, viaggiano praticamente all’unisono nel descrivere lo stato d’animo dei loro assistiti: i due fermani sono “sconvolti”. Questa mattina, alle 9 Bordoni e Paniconi sono arrivati in tribunale per l’udienza di convalida dell’arresto (i due si trovano attualmente nel carcere di Marino del Tronto). Il gip si è riservato qualche ora per emettere l’ordinanza. Ma nel frattempo i due legali hanno espresso le loro prime impressioni. Partiamo da Chiodini: “Chiederemo di essere interrogati da qui a brevissimo – dichiara l’avvocato di Bordoni – oggi il mio assistito non era in condizioni di rilasciare delle dichiarazioni. E’ problematico e molto emotivo. Si è avvalso della facoltà di non rispondere. Sapete, è un ragazzo problematico. E 24 ore non sono state sufficienti per farlo rimettere psicologicamente. Non ha ancora metabolizzato cosa gli è successo. In passato ha svolto anche dei lavori di pubblica utilità. Abbiamo parlato una quarantina di minuti“.

Rischio di fuga? (leggi l’articolo) “Di certo – continua Chiodini – non aveva alcuna volontà o intenzione di fuggire. Sia chiaro che Bordoni non ha alcun collegamento con il mondo ultras o con quello anarchico. Avrà visto due partite in vita sua, e in giovane età”. E allora il daspo? “Risale al 2009. Si trovava in un’auto non sua, con altre persone dirette in trasferta a Porto Sant’Elpidio. Da un controllo è emerso che a bordo c’erano forse una mazza da baseball o una biglia. Lui ha dichiarato di non saperne nulla. Sì, ha un precedente, ma per guida in stato di ebbrezza. Lo chiamano Lupo…io direi lupo solitario. Se chiederò l’infermità mentale? E’ davvero presto per dirlo. Comunque il mio assistito è sconvolto”.

Stesso termine usato da Bargoni per descrivere lo stato d’animo di Paniconi: “Sconvolto, sì è sconvolto per questa nuova situazione. Chiederemo di essere interrogati a breve. Ho chiesto i domiciliari. Persona pericolosa? Stiamo parlando di un soggetto che definirei “semplice”, di certo non è un intellettuale anarchico. Quali sono i motivi del gesto? Andrei piano anche nel dire che lo ha compiuto. Di certo non c’è un pericolo di fuga del mio assistito”.

Giorgio Fedeli

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L’arrivo di Paniconi in tribunale

Bordoni all'arrivo in tribunale

Bordoni all’ingresso secondario del tribunale

 


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