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Terremoto, il giorno del dolore:
lacrime ai funerali,
i 35 feretri coperti di fiori

sabato 27 agosto 2016 - Ore 13:28
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Le bare allineate nella palestra di Ascoli

 

di Marina Verdenelli

(Foto Federico De Marco)

Trentacinque bare allineate, in tre file, adagiate su un tappeto blu, dove spiccano due bare più piccole, bianche. Sono quelle di Giulia Rinaldo, morta abbracciata alla sorella Giorgia, salvata dai vigili del fuoco e dalla Croce verde di Macerata a Pescara del Tronto  e Marisol Piermarini, 18 mesi, morta sotto le macerie di Arquata. Bastano loro a far piangere la folla arrivata ad Ascoli per i funerali solenni nel giorno del lutto nazionale.  La palestra comunale del quartiere di Monticelli è piena, messa a disposizione per le esequie, è piena all’arrivo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Fiori profumati, foto appoggiate ai feretri, ricordi, biglietti, oggetti appartenenti alle vittime circondano le bare delle vittime. Si piange, si urla, si ascoltano i racconti di chi ce l’ha fatta. Al funerale anche il premier Matteo Renzi e il presidente del senato Pietro Grasso. Con loro il presidente della Regione Luca Ceriscioli.

Siamo con voi, vi aiuteremo, i soldi ci sono, ma dobbiamo farlo insieme“. Il presidente del consiglio Matteo Renzi strappa questa promessa ai parenti delle vittime del terremoto, finita la cerimonia funebre. Lo fa camminando tra le bare all’interno della palestra comunale e fermandosi a salutare, accarezzare e parlare con i familiari di chi non ce l’ha fatta. E dalla palestra parla della nomina “di un commissario unico che gestirà la ricostruzione e si occuperà delle famiglie sfollate, non come a L’Aquila dove si rideva“. terremoto funerali ascoli autorità

Tra i presenti anche il vice sindaco di Porto San Giorgio, Francesco Gramegna, e l’assessore sangiorgese Catia Ciabattoni che abbiamo contattato per farci raccontare i momenti vissuti durante la toccante cerimonia: “E’ stata una partecipazione corale, emozionata. Bellissime le parole del vescovo di Ascoli. Nella ricerca di una speranza, è riuscito ad accendere una luce. Non era facile nella giornata di oggi, soprattutto nei confronti di uomini e donne che hanno perso tutto non solo materialmente ma anche dal punto di vista degli affetti familiari”. Ciabattoni che con la voce rotta dalla commozione aggiunge: “Esserci stata, per me che sono ascolana, era fondamentale.  Un’opportunità che ho avuto per il ruolo istituzionale che ricopro e che non ho voluto perdere, per onorare le vittime e la mia terra. Era il minimo che potessimo fare”. Territorio fermano rappresentato anche dal senatore Francesco Verducci, dagli on. Paolo Petrini e Simone Baldelli.
I giovani dei due paesini ascolani colpiti dal sisma gli vanno incontro. Gli stringono la mano, Renzi li abbraccia. “Non vi dimenticheremo è una promessa. Sono venuto qui a farvela”. Poi si avvicina ai familiari di Milvina Baroni, Ercole Filotei, 61 anni, e Elsa Baroni, 92 anni, tutti morti a Pescara del Tronto. “Ho perso mio suocera e il fratello di mio marito – le dice Sabrina Cappelli – non ho più nemmeno il mio negozio. Non ci lasci così. Le scuole, come faremo con le scuole? Abbia attenzione per noi”. La messa è stata officiata dal vescovo di Ascoli, monsignore Giovanni D’Ercole, che durante l’omelia ha annunciato in diretta il ritrovamento di un’altra vittima, tra le macerie. “Siamo una sola famiglia – ha detto il vescovo – abbiamo sofferto e pianto insieme. Ora è il momento della speranza. Il terremoto ti toglie tutto ma non il coraggio della fede”. Poi ha raccontato alla folla presente al funerale che lui era a Pescara del Tronto quando hanno trovato Giorgia, la bambina di 4 anni salvata sotto le macerie. “Non vi lasceremo soli – ha aggiunto D’Ercole – non abbiate paura e non perdete il coraggio”.

Le massime autorità dello Stato presenti al funerale

Le massime autorità dello Stato presenti al funerale

Tra i familiari delle vittime, nella prima fila di bare, anche Giovanni Celani, fratello di Giulio, 54 anni, estratto vivo dalla casa crollata ma poi deceduto. “Io ero lì – dice il fratello – quando lo hanno tirato fuori. E’ morto tra le mia braccia”. Il sindaco di Ascoli, Guido Castelli, è al funerale con il tricolore. “Non sarà facile smaltire il dolore – commenta il primo cittadino – abbiamo chiesto alle autorità di avere certezze sulle ricostruzioni e molta attenzione”. Un’ora e mezza di messa poi la benedizione delle bare. Anche il presidente Mattarella va a salutare i parenti delle vittime, rimasti accanto alle bare. Lo fa per primo.

Il presidente Mattarella abbraccia un familiare delle vittime

Il presidente Mattarella abbraccia un familiare delle vittime

Una parola per tutti, strette di mano, sorrisi di vicinanza al dolore. Qualcuno lo abbraccia stretto, piange. Poi lascia la palestra per andare all’ospedale e portare un regalo alla piccola Giorgia, la sorellina di una delle vittime, che oggi compie 4 anni (leggi l’articolo). Poco dopo le 14 le 35 bare iniziano ad uscire dalla palestra una ad una, sorrette dai vigili del fuoco. Le vittime nelle Marche sono state in tutto 50. Alcune bare oggi non presenti erano già tornate nelle città di origine delle vittime.

(Servizio aggiornato alle 18,30)

 

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