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Sisma, l’ordine degli Ingegneri di Fermo chiarisce alcuni temi

PREVENZIONE - I professionisti spiegano in un comunicato l'importanza di investire sulla propria abitazione per la sicurezza strutturale considerata come un valore aggiunto
lunedì 12 settembre 2016 - Ore 17:37
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ordine-ingegneriGli eventi sismici di fine agosto verificatisi nel centro Italia hanno riportato alla luce i tragici fatti accaduti nel nostro paese in tempi relativamente recenti. Negli ultimi decenni, nonostante le norme sulle costruzioni abbiano subito una notevole evoluzione, continuiamo ad assistere a tragedie causate da eventi sismici.
La penisola italiana è uno dei Paesi a maggiore rischio sismico nell’area del Mediterraneo ed il verificarsi di questi fenomeni naturali ha messo in risalto ancora una volta la vulnerabilità di larga parte del patrimonio edilizio esistente in quanto si è assistito alla rottura degli elementi strutturali portanti di numerosi edifici pubblici e privati e, di conseguenza, al collasso degli stessi.
Ma come si definisce un edificio antisismico? È proprio nella risposta a questa domanda che entra in gioco la figura professionale dell’ingegnere con esperienza in ingegneria sismica, materia ampia che include sia l’ingegneria strutturale che quella geotecnica.
A livello normativo, le costruzioni ex-novo, dall’entrata in vigore delle nuove norme tecniche, devono essere progettate considerando determinati valori dell’accelerazione sismica attesa al sito di riferimento, valutata con criteri probabilistici e in riferimento alle caratteristiche specifiche del sito.
Per quanto riguarda le costruzioni esistenti, le NTC 2008 (DM 14/01/2008) introducono, i concetti di intervento locale, miglioramento sismico e adeguamento sismico, con un grado crescente di sicurezza sismica, impatto sull’edificio e spesa complessiva per gli interventi. La norma prevede l’obblifo di adeguamento sismico per gli edifici residenziali privati esclusivamente in caso di particolari e ben definite tipologie di modifiche dell’edificio (ampliamenti, sopraelevazioni, modifica di destinazione d’uso con aumento dei carichi in fondazione).
La notevole differenza tra il miglioramento e l’adeguamento sismico riguarda l’obiettivo finale, scelto dal proprietario, di concerto con il progettista: infatti, la riparazione o intervento locale riguarda semplicemente singole porzioni della struttura ma non modifica il comportamento delle restanti parti della struttura né il comportamento globale, mentre il miglioramento prevede interventi atti ad aumentare la sicurezza strutturale esistente, senza però dover raggiungere livelli di prestazione richiesti dalle normative vigenti; nel caso di adeguamento sismico invece, tutti gli interventi apportati devono contribuire a raggiungere i livelli di sicurezza richiesti dalle norme vigenti.
La riduzione della vulnerabilità sismica del nostro patrimonio edilizio può derivare solo da una sensibilizzazione rispetto al problema concreto della sicurezza degli edifici E da un’incentivazione di tipo economico –fiscale. Ad oggi la detrazione del 65% copre l’adeguamento sismico di edifici ad uso abitativo risultanti come prima casa o destinati ad attività produttive ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità.
Diventa sempre più necessario associare ad un fabbricato un determinato livello di rischio sismico che tenga conto sia delle caratteristiche del fabbricato che del sito in cui si trova. Tale modello per la classificazione del patrimonio esistente, sul quale il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sta lavorando, costituirà un primo passo per migliorare la percezione del rischio sismico da parte dei proprietari dei fabbricati.
A questo proposito la Rete delle Professioni Tecniche, di cui gli Ingegneri, tramite il Consiglio Nazionale, sono parte integrante, ha trasmesso alla Presidenza del Consiglio una “Proposta per la definizione di un piano di prevenzione del rischio sismico”. Il Piano propone sostanzialmente tre fasi: monitoraggio del livello di vulnerabilità di ciascun edificio rientrante nel patrimonio edilizio, emanazione di un fascicolo del fabbricato, specifico per ogni edificio, come strumento dinamico di conoscenza dell’esistente, certificazione sismica obbligatoria a cura di tecnici abilitati.
Occorre sensibilizzare tutta la società per far comprendere che investire sulla propria abitazione per opere ed interventi riguardanti la sicurezza strutturale è da considerarsi come un valore aggiunto e non solamente mero ed oneroso “precetto” normativo da adempiere.
L’ingegnere è la più qualificata figura professionale all’interno del mondo delle costruzioni, che ha una solida e specifica formazione in ambito sismico e che pertanto può fornire una valutazione del comportamento di una struttura sotto le sollecitazioni indotte dai teremoti, che ormai si susseguono con una certa regolarità.
Un ingegnre, come ogni buon medico, con l’ausilio di adeguate analisi delle strutture e verdifiche numeriche, è in grado di identificare i punti di debolezza della struttura e progettarne il rinforzo, il recupero e l’adeguamento, a garanzia della salute degli edifici e a servizio dell’intera popolazione.
E’ possibile convivere con i terremoti evitando ulteriori tragedie, salvaguardando il patrimonio edilizio italiano e l’incolumità di tutti. Gli ingegneri, come stabilito dal codice deontologico, mettono la loro professionalità a servizio della comunità.


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