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Residenza Sanitaria Assistita
una risposta ai bisogni delle famiglie

MONTEGRANARO - Nuova tappa del nostro viaggio dentro la Casa della Salute. Il direttore di Distretto , Vincenzo Rea, conferma la validità della scelta e fa il punto della situazione nel Fermano in merito alla RSA
giovedì 8 marzo 2018 - Ore 10:13
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di Andrea Braconi

foto di Simone Corazza

Nel nostro primo articolo sulla Casa della Salute di Montegranaro, allocata nell’ex ospedale (LEGGI QUI), il direttore di Distretto Vincenzo Rea aveva ripercorso i vari passaggi che avevano portato alla richiesta (con successiva autorizzazione) di una Rsa Demenze da 20 posti. Una riqualificazione voluta dal direttore Livini e dallo stesso Rea, sostenuta dalle istituzioni e ponderata anche in considerazione delle prese in carico proprio sulle demenze, superiori alle 260.

Affiancato dalla coordinatrice della struttura Simonetta Bernetti – che con noi si è soffermata sulla cura e la piena fruibilità degli spazi del quarto piano dell’ex nosocomio veregrense, oltre che sull’elevata professionalità del personale impiegato in questa specifica Residenza Sanitaria Assistita – il direttore Rea ha motivato le ragioni della scelta. “Con il ritorno ad Amandola delle persone provenienti dall’area montana, sono rimasti gli utenti di questa parte del Fermano. All’arrivo dell’Aut 1 per l’esercizio dell’attività abbiamo dato inizio all’inserimento dei pazienti, fino a raggiungere i 20 posti letto previsti. Perché a quel punto il territorio non poteva essere depauperato e questa struttura andava sfruttata al massimo, con le sue stanze recuperate e pienamente efficienti. Sarebbe stato delittuoso fare il contrario. La maggiore richiesta che noi abbiamo di servizi, infatti, è quella di posti di reggenza territoriale, tutto ciò che non è emergenza e acuzia. È vero che abbiamo i migliori servizi di cura domiciliari della regione Marche per quanto riguarda la presa in carico; è vero che siamo stati protagonisti antesignani di innovative prese in carico anche con terapie per lesioni da decubito, difficili da trattare a domicilio; ma è anche vero che ci sono delle situazioni per le famiglie che non sono affatto gestibili a domicilio e che per questo motivo c’è bisogno di una struttura come la Rsa, nel pieno delle proprie funzioni”.

Così, con i posti nelle altre Rsa a gestione diretta, come Petritoli (20 posti) e Amandola (altri 20), più la Rsr di Porto San Giorgio, Rea rimarca come oggi sia possibile affermare “di essere in una situazione che risponde bene alla domanda di bisogno che emerge dal territorio fermano, una domanda che va sempre sostenuta e per la quale questa Area Vasta non ha mai fatto mancare risposte”.

 

Gli approfondimenti sulla Casa salute di Montegranaro:

Dentro la Casa della Salute, Vincenzo Rea: ‘Con la Rsa integrato il percorso demenze’ (VIDEO)

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