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“Nessun limite di età per le donazioni, aiutateci a salvare vite”

FERMO - Il primario del reparto di Anestesia e Rianimazione dell'Ospedale "Murri" ribadisce l'importanza di un'attività di informazione, soprattutto nei confronti delle fasce di età più elevate
domenica 6 maggio 2018 - Ore 09:00
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di Andrea Braconi

Sulla donazione degli organi negli ultimi anni l’attenzione è aumentata in maniera significativa. “Ma non è sufficiente, occorre fare molto di più” sottolinea Luisanna Cola, primario di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale “Murri” di Fermo. Ed è proprio questo il motivo per il quale il suo reparto è impegnato in una costate attività informativa (leggi articolo).

Nella sua riflessione la dott.ssa Cola parte da un dato di fatto:“Grazie alla politica dei vari governi nazionali sulla prevenzione dei traumi stradali fortunatamente non abbiamo più donatori molto giovani. Negli ultimi 10 anni siamo passati infatti da circa 10.000 morti a 4.500. Merito dell’utilizzo del casco, della cintura di sicurezza, delle macchine con i vari device, e grazie all’introduzione dei limiti stradali, dei tutor, tutte scelte che permettono di evitare il trauma cranico. Parlando di numeri, sono aumentati i donatori encefalici per emorragie cerebrali perché riusciamo a trattarli con terapie neurologiche. Il nostro messaggio è: in macchina state sempre attenti! Per le donazioni preferiamo ovviamente cause legate al ciclo della vita, in strada bisogna muoversi con coscienza ed in sicurezza”.

Un aspetto sul quale il primario si sofferma è che non esiste la consapevolezza che oltre una certa età si possa essere comunque donatori:“Se è vero che per il midollo osseo oltre i 55 anni non possiamo andare, per quanto riguarda gli organi, i limiti di età non esistono più. Un paziente che sta morendo di epatite fulminante, anche di 40 anni, può ricevere tranquillamente l’organo di un 80enne, il problema è solo la dimensione dello stesso organo. L’informazione non va quindi rivolta solo ai  giovani ma dovrebbe arrivare anche ad alcune fasce di età che hanno una mentalità difficile da cambiare. Nella nostra Regione l’aspettativa di trapianto di un fegato è 6 mesi, un’ottima aspettativa, ma qualche volta si muore in attesa del trapianto. Quindi, informare è fondamentale. Donare un organo o donare il midollo ci permette di salvare una vita”.

Un’utenza ancora difficile da intercettare, ma che proprio attraverso le nuove generazioni inizia ad ampliare il proprio orizzonte:“Attraverso i ragazzi – conclude Luisanna Cola – gettiamo le basi per il futuro donatore, ma serve anche altro. E voi giornalisti dovete essere di aiuto in questo, ogni giorno”.

 

La dott.ssa Luisanna Cola e il dott. Alberto Viozzi durante l’intervista

 

Un paziente su tre ottiene il trapianto: il punto sulla donazione degli organi (Video intervista)

«L’anestesia è una pratica sicura»: il primario Cola e il reparto ‘motore’ del Murri (VIDEO INTERVISTA)


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