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Conad, dalla matita al tablet
per continuare ad essere leader

L' evoluzione del commercio e dei consumi affrontata in un interessante convegno organizzato da Conad Adriatico. È prioritario ricercare i rapporti diretti con i clienti, quindi saper vivere insieme agli altri. Il principio della cooperazione marchio di fabbrica della Conad.
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di Martina Fabiani

“Dalla matita al tablet: come cambia il modo di essere commercianti”. È questo il tema della tavola rotonda che si è svolta questa mattina alle ore 11 presso la sede di Conad Adriatico, a Monsampolo del Tronto, all’interno dell’assemblea di bilancio.
In una realtà sempre più ibrida, multiforme e tecnologicamente avanzata è importante che anche i commercianti e coloro che operano nel settore della distribuzione facciano i conti con i mutamenti dell’oggi, che investono il consumatore e le sue esigenze.

Come ha operato Conad quando dal quadernino in cui si segnavano i conti che venivano saldati alla fine del mese si è passati all’e-commerce o quando la crisi ha compresso notevolmente la disponibilità del cittadino ai consumi? O, ancora, quando i ritmi frenetici del tran tran quotidiano hanno ridotto il tempo libero di ognuno di noi?
Questi alcuni dei contenuti sui quali sono intervenuti oggi Massimiliano Valerii (direttore Censis), Roberto Ravazzoni (professore di marketing distributivo presso l’Università di Modena e Reggio Emilia), Francesco Pugliese (amministratore delegato Conad) e Antonio Di Ferdinando (direttore generale Conad Adriatico). La tavola rotonda è stata coordinata da Luigi Rubinelli, direttore della RetailWatch.

«Oggi è rilevante avere la capacità di selezionare l’offerta del proprio punto vendita rispetto ai bisogni del territorio in cui si opera», ha affermato Pugliese. Il distributore moderno deve quindi saper fare, ovvero studiare il mercato per poi orientare e guidare il consumatore nelle proprie scelte. Solo così è possibile raggiungere un’integrazione tra fisico e virtuale. È inoltre prioritario ricercare i rapporti diretti con i clienti, quindi saper vivere insieme agli altri. Il principio della cooperazione – ormai marchio di fabbrica della Conad – fa proprio questo. Con l’apporto dei propri soci, Conad Adriatico costruisce un sistema distributivo moderno e diversificato per i canali di vendita, vigile rispetto alla trasformazione degli stili di vita e dei comportamenti di acquisto dei consumatori.

«Il cliente oggi è più complesso rispetto al passato ed esercita un’arte combinatoria in cui domina l’arbitraggio individuale», ha dichiarato Valerii che ha, inoltre, spiegato come il 27% dei cittadini possano considerarsi clienti fedelissimi, il 12% fedeli all’insegna, il 50% nomadi, ovvero ricercano la migliore offerta e, infine, l’11% free rider, comprano cioè dove e come capita. Un’offerta differenziata per una domanda altrettanto differenziata diventa, quindi, l’unica strategia possibile.

«Dobbiamo avere l’entusiasmo di correre nel rendere credibile il nostro mestiere”, ha concluso Di Ferdinando, soddisfatto del lavoro svolto finora e convinto che Conad continuerà a essere leader nel canale dei supermercati e ai primi posti della distribuzione commerciale.

 

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