di Andrea Braconi

“Sono innamorato della fotografia e non potevo non essere qui oggi”. Francesco Verducci ha salutato così il direttivo dell’associazione Altidona Belvedere, riunito per riflettere insieme al senatore del Partito Democratico sul presente ed il futuro dell’archivio fotografico di Mario Dondero, custodito nel borgo della Valdaso.

Oltre al presidente Pacifico D’Ercoli, hanno preso parte all’incontro Laura Strappa, compagna del fotoreporter, ed il vice sindaco Enrico Lanciotti. D’Ercoli, nella sua introduzione, ha spiegato come la recente legge sulla fotografia regionale abbia identificato Senigallia come città della fotografia, destinandole risorse per circa 80.000 euro, mentre al resto delle altre strutture dislocate nella varie province andranno i restanti 70.000 euro.

Nonostante la parziale delusione, l’associazione, che gestisce da diversi anni la Fototeca provinciale con sede proprio ad Altidona (una realtà fortemente voluta dalla Provincia di Fermo, in particolare dall’allora presidente Fabrizio Cesetti e dal suo assessore Giuseppe Buondonno), è riuscita comunque ad ottenere nel tempo finanziamenti che gli hanno permesso di programmare, pur tra mille ostacoli, la propria attività. “Negli ultimi tre anni – ha rimarcato il presidente – siamo stati assegnatari di un contributo di 5.000 euro annui dalla Direzione generale degli archivi di Roma”.

“Facemmo un incontro a Roma – ha ricordato Verducci – e lì partì questo interessamento con questo piccolo fondo”.

“Quest’anno – ha proseguito D’Ercoli – la Soprintendenza ha fatto un progetto da 10.000 euro sulla pubblicazione online di circa 3.000 fotografie nel sistema archivistico nazionale, da realizzare entro il 2019. In questa fase stiamo lavorando su diverse mostre, soprattutto con la città di Fermo, dall’altro lato riprenderemo il lavoro sulle diapositive”.

Nel dicembre 2015, pochi giorni dopo la morte di Dondero, il senatore Verducci aveva fatto in Senato un intervento che, come ha sottolineato ai presenti all’incontro di Altidona, era legato sia ad un sentimento di riconoscenza intellettuale, sia di affetto spontaneo. “Mario era un personaggio che riusciva a trasmettere molto anche in contesti apparentemente banali. Ho fatto quell’intervento per rimarcare il dono di Dondero ad un territorio come il nostro”.

“Le Marche possono essere la regione della fotografia”, ha affermato facendo riferimento anche allo straordinario lavoro fatto dal gruppo di Senigallia sulla figura di Mario Giacomelli. “Mario da un punto di vista storico è potentissimo nel suo racconto. Noi dobbiamo dare continuità a tutto questo, fare in modo che ci siano ogni anno momenti dedicati a Dondero per accrescerne la figura e dare modo a questo archivio di emergere”.

La necessità, hanno aggiunto i soci, resta però quella di strutturare l’attività sull’archivio, un passaggio che richiede finanziamenti costanti da parte degli enti e gli organismi preposti.

Per conto dell’Amministrazione comunale, Lanciotti ha voluto precisare come la Giunta stia cercando di stare il più vicino possibile all’associazione. “Diamo la sede, cerchiamo di supportare gli allargamenti di spazi e supportiamo tutte le attività. Avremmo bisogno di qualche competenza, invece, per poter attingere a fondi europei o altre tipologie di finanziamenti”.

“Qui c’è un potenziale molto grande e per farlo emergere bisogna parlare di Dondero” ha concluso Verducci.

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