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IL PUNTO
C’era una volta l’autostrada a due corsie:
altro che discorsi sul turismo!

Da giorni leggiamo interventi di ogni genere e da più parti politiche su un tema che dovremmo sviluppare e che segnerebbe la svolta di un’intera regione: il turismo. Ma quale turismo se non si è in grado di pretendere servizi primari nemmeno a pagamento?
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La coda nel tratto Grottammare-Pedaso il 21 gennaio per lavori in corso

 

di Nunzia Eleuteri

Agosto 2018: lunghe code in autostrada a seguito di un incendio in galleria e successiva manutenzione straordinaria hanno mandato in tilt il sud delle Marche (leggi articolo). Persone bloccate per ore e ore in auto, addirittura problemi di approvvigionamento di acqua, l’intervento delle forze dell’ordine, dei vigili del fuoco, della protezione civile e dei volontari ad evitare il peggio. Anche la strada statale Adriatica e le cittadine rivierasche interessate ne subirono le conseguenze per giorni.

Sarebbe bello continuare il racconto dicendo che tutto ciò è, ormai, solo un brutto ricordo. Invece no. Ancora oggi, dopo ben 5 mesi, percorrere l’A14 nel tratto Fermano-Piceno tra Pedaso e Grottammare resta un’impresa ardua: spesso il tratto si riduce ad una sola corsia con inevitabili, continui, rischiosi, rallentamenti. Martiri coloro che debbono utilizzare quel tratto di autostrada per lavoro. Fortunati, invece, coloro che possono scegliere di non transitarci. Come i turisti ben informati e organizzati che se ne guarderanno bene di prenotare dalle nostre parti sapendo il rischio che possono correre. Perché si sa, il turista vuole, giustamente, star bene, riposarsi, godere al massimo del tempo libero evitando proprio quel traffico che lo affligge per gran parte dell’anno. Vuole comodità, fluidità, servizi e soprattutto non vuole complicazioni.

E allora, politici locali che in questi giorni avete toccato più volte il tema del turismo polemizzando sul fatto che l’articolo del Sunday Times citasse un paese delle Marche piuttosto che un altro, oppure sul fatto che manchi una progettualità comune, una visione ampia di quella che dovrebbe essere una mission del territorio, come pensate di poter rilanciare una regione già tanto penalizzata dal sisma se non pretendete, a gran voce, risposte urgenti e rapide dalla società autostrade?

La bella stagione è alle porte e i turisti potrebbero tornare (nonostante tutto). Prima di litigare sulla opportunità o meno di una terza corsia della A14, prima di riparlare di un improbabile progetto di un porto turistico sangiorgese bloccato da trent’anni, o della realizzazione di una mare-monti che colleghi la costa in modo comodo ai meravigliosi Sibillini, o del ripristino del bellissimo percorso della vecchia ferrovia “Porto San Giorgio-Amandola” come percorso ciclabile, ecco, prima di tutte queste cose, (di cui il sud delle Marche avrebbe un estremo bisogno e che con tutto il cuore tutti noi auspichiamo), proviamo a riprenderci quel minimo di servizio (oltretutto a pagamento) che ci è ancora negato dopo mesi e mesi di manutenzione: una normale viabilità autostradale! Poi potremo tornare a sognare tutto il resto e sperare, ancora, nei miracoli…

 

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