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Ex stazione Santa Lucia, Usb:
“Noi collaboriamo
ma su un progetto concreto”

FERMO - Dalla sigla sindacale: "La nostra organizzazione sindacale non è contraria a prescindere a una delocalizzazione del deposito Steat ma pronti ad una collaborazione qualora ci fosse un progetto concreto con indicati un'area e tutti i servizi annessi"
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“Siamo sorpresi dalla tempistica di tutte le associazioni, partiti, varie organizzazioni sindacali, che oggi prendono posizione riguardo all’asta di vendita dell’ex stazione Santa Lucia da parte del demanio. Come già riportato dalla stampa, la Steat, tramite il suo presidente Fabiano Alessandrini, ha sottolineato l’intenzione di partecipare all’asta e, avendo diritto di prelazione, verrà esercitato (leggi l’articolo).
Ribadiamo che se ci fosse stata la volontà concreta di destinare l’ex stazione ad un area verde, o recupero a zona di compensazione, scuola, alloggi universitari e via discorrendo, di certo non bisognava arrivare al ridosso della chiusura dell’asta ma con un percorso e un progetto che andava intrapreso molti mesi prima, se non anni, coinvolgendo tutti le istituzioni e soggetti interessati”. E’ la posizione della segreteria provinciale Usb. L’Unione sindacale di base interviene infatti nel nodo urbanistico che in questi giorni sta monopolizzando il dibattito, politico e non solo, del capoluogo di provincia.

“Facciamo notare che l’associazione Italia Nostra (leggi l’articolo) è l’unica che da anni si batte per una vera e concreta riqualificazione di tutte le ex stazioni e il percorso ferroviario, senza aver mai avuto un interlocutore attendibile.
Vogliamo sottolineare che la nostra organizzazione sindacale non è contraria a prescindere a una delocalizzazione del deposito Steat ma pronti ad una collaborazione qualora ci fosse un progetto concreto con indicati un’area e tutti i servizi annessi. Oltretutto uno spostamento del deposito significherebbe anche rimodulazioni delle percorrenze tra capolinea e deposito e assolutamente vogliamo evitare che ciò possa portare alla solita ricaduta con aggravio economico nei confronti della utenza. Purtroppo con tutte le premesse, ad oggi non vi è nulla di concreto. Da non sottovalutare il fatto che, finché la Steat rimarrà al suo posto, di sicuro nessuno potrà speculare su quell’area”.

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